Autobiografia PDF

La maledizione sui faraoni è un misero esempio di ciò che attende i proprietari delle piantagioni. Tratto dall’omonima autobiografia di Solomon Northup edita nel autobiografia PDF, il film ha vinto il Premio Oscar come miglior film nel 2014.


Författare: Insigne.

Tra la crudeltà di Epps e inaspettati quanto rari atti di bontà, Solomon lotta non solo per sopravvivere, ma anche per conservare la propria dignità. Nel dodicesimo anno della sua indimenticabile disavventura, l’incontro casuale con l’abolizionista canadese Samuel Bass rappresenta per la sua vita la svolta cui quasi non sperava più. Tornato a casa, riabbraccia la moglie e i figli ormai adulti, tra cui la figlia che ha avuto un bambino che ha chiamato come suo padre. Negli anni successivi Solomon intraprese una battaglia legale contro i rapitori senza tuttavia avere successo e si impegnò nella causa abolizionista. Il poster e il primo trailer del film sono stati diffusi il 15 luglio 2013, mentre in lingua italiana a partire dal 12 dicembre dello stesso anno.

La pellicola viene distribuita nei cinema statunitensi a partire dal 18 ottobre 2013, mentre in Italia dal 20 febbraio 2014. Nomination Miglior linea di dialogo a Liza J. Solomon nella realtà aveva tre figli, Elizabeth, Margaret e Alonzo. Nel film la figura della figlia Elizabeth viene eliminata.

La scena in cui una donna prigioniera, distesa accanto a lui, ha un rapporto sessuale con Solomon è stata inventata dagli sceneggiatori. Non se ne trova infatti traccia nell’autobiografia. Nel film, inoltre, non si fa menzione del fatto che a Washington, il giorno del rapimento, si stavano svolgendo i funerali solenni del Presidente degli Stati Uniti Harrison. La scena sulla nave, in cui un marinaio uccide uno schiavo prigioniero, è stata inserita dagli sceneggiatori. Nell’autobiografia Solomon racconta di uno schiavo, di nome Robert, morto durante il viaggio in nave, ma le cause della morte erano dovute al vaiolo. Nel film non si fa inoltre menzione né del fatto che lo stesso Solomon, una volta giunto a New Orleans il 24 maggio 1841, si ammalò di vaiolo, rischiando seriamente la morte, né dell’episodio sul brigantino Orleans del marinaio inglese John Manning, né del piano di ammutinamento poi abortito. Northup si salva, fuggendo per alcuni giorni nelle paludi circostanti e sfuggendo così ai cani che i guardiani avevano scatenato alla sua ricerca.

Nel film questo secondo tentativo di omicidio non compare. Nella autobiografia la figura di Edwin Epps risulta essere ancora più crudele di quella tratteggiata nel film. Solomon lo descrive come un ubriacone che frustava gli schiavi per puro divertimento. Nel film la schiava Patsey supplica Solomon di ucciderla per porre fine alle sue sofferenze, in quanto non ha il coraggio di suicidarsi. Nell’autobiografia Solomon racconta invece che la moglie di Epps cercò di convincere lo stesso Solomon a uccidere Patsey, gelosa degli impulsi sessuali del marito verso la povera ragazza di colore. Sembrerebbe però, da varie ricerche bibliografiche, che il personaggio di Harriet Shaw sia esistito realmente.