Cinque anni e mezzo senza la mamma PDF

Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin si incontreranno a Mosca il 21 febbraio, per il loro undicesimo vertice in poco più di tre cinque anni e mezzo senza la mamma PDF. Il dossier più caldo sarà quello della presenza iraniana in Siria. Ma ce n’è un altro dalle implicazioni altrettanto decisive. Ed è l’ingresso di Israele nell’Unione eurasiatica, la comunità di Stati lanciata dalla Russia nel 2014 e che ora potrebbe compiere un salto di dimensioni impressionanti.


Författare: Gianna E Sabrina.

Le trattative sono state riaperte lo scorso aprile. L’Unione eurasiatica, il progetto più ambizioso di Putin, è partita cinque anni fa con Russia, Bielorussia, Kazakhstan ma amputata dell’Ucraina che proprio all’idea di essere assorbita nella sfera di influenza russa si era ribellata all’allora presidente Viktor Yanukovich. Nel 2015 sono entrati il Kirghizistan e l’Armenia. Nel corso degli anni il progetto, denominato con la sigla Eaeu, è stato rivisto e modellato sull’Unione europea. L’Eaeu è diventata allettante per Israele, soprattutto in prospettiva dell’ingresso dell’India. Le relazioni con New Delhi sono eccellenti, come quelle con Mosca del resto.

L’India è un mercato enorme che cresce dell’8 per cento all’anno e conta di superare il dieci con l’adesione all’Unione eurasiatica. Anche l’Egitto si è candidato, così come l’Iran. Sta avendo un grande impatto sulla politica e sull’opinione pubblica francese l’inquietante ondata di atti antisemiti registrata nei giorni scorsi a Parigi e in alcune zone periferiche della capitale. L’antisemitismo si sta diffondendo come un veleno.

Tra le varie conseguenze che ebbe, una delle più importanti fu il riconoscimento dei diritti nazionali del popolo ebraico. Quasi ignoto è il ruolo a tratti decisivo che ebbe l’Italia nel raggiungere questo obiettivo. Quando scoppiò la Prima guerra mondiale nell’agosto 1914, il Movimento sionista riconobbe che gli assetti internazionali stavano per cambiare e che si offrivano nuove alleanze al fine di realizzare il sogno dello Stato ebraico. In Italia gli sforzi furono diretti principalmente da Angelo Sullam, segretario della Federazione Sionistica Italiana. Gli sforzi sionistici cominciarono ad aver frutto verso la fine del 1916, quando il premier britannico Asquith, molto avverso al sionismo, fu rimpiazzato nel ruolo da David Lloyd George.

Lloyd George era, come il suo ministro degli Esteri Lord Arthur Balfour, entusiasticamente pro-sionista. Il principale ostacolo alla creazione di un entità politica ebraica sotto protezione Britannica, era la prevista opposizione della Francia a cambiamenti negli accordi Sykes-Picot. Diventò cruciale per i sionisti portare una potenza alleata che non fosse la Gran Bretagna ad appoggiare il loro progetto. La potenza ideale forse sarebbe stata la Francia, ma Parigi si provò schiva e ambigua. La svolta venne durante la visita a Roma del Segretario Generale del Movimento Sionista, Nahum Sokolow, nel maggio 1917. Fu deluso del vago ed elusivo incontro con il premier, Paolo Boselli. Ma il 21 maggio, insieme ad Angelo Sereni, presidente del Consorzio delle Comunità israelitiche Italiane, Sokolow incontro Sidney Sonnino, ministro degli Esteri.

Successivamente all’incontro il ministro preparò una lettera formale indirizzata a Sokolow, in cui dichiarava che, sebbene non potesse esprimersi definitivamente in merito a una proposta riguardante tutti gli alleati, in linea generale non era contrario alle legittime rivendicazioni degli ebrei sulla loro patria storica. Con la lettera di Sonnino in tasca, Sokolow partì per Parigi. Fino a quel punto i diplomatici Francesi che aveva incontrato, nella tradizione del Quai D’Orsay, sembravano in parti eguali simpatetici, evasivi e frustranti. Ma con la lettera italiana Sokolow poteva far penzolare davanti ai suoi interlocutori la prospettiva di salire sul treno sionista o rischiare di restare a piedi. A Sokolow era proibito rendere pubbliche le due lettere ma al suo ritorno a Londra, le presentò al Foreign Office britannico, come prova della disponibilità delle due potenze alleate ad appoggiare un’iniziativa britannica. Lord Balfour finalmente rilasciò la famosa lettera pubblica in cui dichiarava il sostegno britannico per erigere una «Casa Nazionale» degli ebrei, nella antica terra di Israele. Negli anni successivi, anche gli altri alleati, Francia, Stati Uniti e perfino Giappone pubblicarono simili lettere di sostegno per l’obiettivo sionista.

La versione italiana affermava l’impegno del governo italiano di facilitare la formazione di «un centro nazionale ebraico». L’atto finale in questa vicenda diplomatica avvenne durante la conferenza di Parigi, dove furono formulate le disposizioni politiche e le nuove frontiere risultanti dalla guerra. Il 25 gennaio 1919 la conferenza approvò la fondazione della Lega delle Nazioni sotto i cui auspici si sarebbe creato un sistema di «mandati», per guidare aree dell’ex-impero ottomano verso l’autogoverno. Il 27 febbraio 1919 si tenne l’incontro decisivo dei rappresentanti sionisti con le delegazioni degli Alleati alla conferenza, per discutere il documento. Partecipano da parte sionista oltre a Sokolow anche Haim Weizmann presidente della Federazione Sionistica Britannica, e Menachen Ussishkin, segretario del Congresso sionista. La sensazione si confermò esatta nei giorni successivi, quando discussioni diplomatiche rivelarono che gli Alleati avevano raggiunto un consenso circa l’emanazione di un mandato britannico, destinato a realizzare gli obiettivi sionistici. Quattro mesi dopo, Sonnino era già deceduto, ma aveva vissuto quanto bastava per vedere realizzato il grande obiettivo al quale l’Italia aveva fornito un impulso decisivo.