Filosofia e medicina in Sicilia PDF

All’età di 16 anni il padre, ispirato da un sogno, lo avviò agli studi di medicina, che intraprese senza peraltro trascurare gli studi filosofici. Ebbe come maestri l’empirico Aischiron, l’ippocratico Stratonico, allievo di Sabino, e l’anatomista Satiro, allievo filosofia e medicina in Sicilia PDF Quinto.


Författare: Corrado Dollo.

Il volume rappresenta la terza delle quattro parti previste per la raccolta integrale dei saggi editi e inediti di Corrado Dollo. Dedicati essenzialmente alle vicende della filosofia, della medicina e delle istituzioni di cultura, i saggi sono legati agli ampi lavori che l’autore ha pubblicato nel 1979 e nel 1984; riprendono autori e problemi, che vengono approfonditi attraverso nuovi materiali, come nel caso di Marcello Malpighi e Giovan Battista Bodierna, e nuove riflessioni storiografiche. In questo volume la ricerca dell’autore elegge la storia della medicina (la peste, ma anche Malpighi) da un lato e Hodierna e la cultura teatina dall’altro (con un certo spiazzamento della precedente centralità gesuita) a percorsi preferenziali di analisi storica: scelte che involgono una significativa oscillazione, a parte obiecti, fra una visione a trazione neoterica (certo non priva di legittimità) della vicenda siciliana cinquesecentesca ed una lettura più “comprensiva” e “culturologica” della stessa.

Parlava principalmente in greco, che nell’ambiente filosofico del tempo aveva maggiore diffusione del latino. Iniziò quindi nel 169 un periodo della sua vita estremamente produttivo, infatti, alleggerito dell’impegno presso i pazienti, riuscì a dedicarsi appieno alla sua grandiosa produzione letteraria. Probabilmente visse a corte fino alla morte di Marco Aurelio, nel 180, e abbandonò il palazzo dopo l’ascesa di Commodo, che egli considerava il più crudele tiranno mai comparso nella storia. La data della sua morte è fissata convenzionalmente intorno all’anno 200, basandosi su un riferimento del X secolo, il Lessico di Suda.

Il prenome Claudio, non documentato prima del Rinascimento, è forse dovuto ad un’errata decifrazione dell’espressione Cl. Galenus presente nei codici latini: Cl stava, probabilmente, per Clarissimus. L’abbondanza di riferimenti autobiografici nelle sue opere non appare solo dovuta a vanità, ma idealizzando la propria autobiografia Galeno traccia il profilo della formazione e del modo di vita del medico ideale. Nel panorama intellettuale del II secolo d. Galeno rappresenta un caso eccezionale: per la sua collocazione a cavallo di scienza medica e filosofia, per la varietà dei suoi interessi e per la sua sterminata produzione letteraria. L’atteggiamento di Galeno nei riguardi degli stoici è piuttosto controverso, poiché spesso ad una dichiarata avversione si unisce una sostanziale concordanza sui temi centrali. Lo stoicismo comunque appartiene, insieme con platonismo e aristotelismo, a quella delle due grandi tendenze della tradizione filosofico-scientifica che chiama “buona scuola” del continuismo, del finalismo, del razionalismo e della moralità positiva.

L’atteggiamento di Galeno in questo ambito è articolato principalmente su due versanti: da un lato c’è l’ippocratismo, la fisiopatologia umorale, il sapere clinico, prognostico e terapeutico, indispensabile per la pratica medica quotidiana. L’anatomia effettivamente più che alla pratica clinica era utile alla dignità culturale della medicina, ed era utile anche in ambito filosofico, “per insegnare l’arte della natura operante in ogni parte del corpo”. Si trattava quindi di escludere dal sapere medico il materialismo e i metodici, oltre a riunificare gli empirici, che si riconoscevano nell’eredità ippocratica, con i dogmatici, che si rifacevano all’anatomia alessandrina. Questa alleanza era necessaria anche per una ragione epistemologica, infatti secondo Galeno il sapere medico doveva essere fondato da un lato sull’evidenza razionale, dall’altro su quella empirica. Galeno ha tramandato la medicina ippocratica nel senso rinascimentale. Scrisse opere voluminose di filosofia e medicina, di cui restano solo 108 scritti, parte nella stesura originale greca e parte nella versione araba. Questa concezione fu un motivo importante che rese le sue teorie facilmente accettabili da studiosi di epoca successiva di formazione religiosa monoteistica: cristiana, musulmana, ebraica.

Nell’opera Il miglior medico è anche filosofo, sostiene che un buon medico deve eccellere nelle tre principali branche della filosofia: etica, logica, fisica. Spesso Galeno invitava i suoi discepoli al disprezzo del denaro. Il medico deve essere un logico perché deve saper interpretare in maniera coerente i sintomi del paziente, inoltre la padronanza logica è fondamentale per confutare teorie senza fondamento dei colleghi. L’importanza della conoscenza della fisica deriva dal fatto che a quel tempo le conoscenze di l’anatomia e fisiologia degli esseri viventi venivano percepite senza soluzione di continuità con quelle che riguardavano il cosmo e la terra. Conoscenza della fisica era dunque conoscenza della natura in senso lato. Tale circolazione incontrerà ad un certo punto la vena cava che porta il sangue al cuore. Prima di giungere al cuore però il sangue deve essere depurato per cui passa dai polmoni dove viene liberato dalle scorie che porta con sé.