Creare capacità. Liberarsi dalla dittatura del Pil PDF

Ha precedentemente insegnato all’Università di Harvard e alla Brown Creare capacità. Liberarsi dalla dittatura del Pil PDF, dove ha ottenuto il titolo di professoressa universitaria. Nussbaum nasce nel 1947 a New York, figlia di George Craven, avvocato di Philadelphia, e Betty Warren, designer di interni. Studiò teatro e i classici alla New York University, ottenendo il Bachelor of Arts nel 1969, e gradualmente si interessò di filosofia mentre ad Harvard studiava sotto la guida di G. Negli anni settanta e ottanta continuò a studiare filosofia e i classici ad Harvard, fino a quando non si spostò alla Brown.


Författare: Martha C. Nussbaum.

È la crescita economica l’unico obiettivo a cui deve mirare una politica pubblica? È solo questo lo sviluppo? Sono le persone che contano, dice la Nussbaum: il fine dello sviluppo dev’essere di metterle in grado di vivere un’esistenza piena. Dunque creare “capacità” che consentano a ognuno di sviluppare le proprie potenzialità e abilità in una società dove possa effettivamente usarle e realizzarsi in una vita all’altezza della pari dignità umana. È questo l'”approccio delle capacità” avanzato da Amartya Sen ed elaborato da Martha Nussbaum, da tempo impegnata a proporre, non solo nelle sedi accademiche ma anche al mondo della politica, dell’economia e della finanza, questo nuovo paradigma che misura la ricchezza di uno stato sulla base dei bisogni soddisfatti e delle opportunità realmente offerte ai cittadini. In questo volume la Nussbaum ha sintetizzato con chiarezza i termini della sua proposta.

Altro importante ambito di indagine sono le emozioni. La Nussbaum ha infatti avallato la teoria “Neo-stoica” delle emozioni, secondo cui esse sarebbero delle valutazioni che attribuiscono alle cose e alle persone esterne un particolare valore per il soggetto agente, fatto di estrema importanza per lo sviluppo della persona. Nella sua attività, la Nussbaum ha inoltre preso parte a svariati dibattiti con altri intellettuali, sia nei suoi scritti di carattere accademico, sia su riviste popolari e recensioni, sia infine quando fu chiamata in causa come testimone in tribunale. La sua testimonianza al processo in Colorado per Romer V. Presidente Fondatore e Presidente Emerito della Human Development and Capability Association. La fragilità del bene affronta il dilemma etico per cui gli individui sottoposti fortemente alla giustizia si rivelano tuttavia vulnerabili ai fattori esterni e possono così compromettere pesantemente o addirittura negare la propria crescita umana.

In particolare, merita considerevole attenzione la sua interpretazione del Simposio di Platone. La fragilità del bene ha reso la Nussbaum famosa in tutto il mondo, suscitando l’entusiasmo delle riviste accademiche e addirittura l’acclamazione dei mass media. Coltivare l’umanità fa riferimento ai classici greci quale base per difendere e riformare l’educazione liberale. Attraverso queste parole, la Nussbaum vuole trasmettere che “per essere veri cittadini del mondo” dobbiamo, come Diogene, diventare stranieri in patria e contare solo sulle nostre capacità e modi di vivere, mettendoci sempre in discussione e senza temere di pensarla in maniera diversa dagli altri. L’essere aperti al confronto continuo costituisce un mezzo per migliorare se stessi ed in qualche modo il mondo in cui si vive. Allo stesso tempo, la Nussbaum censura alcune tendenze accademiche contemporanee. Bolla il Decostruzionismo di Derrida in quanto “studio semplicemente inutile” ed etichetta le sue analisi della cultura cinese come “perniciose” ed “evidentemente prive di uno studio serio”.

Il New York Times ha elogiato Coltivare l’umanità come “un’appassionata, strenua affermazione del multiculturalismo” e lo ha acclamato come “una formidabile, forse definitiva difesa della diversità nei campus americani”. Sesso e Giustizia sociale dimostra che, poiché il sesso e la sessualità sono distinzioni moralmente irrilevanti imposte artificialmente come fonti della gerarchia sociale, ne risulta che il femminismo e la giustizia sociale sono fusi in una comunione di intenti. La Nussbaum discute a lungo le critiche femministe allo stesso liberalismo, inclusa l’accusa avanzata da Alison Jaggar secondo cui il liberalismo esige un “egoismo etico”. L’autrice condanna inoltre la pratica delle mutilazioni genitali femminili, in quanto privano l’individuo delle sue funzioni normative con rischi per la salute ed effetti negativi sulle funzioni sessuali, violano la dignità e provocano condizioni di non autonomia. Nascondersi dall’umanità allarga l’opera della Nussbaum alla psicologia morale, allo scopo di includere due emozioni – vergogna e disgusto – come basi legittime per un giudizio legale. Passando invece alla vergogna, la Nussbaum sostiene che tale emozione ha uno scopo molto ampio, cioè tentare di inculcare l’umiliazione, con il rischio però di essere eccessivamente intrusivo e limitante per la libertà umana. Mill, restringe allora l’applicazione della legge ad atti che causano un tipo di male ben riconoscibile.

Essi sono inoltre reciprocamente connessi con la restrizione della libertà nei campi in cui la condotta non è dannosa. L’opera della Nussbaum è stata accolta con vasto apprezzamento. Il Boston Globe ha definito i suoi argomenti “estremamente lucidi” e ha elogiato l’autrice come la “più importante teorica americana della vita pubblica”. Le sue recensioni in molti giornali e riviste nazionali le hanno conferito un riconoscimento unanime. L’opera “Non per profitto” conduce un confronto tra le tradizioni e i sistemi educativi di due grandi paesi: Stati Uniti e India, e da essi nasce la comprensione del ruolo dell’educazione nelle società contemporanee.