Fiabe di oggetti magici PDF

Harry Potter e i Doni della Morte di J. Albus Silente che lo lascia in eredità a Hermione Granger: la ragazza è l’unica tra i tre protagonisti ad aver studiato antiche rune ed è quindi in grado di leggerlo a Harry e Ron fiabe di oggetti magici PDF l’ausilio del suo Dizionario runico. Nella realtà, il libro è stato poi effettivamente scritto in sole sette copie, destinate alle persone che, nel corso degli anni, sono state più coinvolte nella stesura e nella pubblicazione della serie di Harry Potter.


Författare: Italo Calvino.

Può una principessa, figlia del Re, essere ghiotta di fichi? E può un pecoraio di Corte ambire proprio al trono reale? Un anello ricevuto in dono da una vecchina non può che essere magico, ma mai come il regalo che il contadino Geppone si vede recapitare dal Vento Tramontano… gli oggetti nascondono avventure, proprio come le favole.

Solo una di esse è stata messa all’asta nel dicembre 2007, poi vinta da Amazon, ed i proventi sono stati destinati ad una campagna di beneficenza. Amazon ha annunciato che metterà in vendita a partire dal 4 dicembre 2008 circa 100. 000 copie di Edizioni Lusso che costeranno circa 100 dollari, questo perché l’edizione sarà una riproduzione dell’aspetto delle copie originali di J. I proventi saranno di circa 4 milioni di sterline e saranno donati alla Children’s High Level Group. In Italia il libro è stato pubblicato il 4 dicembre 2008 da Salani, ed i suoi proventi vengono donati alla The Children’s High Level Group. In tutto nel libro vi sono cinque fiabe, quattro delle quali citate nei libri della saga. Alla fine di ogni fiaba si incontrano le annotazioni e i commenti scritti da Albus Silente, che commentano il contenuto della fiaba.

Tra le annotazioni di Silente sembra che ci sia un’altra fiaba di Beda il Bardo, dal titolo di “Ghiozza la Capra Zozza”, che era la preferita da suo fratello minore Aberforth. C’era una volta un vecchio mago gentile che adoperava la magia con generosità e saggezza a beneficio dei suoi vicini. Invece di rivelare la vera origine del suo potere, egli fingeva che le pozioni, gli incantesimi e gli antidoti gli sorgessero già bell’e fatti dal piccolo calderone che chiamava la sua pentola fortunata. Nel raggio di miglia, la gente veniva da lui con i propri problemi e il mago era lieto di dare una rimestata alla pentola e aggiustare ogni cosa.

Il mago, che era molto amato, visse fino a una notevole età, poi morì, lasciando ogni bene all’unico figlio. Costui era di disposizione molto diversa dal suo gentile padre. Coloro che non sapevano praticare la magia erano, nella sua opinione, privi di alcun valore, e più d’una volta egli aveva litiga-to col padre per via dell’abitudine di quest’ultimo di dispensare soccorso magico ai vicini. Alla morte del padre, il figlio trovò nascosto nella vecchia pentola un pacchettino, che recava il suo nome. Lo aprì, sperando che vi fosse dell’oro, ma invece c’era una pantofola morbida e spessa, troppo piccola per indossarla e senza compagna.

Un frammento di pergamena all’interno della pantofola diceva: Con la viva speranza, figlio mio, che tu non ne abbia mai bisogno. Il figlio maledisse la mente rammollita del padre, poi gettò la pantofola nel calderone, deciso a usarlo d’ora in avanti come cestino per la spazzatura. Quella stessa notte una contadina bussò alla porta. Mia figlia si è riempita di verruche, signore disse. Che m’importa delle verruche della tua mocciosa?