Emmanuel Sieyes. Le idee, le istituzioni PDF

Anonymous – Prise de la Emmanuel Sieyes. Le idee, le istituzioni PDF. Nella Francia del XVIII secolo il potere era riposto nella monarchia assoluta di diritto divino rappresentata da Luigi XVI. Una serie di problemi economici provocarono malcontento e disordini nella popolazione. Dopo la caduta dei prezzi agricoli della viticoltura dal 1778, la produzione industriale decadde dal 1786, mentre nel 1785 una siccità aveva provocato una morìa del bestiame.


Författare: Paolo Colombo.

Emmanuel Sieyes è una figura gigantesca nell’avvio della storia costituzionale. Grande teorico dell’elaborazione istituzionale rivoluzionaria francese, è anche uomo politico fondamentale di tutto quel decisivo decennio (1789-1799). Eppure, per molto tempo è stato trascurato. In effetti, non ha lasciato tracce documentarie proporzionate alla sua centralità. Meno rilevante, Antoine Boulay gioca comunque un ruolo di rilievo nella fase finale della Révolution. E lascia un testo preziosissimo: dopo il colpo di Stato del 1799 si fa dettare da Sieyes le idee sulla nuova costituzione e aggiunge appunti sulle vicende che porteranno Bonaparte a concentrare, di fatto, tutto il potere su di sé. Il suo scritto è qui tradotto per la prima volta in Italia e rappresenta un documento storico di straordinaria importanza. Un ampio saggio di Paolo Colombo ripercorre snodi essenziali del pensiero e dell’azione di Sieyes, vera e propria “chiave della rivoluzione”.

Nel 1788 infine un pessimo raccolto causò una grande crisi del pane, fondamentale alimento per il popolo. La necessità di risolvere la gravissima crisi in cui la Francia era precipitata non trovò soluzione nell’operato dei successori di Luigi XIV. Egual fallimento ebbero i tentativi di riforma al sistema giudiziario e fiscale. In seguito, con uno studio dettagliato della situazione finanziaria, si rese conto che la sua politica economica non era sostenibile e indicò il bisogno di varare delle importanti riforme, in particolare propose un codice tributario uniforme per le proprietà terriere, con il quale tutti sarebbero stati tassati senza eccezioni, nobiltà e clero compresi. Luigi XVI, capendo che Calonne non era in grado di gestire la situazione, il 1º maggio 1787 lo sostituì con il suo principale oppositore, il presidente dell’Assemblea dei Notabili e capo dell’opposizione, Étienne-Charles de Loménie de Brienne, arcivescovo di Tolosa. Nel maggio del 1788 a Grenoble le proteste delle famiglie, toccate profondamente dalla crisi economica, aumentarono notevolmente. L’esercito fu obbligato a intervenire il 7 giugno, venendo accolto da tegole lanciate dai cittadini saliti sui tetti.

Lo stesso argomento in dettaglio: Stati generali del 1789. La società francese era molto cambiata dall’ultima convocazione degli Stati generali avvenuta nel 1614: all’epoca infatti ogni Stato aveva approssimativamente lo stesso numero di rappresentanti e inoltre la procedura degli Stati Generali prevedeva che i tre ordini si riunissero in tre camere separate per discutere ed emettere un voto per camera. Tutto ciò causò l’animazione del dibattito politico durante l’elezione dei deputati degli Stati Generali. Questo divenne uno degli argomenti principali trattati dagli opuscolisti, fra i quali l’abate Emmanuel Joseph Sieyès che pubblicò l’opuscolo Qu’est-ce que le tiers état? 1201 delegati: 303 per il clero, 291 nobili e 610 per il terzo stato.