Datemi ancora una parola PDF

Opus Dei, ci si rifà sempre a un episodio che compie trent’anni giusto datemi ancora una parola PDF momento in cui scrivo. Grande teologo, straordinario erudito, prete di vigorosa vita cristiana, von Balthasar presentava anche aspetti singolari, forse contraddittori.


Författare: Simona Rosatelli.

1985 e che occupò due intere pagine sul quotidiano cattolico “Avvenire”, provocando grande scalpore in tutta la Chiesa, dove fu tradotta in varie lingue e diffusa in brochures. Malgrado questa tattica furtiva – che fidava forse nella scarsa diffusione della stampa tedesca in Italia – la cosa suscitava ovunque echi clamorosi e immediati. Vi prego di volere seppellire quest’affare che ci ha causato, a tutti, tali noie”. Chiesa del nostro secolo – pure nell’affaire che riguarda l’Opus Dei.

Nell’articolo era nominato anche l’Opus Dei, definito “una concentrazione integrista di potere nella Chiesa”. Secondo il teologo, nucleo centrale dell'”integrismo” sarebbe l’intento di “imporre lo spirituale con mezzi mondani”. Teilhard de Chardin, von Balthasar prendeva posizione contro il “progressismo” clericale. Svizzera tedesca cominciava appena a muovere i primi passi. Da allora, comunque – e sono passati, lo ricordavo, ben trent’anni – non c’è praticamente dibattito sull’Opera che non si rifaccia a quel giudizio negativo, usato anche nella battaglia per la beatificazione di Escrivà di cui parleremo subito sotto. Un macigno, insomma, del cui peso sembra difficile liberarsi per i malcapitati discepoli di Escrivà.

Di questo sono convinti, con qualche imbarazzo, anche cattolici volonterosi, che pur vorrebbero guardare senza pregiudizi o addirittura con simpatia all’Istituzione del beato spagnolo. Chiesa – al di fuori, ovviamente, dell’Opera – sembrano fermi da decenni. Dal dossier risulta, anzitutto, una sorprendente assenza. Due anni dopo, il 19 dicembre 1986, scrivendo sullo stesso argomento ad Hans Thomas, altro membro dell’Opera, confessa: “Allora non conoscevo affatto i suoi membri”. Ma a questi documenti “privati” va anteposta una decisiva testimonianza “pubblica” del 1979 che non è mai citata da nessun critico, come onestà imporrebbe.

La stessa onestà impone però, al contempo, di riconoscere che ben difficilmente potrebbe essere citata, visto che il giornale in cui sarebbe dovuta apparire non volle pubblicarla. Il giornale in questione è poi il quotidiano che molti considerano il più autorevole della Svizzera, quello sempre menzionato nei commenti internazionali, la “Neue Zurcher Zeitung”, dalle tradizioni di radicalismo laicista. Cammino, un’opera del fondatore dell’Opus Dei. Allora, nel 1963, la mia impressione era solo che le sentenze e le esortazioni contenute in Cammino non potessero bastare come fondamento spirituale di una organizzazione tanto influente, di diffusione mondiale.

Pare proprio che, dopo l’esame di una lettera simile, occorrerà più prudenza nello sbrigarsi della Obra, affermando che “persino il teologo più ammirato da papa Wojtyla ne ha messo in guardia i cattolici”. Una prudenza che dovrà aumentare, dopo aver letto l’ultimo documento dell’affaire. Si tratta probabilmente anche dell’ultimo articolo del grande teologo, apparso poco dopo la sua morte nel numero di luglio del 1988 della rivista teologica “Diakonia”. Integrismo oggi ed è dunque la ripresa dello stesso tema del celebre testo del 1963. Ebbene, in questa sorta di testamento teologico, si cercherebbe invano un riferimento all’Istituzione di don Escrivà: non un richiamo diretto né un richiamo indiretto. Che conclusione trarne, se non che avesse cambiato opinione, come, del resto, gli era avvenuto altre volte nella sua vita lunga e appassionata e come io stesso dovetti accorgermi?

Ora lo ammette pure Di Battista: “La nostra azienda ha enormi difficoltà” L’azienda di famiglia di cui il grillino è socio non paga i dipendenti e i debiti. Alla fine anche Alessandro Di Battista è stato costretto ad ammetterlo. I guai dell’azienda, di cui è socio di maggioranza con il padre Vittorio, sono reali. Io sono così calmo e tranquillo ultimamente, ma se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone”. Per replicare all’inchiesta del Giornale sull’azienda della sua famiglia, che deve 53mila euro agli operai, 151mila alle banche, 135mila ai fornitori e 60mila al Fisco, Di Battista affida a Facebook parole di fuoco. Nel post su Facebook Di Battista alza i toni. A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali ad altrettante Pmi per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane”.