Capodistria addio PDF

Questa voce o sezione sull’argomento Europa è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Capodistria addio PDF bizantina attorno alla metà del VI secolo. I commerci tra Capodistria e Venezia sono documentati fin dal 932.


Författare: Lina Derin.

Le lettere di una giovane capodistriana alle sorelle ci raccontano, momento per momento, la tragedia degli italiani divisi, di coloro che dopo il 1945 rimasero nei territori istriani occupati dagli iugoslavi di Tito. Le lettere di Lina Derin cominciano nel 1945 con l’arrivo degli sfollati di Pola a Capodistria e si concludono nel 1956 a Trieste, dove si è rifugiata.Dal suo osservatorio domestico Lina registra tutto e consegna al lettore di oggi una straordinaria testimonianza; nel lessico famigliare e quotidiano c’è la tragedia della popolazione italiana della Zona B del mai costituito territorio libero di Trieste che il trattato di Parigi del 1947 assegnò all’amministrazione militare provvisoria della Repubblica Federativa Iugoslava, c’è la disperazione per il tradimento degli alleati e per l’esodo, il sentimento di abbandono di una Patria che non sa capire questi italiani d’Istria.

Capodistria si sviluppò sia sotto il profilo demografico che economico e assunse una posizione di sempre maggior rilievo nell’Istria veneziana. Agli inizi del Cinquecento la città aveva oltre 10. 000 abitanti, ma la peste del 1553 li ridusse a circa 4. Venezia controllò Capodistria fino al suo tracollo nel 1797. Passò in seguito al Trattato di Campoformio all’Impero austriaco dal 1797 al 1803.

Nel 1803 Capodistria fu occupata dai Francesi, e quindi posta sotto il governo di Trieste. Nel 1805, per decisione di Napoleone, Buie passò sotto il Regno Italico. Capodistria fu un centro dell’irredentismo italiano nell’Istria asburgica. Nel novembre 1918 finita la guerra, nella quale i volontari italiani di Capodistria furono in numero inferiore soltanto a quelli di Trieste e Pola, le truppe italiane furono accolte festosamente dalla popolazione. A seguito del Trattato di pace del 1947, il territorio che faceva parte della Zona B ebbe un Amministratore apostolico, scelto fra il clero sloveno residente in Jugoslavia. Soltanto nel 1964 l’Amministrazione apostolica fu affidata a un vescovo, nella persona di Mons. Nel 1975 fu stipulato il Trattato di Osimo, che sanciva con accordo bilaterale tra l’Italia e la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, la fine della zona A e della zona B, con Capodistria che restava jugoslava.