Balla con (per) me PDF

La cicala imprevidente che aveva passato tutta l’estate a cantare sotto il sol, al giungere dell’inverno senza provviste si trovò. Affamata e piagnucolosa domandò alla formica laboriosa di prestarle qualche cosa. Ti pagherò – le disse – prima dell’agosto, interessi e capitale: te lo prometto, parola di balla con (per) me PDF! Che cos’hai fatto fino a ieri?


Författare: Victoria.

La favoletta insegna che non bisogna mai essere imprevidenti perché la leggerezza si paga cara. Per il vecchio Esopo, solo la volpe è birbante e maestra d’astuzia. Per conto mio non vale meno ogni altro animale in quanto a furbizia. Ma anche questa volta, tra il lupo e la volpe, è quest’ultima la più scaltra.

Dei due secchi che servivano ad attingere l’acqua, uno stava in alto, tenuto sospeso dall’altro che stava in basso. La volpe affamata entrò nel secchio superiore e subito si trovò in fondo al pozzo. Due giorni stette dentro al buco nero senza che un cane la vedesse. Il tempo fece il suo mestiere e in due notti l’astro circolare si era ridotto ad una mezzaluna. La volpe era disperata quand’ecco che passò di là il lupo affamato e si fermò a contemplare quel luccicante oggetto. Amico mio – gridò la volpe – voglio offrirti da mangiare. Vedi questa cosa accanto a me?

E’ un formaggio squisito ed eccellente, fatto col latte di una mucca famosa e, se qualcuno un po’ sofferente mangiasse un pochin di questa cosa, sarebbe subito risanato, tant’è squisita e appetitosa. Vedi, io stessa ne ho uno spicchio rosicchiato ma ne resta, se ti va, un bel boccone prelibato. Scendi a gustarlo: ho lasciato un secchio apposta per te. Non ridiam, perchè sovente a noi succede di mangiare del formaggio anche peggiore. Facilmente l’uomo di buona fede si lascia affascinare da ciò che lo illude o lo spaventa e, spesso, crede al diavolo stesso che lo tenta. I lupi sono bestie che, si sa, mangian sempre con grande avidità. Un giorno ad un lupo, che mangiava a più non posso, andò di traverso un intero osso.

Con quell’affare conficcato in mezzo alla gola sarebbe presto morto se la cicogna dal becco lungo non gliel’avesse tolto. Con l’abilità di un chirurgo il lupo liberò ed una ricompensa per sè domandò. Tu scherzi – rise il lupo – ringrazia il ciel che ti ho risparmiata. Ora vattene, sciagurata, impara ad esser grata, e prega i santi di non capitarmi più davanti. Non sperate mai nulla dai potenti e non aspettatevi da loro alcun compenso per i vostri favori. In un quadro era dipinto un leone enorme e forte, catturato da un uomo e messo a morte.

Sul ramo di un grande albero stava l’astuto gallo a far da sentinella. Non siamo più in guerra adesso, c’è la pace universale. Fa presto, vieni giù perché devo portare questa notizia in cento luoghi e più. Ora siete liberi di andar dove volete, noi saremo come fratelli. Vi siano fuochi artificiali, allegria e buonumore! Scendi a prendere il bacio del fraterno amore! Amica – le rispose il furbo gallo – mi commuovono queste cose e te ne sono grato.

Ma voglio fare la pace in modo più solenne e gaio abbracciando, insieme a te, anche quel levriero che corre verso di noi. Sarà sicuramente un corriere mandato a dare questo annuncio. Mentre egli arriva, io scendo dalla pianta, così potremo abbracciarci tutti quanti. Salutamelo – rispose la volpina – ho troppa fretta e la strada che devo fare è molto lunga. E, in fretta e furia, se la svignò per la campagna delusa dal fallimento del suo tranello. Vedendo ciò il vecchio gallo sorrise e cantò questa celebre sentenza: è doppio il perdono quando inganni chi ti inganna.