Creare animali di stoffa. Materiali, tecniche, cartamodelli PDF

Il termine moda indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli. Questo termine è spesso correlato al modo di abbigliarsi. La moda – detta anche, storicamente costume – nasce solo in parte dalla necessità umana correlata alla sopravvivenza di coprirsi con tessuti, pelli o materiali lavorati per essere indossati. Il termine moda deriva dal latino modus, che significa maniera, norma, regola, tempo, melodia, modalità, creare animali di stoffa. Materiali, tecniche, cartamodelli PDF, tono, moderazione, guisa, discrezione.


Författare: Mara Antonaccio.

Nei secoli passati l’abbigliamento alla moda era appannaggio delle sole classi abbienti, soprattutto per via del costo dei tessuti e dei coloranti usati, che venivano estratti dal mondo minerale, animale e vegetale. Prima dell’Ottocento l’abito era considerato talmente prezioso che veniva elencato tra i beni testamentari. I ceti poco abbienti erano soliti indossare solo abiti tagliati rozzamente e, soprattutto, colorati con tinture poco costose come il grigio. A questi si aggiungeva scarpe in panno o legno. La moda, detta anche storicamente costume, nasce solo in parte dalla necessità umana correlata alla sopravvivenza di coprirsi con tessuti, pelli o materiali lavorati per essere indossati.

I manuali di taglio e sartoria si svilupparono con una certa lentezza, soprattutto quando, dal XIV secolo in poi, si cominciarono a creare abiti aderenti al corpo. Anche alcuni artisti, come Giotto e Antonio del Pollaiolo crearono modelli di abiti e tessuti. Nell’Ottocento la tecnica sartoriale andò affinandosi rendendo più agevole indossare il vestito. La rivoluzione industriale nata in Inghilterra alla fine del XVIII secolo, creò, nel campo della moda e della tessitura, macchine che permettevano di tessere, tagliare e cucire con rapidità e a basso costo.

Le leggi suntuarie sono note in Italia fin dall’epoca romana e costituiscono un prezioso documento per conoscere la moda in ogni tempo: si tratta di dispositivi legislativi che limitavano il lusso nella moda maschile e femminile, o obbligavano determinati gruppi sociali a indossare segni distintivi. In Italia le prime leggi suntuarie di cui si abbia notizia certa riappaiono nel Duecento: erano colpiti acconciature, decorazioni, gioielli, strascichi, pellicce. I colpevoli erano multati, oppure gli si vietava l’assoluzione in chiesa, fatto gravissimo per il tempo. Nonostante la loro severità le leggi suntuarie si dimostrarono di scarsa efficacia e alla fine del Settecento erano quasi totalmente disattese. Fino all’invenzione dei primi giornali nel Seicento, la moda si diffuse in modo lento, per poi accelerare il suo sviluppo. Prima e dopo quel secolo, guerre, viaggi, matrimoni, lettere di signori e perfino spionaggio, furono i sistemi più usuali per conoscere nuove fogge. L’esplorazione dell’Oriente sui percorsi della Via della seta servì a far conoscere motivi insoliti che furono in particolare usati per la realizzazione di tessuti in seta.

Nel Cinquecento cominciarono a diffondersi le pupe, bambole di piccole dimensioni vestite all’ultima moda e curate nei minimi dettagli. Il pittore Cesare Vecellio ci ha lasciato un volume, datato alla fine del Cinquecento e intitolato De gli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo che ha avuto una fortuna enorme surclassando la sua fama di artista. Alla diffusione del fenomeno contribuisce la nascita del giornalismo di moda, che si sviluppa nella seconda metà del XVII secolo. Nel 1672 fu fondato in Francia il Mercure Galant, nato come bollettino letterario, giornale di pettegolezzi e di moda.

Nel bacino del Mediterraneo, popolazioni come etruschi, greci, romani si vestirono sostanzialmente coi medesimi capi, seppure con alcune varianti. Lo stesso argomento in dettaglio: Abbigliamento nell’antica Grecia. L’abbigliamento dell’antica Grecia era generalmente di carattere molto semplice, spesso costituito da uno o più rettangoli di stoffa che potevano essere cuciti o, nel caso di un pezzo solo, drappeggiati attorno al corpo. Gli etruschi indossavano come mantello la tebenna, ovale da cui si pensi derivi la toga romana. Solitamente allacciata con una fibula su una spalla, nell’ultimo periodo fu avvolta trasversalmente attorno al corpo lasciando un braccio libero.

In generale i vestiti etruschi erano caratterizzati da colori molto brillanti. Lo stesso argomento in dettaglio: Abbigliamento nell’antica Roma. Al tempo dei primi re i romani indossavano tuniche e ampi mantelli probabilmente di derivazione etrusca. Per quanto riguarda l’uomo, l’abito usato nel periodo repubblicano prima e imperiale poi, fu la toga, un enorme mantello ovale in lana o lino, avvolto attorno al corpo a formare fitte pieghe verticali che venivano usate anche come tasche.