Breve storia di Twitter PDF

Sergio e l’eventuale riascolto di alcune sue vecchie, ma ancora molto attuali, conferenze. Sergio, condividere fotografie e brevi pensieri. Istruzioni per iscriversi breve storia di Twitter PDF Twitter o seguire VO. Per sopperire alla breve durata e alla difficile lettura, si può chiedere l’inoltro dell’immagine desiderata.


Författare: Massimo Arcangeli.

Il 21 marzo del 2006 viene “cinguettato”» il primo tweet della storia, ritwittato 66.482 volte: just setting up my twttr. L’autore è @ jack, pseudonimo di Jack Dorsey, un informatico originario del Missouri, cofondatore di Twitter, oggi seguito da più di 3 milioni di follower. Questo libro celebra il decennale dalla nascita del social network più immediato, “strillato”, accelerato che ci sia. Con tante altre curiose storie a margine. Storie di leoni da tastiera, di brevità testuali, di neologismi creativi. Storie di cancelletti rimessi a nuovo (hashtag). Storie di poemi, drammi, romanzi condensati in un pugno di caratteri. Storie di politici due-punto-zero che twittano di tutto un po’. Compulsivi “massaggiatori” per compulsivi lettori.

Dal 14 al 21 novembre 2018 “E’ un quinto Vangelo la Terra Santadove le pietre parlano di Gesù, parlano della sua storia, parlano della rivelazione di Dio all’uomo”. Se volete sostenerci qui trovate le coordinate bancarie e postali. Apparirà lo Street View di Google Maps con il cancello della sede del Vo. Inserire il proprio indirizzo di partenza nella casella contrassegnata con A, quindi selezionare “Trova indicazioni stradali” ed eventualmente il simbolo dell’auto, se non già impostato. Il percorso viene visualizzato sulla mappa e le indicazioni a sinistra.

A volte vengono proposti più percorsi fra i quali scegliere. Perché chi finisce Stoner continua a ripensarci, a tornare sulla storia, magari a metterla accanto alla propria, sentendo il bisogno di ricominciare a leggere, come accade quando incontriamo un romanzo perfetto, com’è stato definito Stoner? William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte nel 1956. Quanto è prevedibile, dunque, la storia di Stoner, e quanto ci appassiona contro ogni previsione.

Anche questo, però, ancora non basta a spiegare il paradossale carisma del protagonista di Stoner, che può trovare invece una chiave possibile di lettura in quello stesso testo grazie al quale, ascoltando una lezione di letteratura, il personaggio vive un’esperienza di uscita dal tempo e dallo spazio contingenti, e decide cosa farà da adulto. Stoner ha vent’anni, eppure capisce che il segreto della letteratura, e della sua esistenza, sarà questo: saper imparare ad amare la vita tanto più quanto più ne cogliamo, come nel sonetto di Shakespeare, i suoi tratti di passaggio verso la dissoluzione, come nell’autunno. Al tempo stesso, come spiegano gli ultimi due versi del sonetto, anche chi legge amerà sempre di più Stoner. Cento domande a scelta multipla di John Ashbery. Splendido articolo, acquisterò subito il romanzo. Ho letto Stoner, che ritengo uno dei veri romanzi d’oggi per il suo unerstatement,e che già ci aveva colpito per le riflessioni sulla vita e la conoscenza di sè.

Che tutto cominci dalla morte e dalla progressiva costruzione -decostruzione del tessuto minimale di una vita, è non banale e per nulla d’effetto. Bellissimo articolo, erano mesi che aspettavo di leggere un intervento così preciso nel cogliere la struttura e lo stile del romanzo di Williams. Ho letto Stoner nel febbraio scorso, pochi giorni dopo aver casualmente letto Lamento di Portnoy, e ricordo che anche a me il paragone risultò sconcertante. I due romanzi non sembrano venire dalla stessa epoca o dalla stessa America, e in fondo è così. Stoner, che del resto è più vecchio di Alexander Portnoy, sembra provenire da un romanzo russo di Cechov o Tostoj, è strettamente legato alla campagna agricola americana e all’ambiente, altrettanto piccolo e chiuso, della prima Columbia University, e rappresenta un mondo che forse è morto prima di lui, alla metà degli anni ’50.