Capire la mente PDF

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Författare: Edoardo Boncinelli.

Nate poco più di cinquant’anni fa, le neuroscienze hanno vissuto nei decenni a seguire uno sviluppo tumultuoso e variegato. Con esse hanno fatto il loro ingresso nel territorio della scienza argomenti per lungo tempo considerati oggetto esclusivo della ricerca filosofica: la natura della mente e della memoria, lo statuto della coscienza, la questione della libertà. Edoardo Boncinelli ci conduce con la chiarezza del divulgatore nella selva delle domande cui le neuroscienze hanno tentato e tentano ancora di rispondere: come funziona davvero la nostra percezione? Cosa sono le emozioni? Dove si trovano i ricordi? E come agisce realmente la nostra limitata razionalità? Dalle scoperte realizzate emerge un quadro affascinante e suggestivo, l’affresco di una scienza che ha già dato tanto, e che pure non smette di cercare.

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Oriente prevale la visione olistica di una mente-anima globale, l’Ātman, riflessa nella mente degli uomini come Jivatman. All’interno di esso spicca il pensiero buddhista, secondo cui la mente non è un’entità, e nemmeno un sistema che esercita funzioni, ma piuttosto un processo e quindi è definita anche come “mentale”. Secondo il Buddhismo, la mente è un flusso di singoli istanti di esperienza consapevole e chiara. Nella sua condizione non illuminata, la mente esprime le proprie qualità quali pensieri, percezioni e ricordi grazie alla consapevolezza. I filosofi e gli psicologi restano divisi circa la natura della mente.

Alcuni, partendo dalla cosiddetta prospettiva sostanzialista o essenzialista, sostengono che la mente sia una entità a sé, avente probabilmente il proprio fondamento funzionale nel cervello, ma essenzialmente distinta da esso. Quindi un’esistenza autonoma e come tale oggetto d’indagine. Nella sua forma estrema, la prospettiva sostanzialista mette insieme con la prospettiva teologica il fatto che la mente sia un’entità completamente separata dal corpo, una manifestazione fisica dell’anima, e che essa sopravviva alla morte del corpo e ritorni a Dio, suo creatore. La consapevolezza di possedere una mente e di poterne cogliere gli effetti percettivi e cogitativi trova in ogni caso il proprio centro nella coscienza. La mente sarebbe il prodotto o l’attività del cervello e ad esso riducibile, dimostrabile col fatto che la “mente senza cervello non può esistere”. La mente, in quanto cervello, è una macchina sostanzialmente computazionale, quindi analoga ai computer. Ma la mente, secondo il parere di illustri neurofisiologi come Gerald Edelman, non opera in maniera riduzionistica, ma complessa ed ogni riduzionismo porta fuori strada.