Geografia sociale PDF

Un po’ di geografia per imparare giocando a riconoscere le regioni italiane, confini, capoluoghi e province. Contiene una applicazione topologica del “problema dei 4 colori”. Una pagina dall’edizione parigina del 1620 di Isaac Casaubon Lutetiae Parisiorum. Tramandata nella quasi totale interezza – con la sola eccezione di qualche lacuna nella parte finale del settimo libro – la Geografia è anche l’geografia sociale PDF opera di questo autore che ci sia pervenuta.


Författare: Mirella Loda.

La geografia sociale è una disciplina relativamente poco nota e ancora scarsamente praticata in Italia. Questo volume ne propone un percorso introduttivo particolarmente attento agli aspetti teorici e metodologici che la contraddistinguono rispetto ad altre branche della geografia umana. Si approfondiscono le implicazioni derivanti dalle diverse concezioni di spazio che presiedono alla ricerca, con particolare riferimento a quelle legate all’idea di spazio come prodotto sociale. Uno sguardo agli sviluppi della disciplina nei contesti culturali di lingua francese, tedesca e inglese consente di apprezzare le potenzialità dei diversi approcci sviluppatisi localmente, ma anche di rintracciare il filo rosso che lega esperienze di ricerca talvolta assai distanti tra loro.

Armenia verso occidente, fino alla Tirrenia di fronte alla Sardegna, e dal Ponto Eusino verso sud fino ai confini dell’Etiopia. E tuttavia la sua esposizione non è quella di un periegeta, come sarà invece nella Guida della Grecia di Pausania. Strabone dipende invece, in maniera essenziale, dalle sue fonti scritte, di volta in volta menzionate o, in buona parte, preventivamente dichiarate. Si tratta, a ben vedere, di un repertorio che rinvia costantemente a un ambiente e una tradizione scientifico-letteraria di cultura e lingua greca. Grecia, la nostra ignoranza è ancora maggiore. Quello di Strabone è, con tutta evidenza, un lavoro basato su materiali estremamente disparati ed eterogenei, provenienti per di più da epoche diverse, e assai difformi nell’impostazione, nei diversi gradi di approfondimento e nella copertura spaziale e cronologica. Ne risulta, in maniera quasi obbligata, una disomogeneità della trattazione.

Vi è un altro importante elemento che contribuisce a conferire disomogeneità alla trattazione e incostanza nell’approfondimento, finendo per costituire un limite dell’opera: si tratta dell’accoglimento della testimonianza poetica di Omero quale fonte privilegiata della Geografia. Nonostante le premesse, Strabone avverte spesso il bisogno di non dare per scontata questa sua impostazione, preferendone ribadire la necessità ogni volta che se ne presenta l’occasione. In breve, questo mio libro dovrebbe essere di utilità generale – a beneficio sia del politico che del comune cittadino – come il mio lavoro sulla Storia. Ma riguardo alla relazione con i luoghi, e all’importanza di questa nel condizionare il percorso di una civiltà, la sensibilità del geografo non incorre nell’errore di trascurare gli effetti che, sulla sfera ambientale, sono indotti dall’attività dell’uomo. Strabone indulge spessissimo ad excursus diacronici, a divagazioni sia mitiche che storiche. Tuttavia, chi voglia accingersi alla descrizione della terra, deve occuparsi non solo dei fatti del presente ma, in qualche misura, anche di quelli del passato, soprattutto quando essi siano degni di nota.