Giuseppe Marinoni PDF

La basilica di San Paolo Maggiore è una basilica monumentale di Napoli situata in piazza San Gaetano, nel centro antico della città. La basilica fu costruita sui resti del tempio dei Dioscuri di cui restano due colonne di ordine corinzio con i relativi architravi che caratterizzano la facciata principale. Il suo fronte, con sei colonne e timpano triangolare completo di sculture, rimase in giuseppe Marinoni PDF sino al 1688, quando crollò a causa di un terremoto.


Författare: Cernikyte Alessandra Coppa Vilma.

La prima chiesa dedicata a san Paolo in quell’area venne eretta tra l’VIII e il IX secolo per celebrare la vittoria riportata dai napoletani sui Saraceni, alle spalle del pronao del tempio pagano. Nel 1538 il viceré Pedro de Toledo diede in concessione la basilica a Gaetano Thiene, il quale vi si insediò con i chierici regolari teatini. Intorno alla prima metà del Cinquecento, nella chiesa fu presente Andrea Avellino il quale entrò in San Paolo come postulante. Nel 1567, padre don Andrea Avellino venne nominato preposito di San Paolo Maggiore e ricoprì questo ruolo nei successivi dieci anni seguito da Johannes Camillo Falivene da Giffoni .

Nel corso del Seicento vi furono importanti lavori di decorazione e abbellimento. Nel 1642 Massimo Stanzione affrescò il soffitto della navata centrale. Nel Settecento i lavori di abbellimento proseguirono, soprattutto a opera di Domenico Antonio Vaccaro e Francesco Solimena, che riutilizzarono i marmi antichi crollati con il terremoto, rilavorandoli e mettendoli in opera all’interno, per rivestire il pavimento e le paraste della navata centrale. Nel 1943 nel corso di un bombardamento aereo degli alleati, la chiesa venne gravemente danneggiata, in particolar modo il tetto e l’area del transetto, che crollarono quasi del tutto. Nel dicembre del 1951 papa Pio XII la elevò alla dignità di basilica minore.

La basilica presenta una facciata progettata da Arcangelo Guglielmelli che riuscì ad inglobare nel nuovo progetto le uniche due colonne corinzie, alte 11 m circa e risalenti all’antico tempio dei Dioscuri di Napoli, rimaste in piedi a seguito del terremoto del 1688. Le stesse vengono così lasciate ai lati dell’ingresso principale. La basilica incorpora inoltre altri due edifici religiosi di modeste dimensioni. Uno, il santuario di San Gaetano Thiene, costituisce il succorpo della basilica e vede l’ingresso posto sulla base destra della scalinata principale, accessibile direttamente da piazza San Gaetano. Sul lato destro del complesso un accesso laterale tramite scalinata collega ad una porta che conduce direttamente alla chiesa, subito dopo la seconda cappella della navata di destra. La pianta è a croce latina, a tre navate: la navata centrale e il transetto hanno una copertura ribassata a padiglione, mentre le navate minori sono voltate con una successione di cupolette ellittiche.

Le navate laterali sono costituite da quattro cappelle l’una, alle quali si alternano altre piccole cappelle contenenti cicli di affreschi, stucchi, sculture, storici presepi o lapidi marmorei. Nel transetto sono invece poste sei cappelle, tre per lato, di cui due lungo le pareti frontati e una posizionata lungo la parete presbiteriale al lato dell’abside. La prima cappella della navata sinistra è la cappella di San Carlo Borromeo. Il cardinale è raffigurato anche nella pala d’altare San Carlo Borromeo e San Giovanni Nepomuceno di Giuseppe Bonito.