Dietro le quinte PDF

Please forward this error screen to disinformazione. L’heilala e’ il fiore nazionale di Tonga, ha lo stesso colore della bandiera e fiorisce a luglio, per cui e’ stato scelto come nome del Festival dietro le quinte PDF viene abbinato ad una ricorrenza del periodo. I festeggiamenti durano una settimana, durante la quale si svolgono gare di rugby, gare di pesca d’altura, sfilate, danze, feste e  banchetti vari che terminano con la serata in cui viene eletta Miss Tonga, che parteciperà poi a Miss South Pacific. La settimana successiva all’Heilala Festival si svolge una delle manifestazioni più curiose e divertenti di tutto il Pacifico: l’elezione di “Miss Galaxy”.


Författare: Leonetta Gattasorniona Bartolozzi.

Dopo le foto è riportato un articolo del nostro corrispondente a Tonga che ne parla più ampiamente. In Tonga, come in tutti gli stati polinesiani, esistono tre sessi riconosciuti: maschile, femminile e fakaleti. Trovate voi la traduzione piu “political correct” che vi aggrada per il termine: gay, omosessuali, diversi, travestiti ecc. Qui a Tonga continuiamo a chiamarli fakaleti e basta. Ci sono diverse interpretazioni nel Pacifico che spiegano la presenza dei fakaleti. Una di queste vuole che la famiglia che abbia avuto come nascita primogenita quella di una femmina, se il secondogenito e’ maschio lo allevi e tratti esattamente da femmina. Un’altra vuole che in una famiglia di soli maschi, se si desidera una femmina che non vuole proprio venire, si allevi e consideri femmina uno dei figli maschi disponibili.

La cosa piu’ interessante, e che la dice lunga sulla tolleranza sociale dei pacifici abitanti di Tonga, e’ che i fakaleti sono considerati parte integrante del tessuto urbano sociale, alla stessa esatta stregua di qualsiasi altro abitante del Regno. Marcantoni” abbigliati e truccati come ragazze, senza essere seguiti dal codazzo di fischi, motti e dileggi che da noi accompagnerebbe di norma l’uscita del gruppo. La presenza dei fakaleti e’ decisamente in minoranza rispetto al numero globale degli abitanti, non e’ sicuramente un terzo e nemmeno un decimo della popolazione, pero’ risulta piu’ evidente all’occhio forestiero appunto per l’assoluta mancanza di  “occultazione” o mascheramento tra lo strato sociale cosiddetto “normale”. Cosa invece quasi obbligata per i gay occidentali, oggetto ancora oggi di rifiuto dalla maggior parte della societa’ appunto “politicamente corretta”‘.

Particolare ancor piu’ accentuato se si calcola che in Tonga la presenza della Chiesa e’ assolutamente  preponderante, nella sola Tongatapu ci sono oltre 400 chiese di culto diverso. Durante i tre giorni della manifestazione, eliminatorie e finale, una quindicina di partecipanti sfilano sulla passerella del Queen Salote Memorial Hall presentando numeri di danza, canto e abbigliamenti particolari che verranno giudicati da una giuria formata dai maggiori membri dell’establishment tongano. La manifestazione e’ patrocinata dalla Principessa Pilolevu, unica figlia del Re, che partecipa in prima persona ogni anno alla serata finale in qualita’ di Ospite d’Onore. Le famiglie dei partecipanti e gli sponsors fanno a gara per settimane nella preparazione dei vestiti e dei numeri di danza, come per i samba del Carnevale di Rio. Interi quartieri cittadini sono mobilitati per scovare qualcosa di particolare e divertente per l’occasione e tutto fa parte della normale tendenza tongana al divertimento e alla socializzazione.

Oltre ai partecipanti tongani, da alcuni anni arrivano anche concorrenti esteri, particolarmente da Australia ed altri paesi del Pacifico. Questo perche’ tre anni fa, durante la settimana gay di Sidney del Mardi Gras, la vittoria finale e’ stata appannaggio di un tongano e quindi, da allora, i tongani vanno annualmente a Sidney a “difendere il titolo” e gli altri vengono qui a cercare di vincere, accompagnati da turisti attratti dalla particolarita’ della manifestazione. L’organizzatore della manifestazione e’ Joy Mataele, il piu’ famoso fakaleti di Tonga, cantante, show-man che non sfigurerebbe alla nostra TV e capo-coro della chiesa cattolica di Nuku’alofa. Interi gruppi familiari fanno uno sfrenato tifo da stadio per il loro beniamino e la sfilata prosegue inframmezzata da numeri di danze polinesiane, canzoni eseguite da ottimi professionisti spesso stranieri ed una bolgia collettiva che coinvolge tutto il sempre numerosissimo pubblico presente.