Il barbone intellettuale PDF

Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato. Lo pseudonimo, con cui firmò il barbone intellettuale PDF le sue opere, era il nome della nonna materna.


Författare: Giuseppe Bosco.

Per le sue prese di posizione politiche e affermazioni, in favore delle potenze dell’Asse, prima e durante la seconda guerra mondiale, esposte in pamphlet violentemente antisemiti, Céline rimane oggi una figura controversa e discussa. Il padre era un uomo pervaso da un forte senso di frustrazione e declassamento sociale, sentimento reso ancora più acuto dal ricordo del proprio padre, che era professore ordinario di francese, oltreché autore di poesie e racconti, che si pubblicavano sui giornali di Le Havre. Céline avrà un ricordo negativo dell’infanzia, che rivivrà come un periodo di ristrettezze economiche e, soprattutto, morali, educato ad una mentalità piccolo borghese e al più rigido rispetto delle gerarchie sociali. Céline non era oggetto di continui maltrattamenti, né subiva percosse dal padre, in quanto figlio unico era oggetto, al contrario, di una morbosa protezione da parte dei genitori. Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo, il padre decide di mandarlo all’estero a studiare le lingue.

Seguono due soggiorni, uno in Germania, dove resterà dall’agosto 1907 all’agosto 1908, a Diepholz e da settembre 1908 a fine anno a Karlsruhe. Da febbraio a novembre 1909 sarà poi ospite di due pensionati in Inghilterra, il primo a Rochester e l’altro a Pierremont. Particolare il luogo dove Céline trascorre l’infanzia, il passage Choiseul. L’autore nomina spesso questo luogo della giovinezza e più volte lo descrive come luogo angusto, come una sorta di prigione. I passages possono essere tutt’oggi ammirati a Parigi, ma non rappresentano degnamente quello che erano all’epoca di Céline. Nel 1914 scoppia la prima guerra mondiale, Céline vi prende parte con valore come volontario ed ottiene diversi riconoscimenti.

Da tre giorni i morti sono rimpiazzati continuamente dai vivi al punto che si formano dei monticelli che vengono bruciati e che in certi posti si può attraversare la Mosa a guado sui corpi tedeschi di quelli che cercano di passare. Ottenuto il congedo nel 1916 firma un contratto con la Compagnie Francaise Shanga Oubangui per dirigere una piantagione di cacao in Camerun. Si laureò in Medicina e Chirurgia nel 1924 presso l’Università di Rennes. Nel 1919 sposa Edith Follet, figlia di un medico, da cui divorzia nel 1926. Céline si accorge che la stessa povertà è una malattia, tremenda e senza cura.

Continuando a visitare senza farsi pagare finirà per ammalarsi egli stesso di quella malattia. Quella di Céline è una lotta contro un mondo che sogna soltanto il potere ed il progresso. Il mondo che è diventato una malattia cronica. La morte sembra l’unica cosa veramente coerente.

La scrittura stessa è un modo di sconfiggere la morte. Morte e ironia sono le sole cose che fanno intravedere una speranza di guarigione dalla malattia della vita moderna. Lo stesso argomento in dettaglio: Bagatelle per un massacro. Céline non ricavò grandi vantaggi dalle sue opinioni. Ci si accanisce a volermi considerare un massacratore di ebrei. In un’intervista del 1957 disse di aver scritto degli ebrei, e non contro gli ebrei, e che i francesi non c’entravano nella guerra tra ebrei e Germania, mentre Hitler fu definito, ambiguamente, “coglione come gli altri” ma abile politico, visto che Céline apprezzava l’idea di un’Europa franco-tedesca. Non è un caso che l’antiebraismo di Céline maturò a partire dal 1934.

