Anna Magnani. Donne nel mito PDF

Please forward anna Magnani. Donne nel mito PDF error screen to ns120. Bellissima è un film drammatico del 1951 diretto da Luchino Visconti.


Författare: Enrico Giacovelli.

Che si tratti delle loro doti artistiche e del loro fascino, della loro intelligenza o del loro coraggio, tutte le donne celebrate in questi volumi hanno un tratto in comune: sono autentici Miti, figure straordinarie impresse indelebilmente nel nostro immaginario collettivo, da Anna Magnani a Raffaella Carrà, da Coco Chanel a Simon Weil, da Monica Vitti a Edith Piaf e Betty Page (la prima, celeberrima pin-up della storia). Ognuna delle monografie si avvale della firma di un grande autore ed è destinata a ricevere un formidabile supporto mediatico dal canale Diva Universal, che nel suo palinsesto già accoglie una serie di documentari dedicati proprio alle “Donne nel Mito”.

Un annuncio della radio nel corso di un concerto dà notizia che il regista Alessandro Blasetti cerca a Roma una bambina per una parte in un film. Maddalena fa qualsiasi sacrificio per garantire alla figlia l’aiuto, più o meno valente, di un fotografo, di una maestra di recitazione e di un corso di ballo, e, nonostante le difficoltà finanziarie della famiglia ed il ritardo nel pagamento delle rate per la casa, spende per il parrucchiere e per la sarta. Durante una delle audizioni a Cinecittà, Maddalena viene avvicinata da un marginale collaboratore di Blasetti, Alberto Annovazzi, il quale si vanta con lei di poterle garantire delle raccomandazioni per la figlia in cambio di 50 mila lire, somma che invece egli spenderà per l’acquisto di una Lambretta. Quando la bambina viene comunque convocata per un provino, la madre, avvalendosi della simpatia suscitata in una giovane ex-attrice ridotta a lavorare nel laboratorio di montaggio, riesce ad assistere di nascosto alla proiezione, nel corso della quale la bimba, goffa e timida, scoppia a piangere disperatamente, suscitando le risate di scherno della troupe. Ma dopo aver vagato a lungo per la città scossa da questi sentimenti, nel rientrare a casa trova inaspettatamente gli assistenti del regista che stanno discutendo con suo marito di un contratto per la bambina: il soggetto del film prevedeva infatti una bimba goffa ed impacciata e Maria si è rivelata adatta allo scopo. Il film nasce da un soggetto di Cesare Zavattini, più volte rielaborato. Visconti non realizzava una regia cinematografica da tre anni.

Le riprese del film iniziarono nel giugno 1951 e proseguirono sino alla fine di ottobre. Durante la lavorazione di Bellissima si svolsero anche due vicende personali. Si era avviata una piccola storia, breve, nata dalla solitudine, dalla paura dell’età. Incontro breve, nato e morto sul “set” del film di Visconti. Bellissima ebbe la prima rappresentazione mondiale al cinema “Manzoni” di Milano nella nebbiosa giornata del 28 dicembre 1951.

Il film, però, fu assai poco premiato dagli incassi, avendo infatti introitato 160 milioni di lire. A fronte dello scarso riscontro economico italiano, il film conobbe calorose accoglienze all’estero. Nel luglio 1952 esso viene proiettato in “prima” a Parigi, alla presenza della Magnani, ed in quella occasione l’attrice ricevette i pubblici complimenti del Ministro degli Esteri francese, Schuman. Tutte le valutazioni di Bellissima ruotano attorno al presunto abbandono, da parte di Visconti, del neorealismo, di cui, soprattutto dopo La terra trema veniva considerato uno dei massimi interpreti. La questione fu inizialmente affrontata dallo stesso regista. Intervistato da Michele Gandin, Visconti dichiarò a tale proposito: Penso sarebbe meglio parlare di “realismo” semplicemente.

Secondo Lino Miccichè Visconti vuole ricorrere al testo di uno dei riconosciuti “padri fondatori” della ortodossia neorealistica proprio per dilatarlo e, in sostanza, ribaltarlo criticamente. Questa operazione critica è comunque anche autocritica, come se prendere spunto dal distantissimo “mondo poetico” di Zavattini avesse dato a Visconti la forza di fare “tabula rasa” di ogni ideologismo neorealistico. Corriere della Sera ha avuto in Bellissima la sua occasione d’oro e ne ha approfittato. Di episodi riusciti ve ne sono, soprattutto nella seconda parte, in particolare quello sulla riva del fiume. Più differenziato il giudizio apparso su La Stampa: Si direbbe che, aiutato da una eccezionale interprete, Anna Magnani, e forse da lei soggiogato, abbia voluto soltanto darci il prepotente ritratto di una popolana. Ugo Oietti scrisse che Anna Magnani ci ha dato forse la più bella interpretazione della sua carriera, confermando ancora una volta le sue qualità di attrice drammatica.