Come Roma conquistò la Sicilia. La prima guerra punica mai raccontata così PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti Come Roma conquistò la Sicilia. La prima guerra punica mai raccontata così PDF e Liguria è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Per circa cinque secoli fiorirono in tutto il bacino Mediterraneo i possedimenti genovesi, ora con carattere di empori o basi commerciali, ora come vere e proprie colonie, dipendenti direttamente dalla Repubblica, dal Banco di San Giorgio o da privati cittadini. Lo stesso argomento in dettaglio: Cronologia della storia di Genova. La collocazione del primo nucleo della città sulla collina di Castello era già stata ipotizzata agli inizi del XVII secolo.


Författare: Francesco P. Rizzo.

Con scrittura vivace e avvincente l’autore racconta l’epocale scontro tra Roma e la Sicilia cartaginese, evidenziandone le conseguenze per il destino dell’isola, indelebili fino ai tempi nostri. Gli straordinari avvenimenti militari e politici dell’intera vicenda emergono con rilievi originali, sebbene sempre aderenti alla verità storica. Particolarmente commoventi risultano gli episodi di cui fu protagonista la gente comune dei tre popoli in lizza (il punico, il romano e il siculo).

Nel corso del IV secolo a. Alla fine del III secolo a. Cartaginesi, fu alleata di Roma e fu distrutta nel 205 a. Lo storico greco Artemidoro di Efeso nel II secolo a. Sconfitta Cartagine, Roma puntava ad espandersi verso nord, e si servì di Genova come base di appoggio per incursioni, tra il 191 e il 154 a. La romanizzazione si evidenziò con l’espandersi della città dal primitivo castrum della zona di Santa Maria di Castello e del promontorio del Molo, verso la zona dell’attuale San Lorenzo e del Mandraccio.

In età augustea Genova, con la Liguria, faceva parte della Regio IX, ma le fonti ci dicono poco altro. Non è certo se Genova fosse capoluogo di queste amministrazioni o di ulteriori suddivisioni. Genova accoglie i vicarii del Prefetto Pretorio e lo stesso Arcivescovo milanese con curia al seguito. I Longobardi si espansero ulteriormente ed intorno al 599 conquistarono il Basso Piemonte, tagliando la Liguria dal resto dell’Italia bizantina. Papa, vi instaurarono alcune fondazioni religiose aventi come riferimento l’antica Chiesa di S. Dopo la dominazione longobarda, durante il IX secolo, il territorio ligure passò sotto il dominio di Carlo Magno e venne organizzato in contea.

I saraceni, che al tempo battevano le coste del bacino occidentale del mar Mediterraneo, nel 935 mettono a ferro e fuoco Genova. La storia è raccontata da Liutprando da Cremona, non testimone oculare, ma quantomeno coevo. Anche se non ci si può fidare della veridicità di tale aggiunta jacopea, essa è indice di una costante belligeranza marittima. Data la longevità del centro di Frassineto rispetto ad altri rifugi sarracini, gli studiosi suppongono che la colonia fosse uno stabile emporio commerciale, più che ricetto di filibustieri: ciò non toglie che da lì potessero partire avventure piratesche.

Gli Obertenghi parteciparono indirettamente alla guerra, attraverso i ben più motivati vicari genovesi che proprio in tale occasione si organizzarono nelle tenaci coniurationes che porteranno alla costituzione del comune indipendente e poi della repubblica. Nel 1016, Genova alleata a Pisa, sbaragliarono la flotta andalusa. Lo stesso argomento in dettaglio: Compagna Communis. In principio le libere associazioni erano tre, diverse tra loro: le Compagnae, appunto, le Coniurationes e le rassae. Alla fine fu la prima forma di aggregazione dei cittadini genovesi ad avere la meglio.

La “Compagna” nasce quindi come patto di solidarietà che si rivelerà fondamentale quale strumento di espansione e consolidamento territoriale, anche in funzione dei rapporti allora nascenti tra la l’Arcidiocesi e le potenti famiglie viscontili che fino ad allora avevano agito da funzionari imperiali ma che sarebbero poi divenute feudatarie dello stesso vescovo. Le prime basi del colonialismo genovese furono poste con le crociate, durante le quali gli interessi, dal limitato orizzonte della riviera, si spostarono a Oriente. Fu determinante l’aiuto offerto dai genovesi per la conquista di numerose città della Terra Santa, prima fra tutte Gerusalemme, dove il capitano e ammiraglio Guglielmo Embriaco giunse con truppe fresche e rifornimenti in un momento di grande sconforto. Gibello, Cesarea di Antiochia e San Giovanni d’Acri in Terra Santa. Lo stesso argomento in dettaglio: Reconquista.

Pisa, e Genova per tutta risposta assalì una sua flotta, depredando ben 22 navi. I genovesi tornarono con una flotta di quasi 200 navi presso la città, ma i rinforzi del re non si videro, fu inviato solo il Conte di Barcellona con pochi armati. Stretti accordi commerciali con i monarchi spagnoli, i genovesi ottennero fondaci e colonie e consegnarono le città agli spagnoli. Le imprese di Spagna saranno incise in latino sulle targhe ancora oggi presenti sul cancello della città di Porta Soprana: “Da guerra del mio popolo fu scossa finora l’Africa oltre le regioni dell’Asia da qui tutta la Spagna.

Conquistai Almeria e soggiogai Tortosa, sette anni fa questa e otto anni fa quella”. Federico Barbarossa segnò senza dubbio la storia italiana: eletto come Sacro Romano Imperatore nella prima metà del XII secolo, reclamò gran parte dell’Italia come dominio imperiale. I genovesi ottennero dal Re di Francia un lauto pagamento per il trasporto dei crociati francesi in Terrasanta, dove il Saladino aveva riconquistato Gerusalemme. Riccardo Cuor di Leone rifiutò invece l’offerta genovese, ma si recò lo stesso in città per discutere la strategia di guerra con il monarca francese. Quella con il Barbarossa, non fu l’unica tensione genovese contro la potenza che dominava allora sull’Europa: Federico II, con l’aiuto del fuoriuscito genovese Ansaldo De Mari, tentò di minacciare la città con una flotta da guerra. Tale era comunque la potenza genovese sul Mediterraneo che proprio dalle navi genovesi gli Inglesi trassero la loro bandiera, usata dai convogli di Sua Maestà per navigarvi in sicurezza, per concessione del Doge e sotto pagamento di un’ammenda. La concorrenza di Pisa e Venezia, nonché la rivincita musulmana sugli stati crociati sotto Saladino, posero termine ai domini in Medio Oriente e alle vivaci e ricchissime colonie là create dai Genovesi.

Con dure lotte, specialmente contro i Malaspina, i genovesi presero finalmente pieno controllo della Liguria, lasciando solo poche zone franche come Noli. Savona in quest’epoca iniziò a crescere come città e a fare concorrenza alla Superba. Tutto questo passò presto in secondo piano, poiché Genova piombò in guerra civile, che era stata evitata per molti anni. Podestà chiamandolo da una città esterna, in modo che potesse essere imparziale.