Il berretto rosso PDF

Il copricapo è un capo di abbigliamento destinato a coprire in modo parziale il berretto rosso PDF totale la testa. Serve per proteggersi dall’eventuale sole, freddo, pioggia oppure per uso estetico o per una protezione igienica, oppure ancora a scopi sociali.


Författare: Agostino Traini.

Una simpatica e battagliera bambina indossa orgogliosamente un bel berretto rosso. ma quel berretto fa gola anche al terribile lupo perché… è innamorato! E si da il caso che la principessa che vorrebbe sposare fa molto caso all’eleganza. Come farà il lupo a prendere il berretto rosso? Si mangerà la bambina? O escogiterà un trucchetto sostituendosi alla nonna che la bambina sta andando a trovare? Età di lettura: da 3 anni.

La tesa copre la base della cupola, ossia la parte del cappello a forma di calotta, troncoconica oppure ovale. La visiera è la parte sporgente di alcuni tipi di cappello, solitamente quelli sportivi. La tesa può essere piana o incurvata, con o senza bordura. Molti sono i materiali adatti a costituire un copricapo, quello universalmente utilizzato è il feltro. Nell’antico Egitto il faraone ricopriva la parrucca con un berretto rosso o una tiara bianca, invece in Mesopotamia erano diffusi turbanti o berretti di pelliccia, così come nell’antica Palestina i sacerdoti ebrei indossavano un cappello conico bianco. Durante il Medioevo le donne impreziosivano i cappelli con nastrini colorati intrecciati o con fiori, invece per gli uomini era previsto un grande cappuccio che ricadeva sulle spalle, sostituito dal Trecento da un berretto caratterizzato da un codino che poteva cadere a destra o a sinistra a seconda della posizione politica e sociale.

Con l’introduzione delle parrucche il cappello assunse dimensioni sempre più mastodontiche e per tutto il Settecento si impose il tricorno con le caratteristiche tre punte. Nel Novecento nacquero le bombette, le pagliette e il floscio che ebbero una grande popolarità per tutto il secolo. Celebri sono i cappelli indossati dalla regina Elisabetta II che, sembra, dal giorno della sua incoronazione, come ricorda il settimanale francese ‘Point de vue’, ne abbia indossati oltre cinquemila. Nella seconda metà del XIX secolo l’industria della lavorazione del feltro di lana e della conseguente produzione di cappelli aveva trovato un’importante fioritura a Monza. I numerosi cappellifici monzesi avevano raggiunto grande notorietà, giungendo ad esportare manufatti in tutto il mondo. Un prodotto che copriva una fascia più alta di qualità era quello basato sul feltro di pelo di coniglio. Non va dimenticata la Borsalino, azienda di Alessandria produttrice di cappelli esportati in tutto il mondo.

Oggi il più importante distretto del cappello italiano ed europeo si trova nelle Marche, nelle province di Fermo e Macerata, fra i piccoli comuni di Montappone e Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Falerone, Mogliano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano. URL consultato il 25 aprile 2018. Sigiani Cosa ti sei messo in testa. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 14 gen 2019 alle 19:41.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Il libro elettronico, nell’imitare quello cartaceo, approfitta ovviamente dei vantaggi offerti dalla sua natura digitale, che risiedono principalmente nelle possibilità di essere un ipertesto e inglobare elementi multimediali, e nella possibilità di utilizzare dizionari o vocabolari contestuali. Questa voce o sezione sull’argomento editoria non è ancora formattata secondo gli standard. 1971 Nasce il Progetto Gutenberg, lanciato da Michael S. 1987 Viene pubblicato e distribuito su floppy dalla Eastgate Systems il primo romanzo ipertestuale dal titolo Afternoon, a story di Michael Joyce.