Come fare ricerca qualitativa PDF

Questa come fare ricerca qualitativa PDF o sezione deve essere rivista e aggiornata appena possibile. HIV-Ab-Ag” ossia di IV generazione, inoltre in USA l’FDA ha da poco definito il test di V generazione. Questa voce o sezione sull’argomento procedure diagnostiche non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.


Författare: David Silverman.

Una panoramica dettagliata di tutti i principali metodi di ricerca. Completano ciascun capitolo esercizi pensati per valutare le conoscenze dello studente e incoraggiarlo nell’incremento delle sue capacità pratiche.

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze. Il test HIV è comunemente conosciuto come “test dell’AIDS”. Si tratta, tuttavia, di una dicitura impropria, poiché questo test indica solamente se una persona abbia anticorpi anti-HIV, e non se la stessa sia malata di AIDS. L’AIDS infatti rappresenta solo la fase terminale dell’infezione da HIV. HIV ab”, dove “Ab” sta per Antibody, ovvero anticorpo. Poiché il test HIV Ab viene spesso eseguito con il metodo ELISA, esso viene comunemente indicato come “test ELISA”.

Al posto del test ELISA, si possono effettuare il test ELFA o il test MEIA, i quali hanno la stessa affidabilità. Il test ELISA presenta alcune sottovarianti, e spesso viene chiamato anche “test EIA”, a seconda dell’acronimo utilizzato: Enzime Linked Immuno Sorbent Assay oppure Enzime-Linked Immunosorbent Assay. Il test ELISA, eseguito privatamente, ha un costo modesto che si aggira sui 15-20 euro, ma presso alcune strutture pubbliche può essere effettuato gratuitamente, anonimamente e senza impegnativa del medico. In ogni caso, anche quando il test non è anonimo, è strettamente confidenziale, cioè il nome non viene pubblicizzato in alcun modo. Dunque il periodo finestra il test ELISA risulta negativo sebbene si sia stati infettati, e di conseguenza, basandosi solo su di esso per rilevare la sieropositività, chiunque potrebbe essere contagiato dal virus anche se ciò non viene momentaneamente rilevato.

ELISA attualmente in uso nella maggior parte dei laboratori. Se si sono avuti già in precedenza dei comportamenti a rischio, viene consigliato anche un test subito dopo il comportamento a rischio in questione, cioè senza aspettare un mese o 3 mesi, per stabilire se si era sieropositivi già in partenza. Un risultato positivo del test ELISA necessita sempre di un test di conferma, noto come test Western Blot, per una diagnosi con assoluta certezza. 3 mesi, si sono sicuramente formati gli anticorpi specifici. Esistono altri test, indicati spesso come “test per la diagnosi precoce”, anche se, con la progressiva diminuzione della durata media del periodo finestra con i test ELISA di nuova generazione, questa definizione diventa sempre meno indicata.

C’è inoltre da precisare che questo test è relativo solo all’HIV-1 e non all’HIV-2. Tuttavia, è anche da ricordare che l’HIV-2, a causa della sua minore contagiosità, risulta diffuso solo in Africa occidentale, pertanto la sua presenza in Italia è ridotta a casi isolati. Anche se la PCR qualitativa non opera una quantificazione, in caso di possibile esposizione all’HIV, per stabilire se sia avvenuto il contagio si preferisce utilizzare la PCR qualitativa, poiché quella quantitativa può dar luogo a false positività, per cui è meglio utilizzarla solo in caso di contagio già precedentemente accertato. Secondo i CDC di Atlanta e secondo la FDA, con la PCR qualitativa ed in generale con i test di tipo NAT, la durata media del periodo finestra si riduce a 12 giorni. Tuttavia, solo per precauzione, si consiglia ugualmente il test ELISA dopo 3 mesi. Per la diagnosi precoce vengono spesso utilizzati test combinati HIV Ab – p24 o HIV Ab – PCR o, meglio ancora, HIV Ab-p24-PCR.