De tranquillitate animi. Testo latino a fronte PDF

Duble herma of Socrates and Seneca Antikensammlung Berlin 07. Infatti la classica forma dialogica presente in Platone era andata via via disseccandosi, riducendosi in molte trattazioni filosofiche ad accenni a un avversario ipotetico con espressioni fisse quali: qualcuno dirà tu dici tu dirai, dopo cui di de tranquillitate animi. Testo latino a fronte PDF si esponeva in breve e in modo più vivace, grazie all’artificio retorico del finto contraddittore, una tesi da confutare. Seneca stesso probabilmente a dare a queste sue opere il nobile termine di Dialogi.


Författare: Lucio Anneo Seneca.

Habes, Serene carissime, quaepossint tranquillitatem tueri, quae restituere, quae subrepentibus uitiis resistant” così Seneca chiude il dialogo scritto all’amico Anneo Sereno che, confessandogli di essere assalito dal vizio dell’incostanza, chiedeva una cura ai suoi mali. Ma Seneca, medico dell’anima, rivolge questa sua opera, una delle più armonizzate e compiute del corpus, a tutti gli uomini affetti dalla stessa malattia di Sereno: quale consigliere di Nerone, all’apice del successo e della carriera politica, da anni al vertice della società romana, il prosatore-filosofo latino ben conosceva (e altrettanto bene sapeva descrivere) l’inquietudine dei suoi contemporanei divisi tra ambizione pubblica e desiderio del ritiro, amore dell’opulenza e aspirazione alla temperanza, noia della vita e timore della morte, orgoglio di appartenere alla classe dirigente della civiltà padrona del mondo e coscienza della caducità propria di ogni essere umano (soprattutto se sottoposto all’arbitrio di un signore assoluto). A costoro Seneca rivolge un invito alla moderazione, allo sforzo verso un difficile equilibrio psicologico che possa resistere alle trepidazioni offerte dalla vita di ogni giorno e garantire una tranquillitas il più durevole possibile; un obiettivo ambizioso, eroico nella sua apparente modestia, che ricorda al lettore come Seneca continui a essere direttore di anime anche quando sembra smorzare un po’ i toni e moderare il rigore di maestro stoico.

Del resto l’uso e l’adattamento che Seneca ne fa comportano parecchie differenze rispetto alla διατριβή greca. Un po’ diverse, avendo caratteristiche proprie, sono le tre Consolationes, che mantengono però la forma schematica di dialogo nel rivolgersi alla persona che si cerca di consolare e confortare nel dolore, e lo scopo principale d’esortazione ad abbandonare un certo comportamento falsamente morale per un altro moralmente corretto. Lo stesso argomento in dettaglio: De providentia. Seneca sostiene che sono gli uomini a chiamare le avversità, che in realtà sono delle prove degli dei con le quali mettono a dura prova la morale, in maniera positiva. Di conseguenza il saggio accetterà le sventure con animo lieto: in caso contrario, avrà sempre la possibilità di ricorrere al suicidio per salvare la propria virtù.

Lo stesso argomento in dettaglio: De brevitate vitae. Exigua pars est vitae, qua vivimus. Il tratto di vita in cui viviamo è minimo. Lo stesso argomento in dettaglio: De vita beata.