Bisogna notare che nei primi lavori, specialmente in Mort à crédit, Céline tratta questi temi in tono minore: ad esempio, quando il padre nervoso se la prende con tutti, tra cui ebrei, massoni, bolscevichi, capitalisti, viene descritto in maniera grottesca. Come moltissimi suoi alter-ego, non ha mai dato troppa importanza a determinate sue parole e alla dialettica che ne promana, e non si è mai sentito responsabile delle scelte degli altri. Io ci andrei molto cauto con questa storia di Céline antisemita. Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, p. Lucette o Lili, conosciuta nel 1936. Nel febbraio del 1947 Céline ottiene la libertà provvisoria ed è ricoverato al Rigshospitalet di Copenaghen. Quattro mesi dopo viene liberato e va a vivere con la moglie in una soffitta della Kronprinsessegade.

Il periodo del suo soggiorno danese che va dall’estate del 1948 all’estate del 1950 lo passò a Korsoer, in una capanna sulle rive del Baltico, di proprietà dell’avvocato di Céline. La capanna non ha gas, elettricità, acqua. Ma quel che più pesa a Céline è la solitudine. Il ritorno in Francia non è tuttavia privo di difficoltà: tutti gli scrittori di sinistra, su tutti Jean-Paul Sartre, chiederanno che sia ignorato e dimenticato da qualsiasi salotto letterario o centro culturale francese. Céline era spesso trascurato dai libri di testo nei paesi europei, Italia inclusa. Il lancio del nuovo romanzo di Céline, Da un castello all’altro, nel giugno del 1957, fu disturbato da una serie di scandali, che agitarono sia gli ambienti di destra che quelli di sinistra.

Prima un’intervista all’Express del 14 giugno realizzata da Madeleine Chapsal, poi un’altra intervista, concessa ad Albert Parinaud e apparsa il 19 giugno, riaprirono un dibattito sullo scrittore francese che si protrasse fino a settembre. Nel 1951, tornato in Francia dopo gli anni d’esilio in Danimarca, il dottor Destouches acquistò una casa a Meudon, un piccolo centro urbano a circa 10 km da Parigi. La casa da lui scelta si trovava su una collinetta dalla quale si dominava l’intera capitale. Di quando in quando riceveva un giornalista al quale dimostrava la nausea per l’ingratitudine dei compatrioti e per lamentarsi dei suoi persecutori che gli avevano causato danni morali ed economici. Si appartò con Lucette in una casa zeppa di libri e cianfrusaglie, circondato da cani e gatti e in compagnia del pappagallo Toto spesso ritratto con lui. Il quotidiano La Stampa lo ricordò con un breve articolo del 2 luglio, in cui lo scrittore fu definito anarchico che predicò il razzismo e liquidato come autore di libri dal “successo fugace”, “pieni di oscenità, scetticismo, odio e antisemitismo” e ormai in “squallida decadenza”. 1969 fu devastata da un incendio che distrusse gran parte delle sue carte.

Céline credette fino alla fine di venire sepolto al Père Lachaise, il più prestigioso dei cimiteri di Francia dopo il Pantheon di Parigi, nella cappella di famiglia. La tomba di Céline è una tomba semplicissima, una pietra sulla quale oltre a nome e date sono incise una croce in alto a sinistra e un veliero a tre alberi al centro. Il veliero rappresenta l’amore per il viaggio che nutriva il dottore. Sulla tomba fu inciso anche il nome della moglie con la data di nascita, lasciando vuota la data di morte, a testimonianza del desiderio di essere sepolti insieme dei coniugi Destouches. Lo stesso argomento in dettaglio: Viaggio al termine della notte.

La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte. Il Voyage è indubbiamente il più famoso romanzo di Céline. Esso è un affresco della razza umana, sicuramente uno dei romanzi che meglio ha saputo capirla e rappresentarla. Ferdinand Bardamu, alter ego dell’autore, che dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale si imbarca per le colonie, di qui agli Stati Uniti e poi nuovamente in Francia dove diventa medico dei poveri. Narrato in prima persona, come tutte le sue opere, il romanzo è un pretesto per la riflessione sulla vita. Lo stesso argomento in dettaglio: Morte a credito.