Beni culturali, città, territorio. Indagini per un patrimonio da valorizzare PDF

Questa è una voce in vetrina. Il territorio comunale fa parte del bacino della valle dell’Ofanto e, beni culturali, città, territorio. Indagini per un patrimonio da valorizzare PDF a essere bagnato dall’omonimo fiume, che funge amministrativamente come confine territoriale tra Barletta e Margherita di Savoia, ne ospita anche la foce.


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Il volume n. 20 della collana, pur mostrandosi in perfetta continuità con i presupposti fondanti della stessa, sin dalla diversa grafica di copertina, annuncia la propriaspecificità. In occasione dei primi quindici anni di attività della Scuola, un bilancio è ormai possibile, mentre gli esiti non possono che risultare doveroso omaggio e ricordo della figura di Vera Comoli, cui il lavoro è dedicato. Più di cento autori sintetizzano i rispettivi percorsi di ricerca, in un variegato panorama di indagini che spazia dalla Valle d’Aosta, al Cuneese, dal Messico al Vietnam.

Il comune di Barletta, che comprende la frazione di Canne, sito archeologico ricordato per la storica battaglia vinta nel 216 a. Annibale, è stato riconosciuto come città d’arte dalla Regione Puglia nel 2005 per le sue bellezze architettoniche. Il territorio di Barletta, esteso su oltre 14. Il terreno su cui insiste il territorio di Barletta è caratterizzato dalla presenza di arenarie, calcareniti, sabbia, argilla e tufo. Il clima del territorio barlettano è riconducibile a quello mediterraneo, tipico della fascia costiera adriatica meridionale, caratterizzato da inverni non troppo freddi e da estati calde e secche, con scarse precipitazioni. La neve cade poche volte l’anno e raramente con accumuli considerevoli.

Il primo nome della città è stato Barduli, che appare nella Tavola Peutingeriana nella forma dell’accusativo Bardulos. Il toponimo, secondo un’ipotesi ottocentesca, sarebbe derivato dal nome della popolazione transadriatica che, intorno al IV secolo a. Solo a partire dall’XI secolo la città è stata chiamata con l’attuale denominazione di Barletta. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Barletta.

Le prime testimonianze su Barletta, citata come Bardulos nella Tavola Peutingeriana, risalgono al IV secolo a. Tra il IV e il III secolo a. Longobardi, nel 586 accolse un secondo esodo, questa volta degli stessi canosini, che si stabilirono lungo le principali direttrici di traffico verso i paesi limitrofi. La città fiorì di fatto però solo nel Basso Medioevo come fortezza dei Normanni, diventando una delle tappe importanti per i crociati e per tutto il traffico commerciale verso la Terra santa. All’inizio del XVI secolo, durante la seconda guerra italiana che vide coinvolte Francia e Spagna, la città fu teatro di storiche vicende, quale la celebre Disfida di Barletta.

La lapide commemorativa dell’eccidio tedesco del 12 settembre 1943 presso il Palazzo delle Poste. Sul muro sono visibili i fori dei proiettili. Segnali di rinascita si registrarono soltanto alla fine del XVIII secolo, in particolar modo durante i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat. Il XX secolo si aprì con lotte contadine e scioperi che videro coinvolto il cerignolano Giuseppe Di Vittorio. Il 24 maggio 1915 fu colpita dalla nave austriaca S. Durante la seconda guerra mondiale, l’8 settembre 1943 e nei giorni successivi la città fu teatro di diversi episodi di Resistenza. Il 16 settembre 1959, 59 persone morirono nel crollo di un edificio in via Canosa.