C’è speranza se questo accade al Vho PDF

Le sue metodologie educative furono inizialmente ispirate da quelle di Célestin Freinet, seguendo un indirizzo che lo fece diventare esponente del Movimento di cooperazione educativa. La vita di Mario Lodi ha interpretato culturalmente la ricostruzione dell’Italia sulla pedagogia e sul mondo della scuola e dei bambini attraverso un impegno concreto e quotidiano. In c’è speranza se questo accade al Vho PDF contatto quotidiano con i bambini, con la loro osservazione partecipe, Lodi ha ridisegnato il valore educativo della scuola, cambiandone aspetti e metodologie. Si diploma maestro all’Istituto magistrale di Cremona nel 1940.


Författare: Mario Lodi.

Nel 1948 è nominato maestro di ruolo a San Giovanni in Croce, dove scopre le capacità creative dei bambini e la sua incapacità di maestro, formato dall’Istituto magistrale, a svilupparle e organizzarle nel lavoro scolastico con una metodologia coerente. Era un’impostazione che, insieme a quella dei bambini, liberava e formava la cultura del maestro. Nel 1956 ottiene il trasferimento alla scuola elementare di Vho di Piadena, suo paese natale. Da questo periodo diventa il punto di riferimento di tanti maestri di scuola elementare: da tutta Italia gli scrivono, lo invitano a convegni e dibattiti, i giovani insegnanti si ispirano al suo metodo didattico ed educativo.

Nel 1978 va in pensione e inizia altre attività nel campo educativo: per tre anni dirige a Piadena la Scuola della creatività nell’ambito di un progetto della Regione in cui i bambini dai 3 ai 14 anni e gli adulti sperimentano le più diverse tecniche creative. B, un giornale interamente scritto e illustrato dai bambini in quanto cittadini che hanno il diritto costituzionale di esprimersi e di comunicare. B diventa Il giornale dei bambini. B riscrive la Costituzione Italiana in forma adatta ai bambini. Con i proventi del premio premio internazionale LEGO, ricevuto nel 1989, fonda in una cascina a Drizzona, vicino a Piadena, dove Lodi si trasferisce, la Casa delle Arti e del Gioco, della cui cooperativa è presidente: un laboratorio dove si sperimentano, con la guida di esperti, tutti i linguaggi dell’uomo. Dai primi scarabocchi fino alla scoperta dell’astrattismo, le opere raccolte sono documenti della cultura del bambino spesso ignorate o distrutte dagli adulti. Negli anni successivi la Casa delle Arti e del Gioco pubblica 67 libretti di racconti, favole, poesie di bambini elaborati con il computer che esprimono atteggiamenti e sentimenti positivi come la collaborazione, il rispetto per la natura e per l’uomo, la felicità.

In seguito alla raccolta di firme nasce il libro Cara TV con te non ci sto più, scritto in collaborazione con il dottor Alberto Pellai e con la psicologa Vera Slepoj. In collegamento alla mostra conduce i laboratori di educazione ambientale per i bambini e per gli operatori scolastici. Una delle attività della Casa della Arti e del Gioco, è la ricerca sui linguaggi multimediali, con un gruppo di lavoro di cui Mario Lodi è animatore, che si propone l’individuazione di opere di qualità, la loro presentazione critica nelle scuole e l’uso della telecamera da parte dei bambini per realizzare film. Documentò questo mondo reale, contrapposto al mondo virtuale televisivo, in forma di diario. Negli ultimi tempi, inoltre, Mario Lodi tenne, con bambini delle scuole elementari, medie e con allievi dell’Istituto Magistrale, corrispondenze scritte che, dal settembre 1999, sono pubblicate nella rivista “La Vita Scolastica”.

Nel 1999, in collaborazione con Editoriale Scienza e il Centro Gioco Natura Creatività “La lucertola” di Ravenna ha realizzato, con la consulenza di G. Nel giugno 1999 ha pubblicato I bambini della cascina, premio Penne 1999: è la rievocazione della vita dei bambini e delle loro famiglie in una grande cascina padana, dal 1926 fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel settembre 2000, cura, in collaborazione con la figlia Cosetta, la nuova mostra di pittura infantile “I ritratti dei bambini” che viene esposta per la prima volta dal FAI presso la villa Porta Bozzolo a Casalzuigno, in provincia di Varese. Nel novembre 2001 comincia l’esperienza dello scambio di scritti autobiografici con bambini. Il 26 febbraio 2002 è pubblicato il libro A TV spenta. Nell’ottobre del 2002 esce Il drago del vulcano e altre storie libro di favole per bambini.

Nel novembre 2006, esce il libro Il pensiero di Brio con le illustrazioni di Emanuele Luzzati. Nel settembre 2009 sul quotidiano La Stampa è intervistato da G. Boatti in un articolo dal titolo “La Scuola ci salvi dai balocchi”. Gennaio 1989: dall’Università di Bologna la Laurea honoris causa in Pedagogia. Novembre 1989: Premio Internazionale LEGO, conferito a “personalità ed enti che abbiano dato un contributo eccezionale al miglioramento della qualità di vita dei bambini”.

Marzo 2006: “Premio Unicef” 2005 Dalla parte dei bambini per aver dedicato tutta la sua vita ai diritti dei bambini perché avessero la migliore scuola possibile e per aver realizzato la “Casa delle Arti e del Gioco” attraverso la quale continua a promuovere e a valorizzare la formazione degli insegnanti e le potenzialità espressive dei bambini. Maggio 2006: Premio Diomedea” della Biblioteca provinciale di Foggia e del Centro Studi Diomede di Castelluccio dei Sauri. 1979 Lingua e dialetti con T. 1993 Nel cuore della terra con A. 1997 Cara TV con te non ci sto più con A.