Andreatta politico PDF

Al liceo classico Giovanni Prati di Trento fu compagno di scuola di Giorgio Grigolli, poi presidente della provincia autonoma di Trento. Nel 1961, dopo il matrimonio con la moglie Giana M. Petronio, andò in India per conto del MIT, come consulente presso la Planning Commission del governo di Jawaharlal Nehru. Andreatta politico PDF senatori Urbano Aletti, Umberto Agnelli, Beniamino Andreatta e il prof.


Författare: Letta Enrico.

La vicinanza con Moro favorì la sua ascesa politica all’interno della Democrazia Cristiana, e dal 1976 al 1992 fu ininterrottamente parlamentare della DC. La sua permanenza al Tesoro coincise con alcuni degli anni più critici della storia dell’Italia contemporanea. Andreatta sancì la separazione della Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro. Lo stesso argomento in dettaglio: Lite delle comari, Governo Spadolini II e Rino Formica.

Quando nel 1981 emerse lo scandalo della P2, rimosse i funzionari e i dirigenti che comparivano nella lista sequestrata a Licio Gelli. Negli anni ottanta fu anche presidente della commissione Bilancio del Senato. Nel 1994 Rocco Buttiglione fu eletto segretario del partito nonostante la ferma opposizione di Andreatta e di altri esponenti di spicco del partito. Andreatta, lungo tutta la sua carriera, fu il promotore di un sistema economico misto. Tra gli allievi principali della sua scuola di pensiero, Romano Prodi fu il più importante, da lui poi proposto come guida per la coalizione di centro-sinistra dopo la caduta del primo governo Berlusconi nel 1995.

In questo periodo, Andreatta fu attivo promotore del graduale processo di privatizzazione del gruppo pubblico IRI: a tal proposito, firmò l’accordo Andreatta-Van Miert alla fine del 1993. Dopo la caduta del governo Prodi, nel 1998, fonda “Carta 14 giugno”, un’associazione ulivista che si proponeva di allargare le basi democratiche del consenso e favorire la riduzione del potere dei partiti: un’idea, questa, che Andreatta coltivava fin dagli anni della Democrazia Cristiana e delle Partecipazioni Statali. Il 15 dicembre del 1999, nel corso di una seduta parlamentare per il voto della legge finanziaria, ebbe un grave malore e finì in coma profondo in seguito a un infarto e alle conseguenze di un’ischemia cerebrale. I bollettini medici dichiararono fin dall’inizio che l’ex ministro si trovava in “condizione critica”, e venne dichiarato il coma profondo.

Il 1º gennaio 2000 fu trasferito a bordo di un mezzo di trasporto militare dal San Giacomo al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. 11 ottobre 2000 al 29 maggio 2001. Il 26 marzo 2018, nell’undicesimo anniversario della morte, la città di Bologna ha dedicato a Beniamino Andreatta una strada nel cuore della locale zona universitaria. Questioni di politica e di economia, Il Mulino, Bologna, 2002. Appunti per una biografia intellettuale, in N. Questioni di politica e di economia, Il Mulino, Bologna, 2002, pp. Petronio Andreatta, È stata tutta luce, Bompiani, Milano, 2017.

Dellai: È stato un padre del nostro Trentino, Trentino, 27 marzo 2007, pag. URL consultato il 15 maggio 2017. Quel sodalizio con Kessler nel nome dell’autonomia, Trentino, 27 marzo 2007, pag. Lo afferma l’elenco relativo alla XIII Legislatura del sito istituzionale della Camera. URL consultato il 21 dicembre 2007. Nuova Cosenza Quotidiano Digitale, 26 marzo 2007.

URL consultato il 12 aprile 2018. URL consultato il 30 agosto 2017. URL consultato il 4 novembre 2009. URL consultato il 23 agosto 2012. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 4 dic 2018 alle 14:26. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Dirigente del Partito Repubblicano Italiano, viene eletto segretario nazionale il 12 settembre 1987, subentrando a Giovanni Spadolini che nel frattempo era diventato presidente del Senato.

Gruppo Liberale e Democratico ma si dimette nel 1992 per incompatibilità di incarichi. Nel 1992 esce dal governo Andreotti VII, dando vita all’opposizione di centro e puntando a fare del PRI il “partito degli onesti”. Nel corso degli anni novanta, La Malfa guida il partito all’interno della coalizione di Alleanza Democratica, promossa dallo stesso Partito Repubblicano Italiano per accelerare il cammino delle riforme istituzionali. Tornato alla segreteria, si schiera con il Patto per l’Italia, la coalizione di centro che si presenta alle elezioni politiche del 1994.

Gruppo del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori. Nel 1996 sostiene la candidatura di Romano Prodi a presidente del Consiglio, aderendo alla coalizione dell’Ulivo. Nel 2001 passa quindi alla coalizione di centrodestra della Casa delle Libertà guidata da Silvio Berlusconi. 22 aprile 2005 come Ministro per le Politiche Comunitarie, subentrando a Rocco Buttiglione. Rieletto alle elezioni politiche 2008 nelle liste del Popolo della libertà nelle Marche, si iscrive a maggio al gruppo parlamentare PdL ma il 5 settembre 2008 lascia il PdL e si iscrive al Gruppo Misto della Camera. Baccini e l’adesione di Pionati nel settembre 2010 diventa Misto-Repubblicani, Azionisti, Alleanza di Centro . Pri l’8 giugno 2011 dal collegio dei probiviri per aver votato contro la fiducia al Governo Berlusconi IV il 14 dicembre 2010.