Evangelii gaudium. Esortazione apostolica PDF

L’affermazione pronunciata da Gesù in quel momento è il kerigma o “annuncio della buona notizia” e costituisce la base di ogni successivo insegnamento che Gesù rivolse ai propri discepoli e di tutta la predicazione che a loro volta questi effettuarono dopo essere divenuti evangelii gaudium. Esortazione apostolica PDF della Risurrezione e aver ricevuto forza dallo Spirito Santo. Nella predicazione apostolica il kerigma è il centro dell’annuncio cristiano del Vangelo, e consiste nella proclamazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo, fatto sotto l’azione dello Spirito Santo da chi ne è stato testimone.


Författare: Francesco I (Jorge Mario Bergoglio).

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”. Papa Francesco consegna alla Chiesa e al mondo intero la sua prima Esortazione apostolica. Un documento importantissimo, scritto dal Papa di proprio pugno, dal sapore fortemente programmatico, perché delinea il nuovo volto di Chiesa voluto da Papa Francesco. Una “Madre dal cuore aperto”: povera, vicina alla gente, chiamata a cercare nuove strade e ad uscire da se stessa, per annunciare il Vangelo della misericordia a tutti gli uomini. Il documento passa in rassegna con profetica lucidità le trasformazioni in atto nella Chiesa e le sfide del mondo attuale, denunciando le tentazioni a cui tutti siamo soggetti. “No a un’economia dell’esclusione; No al pessimismo sterile; Sì alle relazioni nuove generate da Cristo”, dice il Pontefice. Papa Francesco rilancia con forza la responsabilità di tutto il Popolo di Dio nell’annuncio del Vangelo, richiama la dimensione sociale dell’evangelizzazione, la necessità di mettere al centro il bene comune e la pace sociale; riafferma lo strumento del dialogo tra fede e ragione, tra Chiesa e società, tra confessioni religiose. Parole di grande attualità, che ridanno motivazione e gioia a ciascuno. Il volume contiene il testo integrale dell’Esortazione apostolica e una Introduzione e guida alla lettura di mons. Marcello Semeraro. Indici tematici a cura di Giuliano Vigini.

Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete – , dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Più articolato è il kerigma annunciato da Paolo nelle sue lettere e riflette pienamente la personalità, la storia e l’esperienza personale dell’Apostolo. Egli era stato dalla parte degli assassini di Gesù, tra coloro che perseguitavano i suoi seguaci. Nonostante la diversità tra le due figure, Pietro e Paolo fanno la medesima esperienza e cioè che Gesù moriva proprio per loro e a causa loro. Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

Alzati, va’ a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò”. Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. Il kerigma è la cerniera tra la storia di Gesù e quella della sua comunità.

I primi testimoni trasmettono ciò che a loro volta hanno ricevuto. Piero Coda, Kerigma, in Dizionario di Teologia Fondamentale, a cura di Fisichella e Latourelle, Assisi, Cittadella, 1990, p. Papa Francesco dedica al kerigma l’ultimo sottocapitolo del capitolo terzo della sua esortazione apostolica Evangelii gaudium. Kiko Argüello, Il Kerigma, San Paolo, 2013. Karl Barth, L’epistola ai Romani, Milano, 1974.

Rudolf Bultmann, Nuovo Testamento e mitologia, Brescia, 1990. Piero Coda, Kerigma, in Dizionario di Teologia Fondamentale, a cura di Fisichella e Latourelle, Assisi, Cittadella, 1990, pp. Renè Latourelle, Teologia della Rivelazione, Assisi, 1967, pp. Karl Rahner, Teologia e kerigma, Brescia, 1958.

Karl Rahner, Uditori della Parola, Roma, 1988. Virginio Spicacci, La Buona Notizia di Gesù, Ancora, 2000. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 26 nov 2016 alle 17:36. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sugli argomenti gerarchia cattolica e diritto canonico non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Talvolta sono straordinariamente ammessi all’uso del pallio anche arcivescovi non metropoliti.

Nel rito latino si possono dare arcivescovi non metropoliti. Arcivescovi di un’arcidiocesi soppressa, della quale portano il titolo. Tali possono essere ad esempio alcuni vescovi che sono impiegati nelle congregazioni romane oppure i nunzi apostolici. Vescovi che ricevono il titolo personale di arcivescovo, detti arcivescovi ad personam, senza che la diocesi di cui portano il titolo sia arcidiocesi: in questo caso infatti il titolo rimane legato alla sola persona dell’arcivescovo, come un titolo di prestigio. In tutti questi tre casi, e comunque ogni volta che un arcivescovo non è vescovo metropolita, egli di regola non indossa il pallio, che è un segno liturgico connesso alla potestà di supervisione nell’ambito della provincia ecclesiastica. Lo stemma dell’arcivescovo, perciò, non recherà tale simbolo.