E’ in arrivo un bebè PDF

Un bambino o bimbo è l’essere umano nell’intervallo di tempo compreso tra la nascita e la pubertà. Quando un bambino nasce lascia un intorno protetto per entrare in un mondo dove viene a contatto con una e’ in arrivo un bebè PDF quantità di stimoli sensoriali. Per poter sopravvivere a questo cambiamento dispone di un insieme di riflessi arcaici primari, chiamati riflessi neonatali, designati ad assicurare una risposta immediata al nuovo intorno.


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I bambini sono curiosi e pongono molte domande. Questo libro aiuta il bambino a scoprire il mondo con spiegazioni chiere ed esaustive. Vari dettagli aiutano i bambini ad apprendere i contenuti in modo divertente.

Uno stimolo olfattivo determina delle risposte stereotipate nell’infante che si possono osservare anche nella fase prenatale. Il bambino, anche prima di nascere, è in grado di riconoscere la voce della madre, la melodia ed ha una preferenza per la voce umana in generale. La variazione del battito cardiaco ha potuto dimostrare che egli è in grado di distinguere tra sillabe già presentate o meno. L’esperimento del baratro visivo ha dimostrato che le capacità visive vanno di pari passo con quelle motorie. La vista è il senso più importante nei primi mesi di vita e ha un’influenza su tutti gli altri. A 1-3 mesi egli tende a preferire immagini complesse, a distinguere le ombre e a percepire la profondità e le forme che esplora nella loro configurazione. A 4 mesi è in grado di completare amodalmente una figura e di seguire un oggetto che si muove a grande velocità.

A 6 mesi le sue percezioni sono molto simili a quelle di un adulto mediamente miope. Un lattante riesce a distinguere forme differenti collocate a distanza non superiore ai 15 20 cm. Il neonato ha le capacità di soffermare lo sguardo su forme concentriche, di preferire le forme ai colori e di preferire le forme curve piuttosto a quelle rette. Bower afferma che un bambino di qualche settimana prevede se un oggetto è solido oppure no senza toccarlo.

Egli crea un congegno, tramite un proiettore binoculare, che dà l’illusione ottica di un oggetto. Il bambino ha una rappresentazione innata del corpo e della sua simmetricità ma tende ad osservare per un certo periodo anche bambole scrumbled, deformi. Verso i due anni le osserva con maggiore attenzione e sospetto. La rappresentazione del corpo è la prerogativa per lo sviluppo motorio. La motricità grossolana è quella che riguarda l’intero corpo. Nel primo mese di vita il bambino resta in posizione fetale, dal secondo cerca di sollevarsi, al terzo solleva il torace.

A tre mesi tende le mani verso gli oggetti ma non li afferra. A quattro sta seduto con un sostegno, a cinque comincia a regolare le posture e a stare seduto in grembo, afferrando gli oggetti. A sei mesi riesce a stare seduto da solo ma si piega in avanti. A otto è in grado di camminare se tenuto da un adulto. A dodici gli basta essere tenuto per una mano. La motricità fine riguarda l’utilizzo delle mani.

A due anni e mezzo il bambino riconosce le figure dei disegni illustrati, disegna con la mano preferita, si riconosce in foto che gli sono già state mostrate. A tre anni disegna uomini con la testa, conosce i colori. A quattro sa disegnare una casa. A cinque dichiara cosa disegnerà e colora con precisione i contorni. In un ambiente arricchito queste capacità cambiano di molto. Bambini di tre anni, se hanno ad esempio frequentato l’asilo nido, sono in grado di colorare con precisione restando nei contorni. Gesti non-rappresentazionali: sono gesti senza uno scopo, che vengono ripetuti per imitazione.

A tre anni si osserva il comportamento deittico, si indica l’oggetto dell’azione senza compierla. A quattro il bambino sostituisce parte del corpo con l’oggetto su cui deve compiere un’azione. A sette-otto anni il bambino non considera le dimensioni dell’oggetto. Lo sviluppo delle abilità prassiche continua fino ai dodici anni. A dodici mesi i bambini desiderano disegnare riempiendo di colori un foglio.

A due anni si cominciano a notare forme ricorrenti come cerchi e linee, indice dell’attenzione del bambino verso ciò che sta facendo. A tre anni l’uomo comincia ad essere raffigurato con una testa ed un corpo. A quattro anni l’uomo viene disegnato con braccia e gambe stilizzate. A cinque anni la figura umana viene disegnata a blocchi. Il primo rapporto del bambino con l’alterità è quello con la madre che si sviluppa secondo le regole dell’attaccamento. In ordine di importanza a questo rapporto primario seguono quelli con gli altri familiari.

Il rapporto tra fratelli soprattutto se la differenza di età non è molta, è spesso difficoltoso. L’arrivo di un fratellino conduce ad atti di gelosia e a regressioni perché viene visto come un trauma. Il rapporto affiliativo con i nonni perdura per tutta l’infanzia ma perde di importanza nell’adolescenza. Con l’aumentare delle uscite fuori casa e l’ingresso nella scuola materna si sviluppano diverse tipologie di rapporti. Si formano in questo modo relazioni diadiche privilegiate che possono portare a rapporti di cooperazione.