I diari di mio padre 1938-1946 PDF

Nato da una famiglia I diari di mio padre 1938-1946 PDF povera, iniziò a recitare fin da bambino nella filodrammatica della scuola, presto interrotta per lavorare e aiutare la famiglia. Gradatamente Macario costruisce una comicità personale, fatta di una maschera clownesca le cui caratteristiche più appariscenti erano un ciuffo di capelli sulla fronte, gli occhi arrotondati e la camminata ciondolante. Ma intuisce anche che il successo di uno spettacolo dipendeva soprattutto nella presenza sulla scena di donne avvenenti.


Författare: Gregorio Corigliano.

Sempre nel 1929 firma la sua prima rivista come autore, Paese che vai, in collaborazione con Enrico M. Nel 1930 fonda una sua compagnia teatrale, con la quale girerà l’Italia dal 1930 al 1965 e, tranne qualche escursione nell’avanspettacolo, rimarrà una delle compagnie di rivista più longeve del teatro italiano. Nel 1938 nasce il grande amore per la bellissima Giulia Dardanelli, allora sedicenne, che ben presto diventa la sua seconda moglie dopo il divorzio con la coreografa Maria Giuliano. Nel 1951, a Parigi, i due si sposarono in occasione della rappresentazione della rivista Votate per Venere.

Grazie alle sue rilevanti doti sceniche e mimiche, a una comicità giocata sul clownesco e sul nonsense, e alla presenza di un sempre sostenuto numero di procaci e sfavillanti soubrettes, in breve tempo Macario diventa il protagonista più famoso della rivista italiana, tanto da essere consacrato come il “Re della rivista”. Per tutti gli anni quaranta Macario prosegue la sua attività in teatro, sfornando un successo dietro l’altro come le riviste Amleto, che ne dici? Dalla metà degli anni cinquanta, tuttavia, le riviste cedono il posto alle nuove commedie musicali, mentre si affermano nuovi gusti e tendenze. Il film si rivelerà essere un disastro, ma nonostante le forti perdite l’artista non si dà per vinto e con le sue riviste successive continua a riscuotere un grande successo di pubblico e di botteghino.

Nel 1957, il regista e scrittore Mario Soldati lo vuole per il suo Italia piccola per un ruolo drammatico. Seppure inconsueto, Macario offre una prova eccellente e dimostra ancora una volta notevole versatilità. Abbandonata la rivista, Macario si dedica soprattutto al teatro di prosa, distinguendosi anche in ruoli drammatici e facendo qualche incursione nel teatro in lingua piemontese. Gli anni settanta, in cui Macario si dedica alla trasposizione televisiva di alcune sue commedie di successo, sono ricchi di impegno nel campo della prosa e della commedia musicale. Negli ultimi anni l’attore torinese si impegna nella realizzazione di un proprio teatro, La Bomboniera, in via Santa Teresa 10 a Torino, che inaugura nel 1977 con la commedia tratta da Molière Sganarello medicosifaperdire, scritta da suo figlio Mauro e Carlo Maria Pensa.

In televisione fu tra i protagonisti di Carosello, fino al suo congedo che avviene nel 1978. Durante l’ultima replica della sua ultima fatica teatrale, Oplà, giochiamo insieme, Macario accusa un malessere che si scoprirà essere un sintomo di un tumore. Il 26 marzo 1980, Erminio Macario muore in una clinica torinese a 77 anni, assistito fino all’ultimo dalla moglie Giulia Dardanelli. Lo vedi come sei lo vedi come sei? Paese che vai, di Erminio Macario ed Enrico M. Una storia in blue-jeans di Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi, con Macario, Carlo Campanini, Valeria Fabrizi. Erminio Macario , La rivista di Macario.

Collezione di libri e DVD comprendente: Macario sono io! E tu biondina, sceneggiatura di Erminio Macario da una commedia di Mario Amendola e Ruggero Maccari. Follie d’Amleto, commedia musicale di Erminio Macario . Erminio Macario , Tutto Macario : il teatro. Che quarantotto in casa Ciabotto di Mario Amendola, Bruno Corbucci ed Erminio Macario, regia di Vito Molinari . Carlin Cerutti sarto per tutti, di Mario Amendola, Bruno Corbucci ed Erminio Macario, regia di Vito Molinari.

Erminio Macario , Tutto Macario: la rivista. Febbre azzurra, commedia musicale di Erminio Macario, Mario Amendola, Pasquale Frustaci, regia di Vito Molinari . Il mondo con me, rivista di Dino Falconi e Angelo Frattini, con Erminio Macario e la Compagnia di rivista di Milano, regia di Giulio Scarnicci, trasmessa il 22 ottobre 1953. Scipione Rossi, Mussolini e il diplomatico.