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Författare: Jeannette Walls.

Nessun bambino dovrebbe affrontare ciò che la mamma e il papà di Jeannette hanno fatto passare ai loro figli. Ma tutti i bambini dovrebbero avere una famiglia come quella. È il paradosso del vero amore. Anche se è imperfetto, ti salva. Seconda di quattro figli, Jeannette è cresciuta in una famiglia che oggi si chiamerebbe disfunzionale. Il padre, Rex, poliedrico, bizzarro e di grande intelligenza, non riesce a tenersi né lavoro né soldi per via dell’alcol. Perde al gioco e costringe tutti a una vita da nomadi per fuggire dai creditori. La madre, Rose Mary, artista e insegnante, è insofferente a qualsiasi responsabilità e sostiene che i bambini debbano cavarsela da soli, che si tratti di procurarsi il cibo, il necessario per scaldarsi o rammendarsi i vestiti per non andare in giro con i buchi. La quotidianità dei fratelli Walls è un bizzarro melange di meraviglia, funambolismo e tragedia: Rex si occupa dell’istruzione dei figli, insegnando loro geologia, astronomia e letteratura, con lezioni sotto le stelle, ma i fratelli devono imparare presto a proteggersi a vicenda e a tenere a bada l’incoscienza dei genitori. Eppure, nonostante Jeannette sin da giovanissima sapesse che solo volando via da quel nido poteva salvarsi, non ha mai smesso di pensare con affetto alla propria infanzia, ed è riconoscente nei confronti dei suoi imperfetti genitori perché le hanno fatto un dono prezioso: un amore incondizionato e la libertà.

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Il castello si eleva in cima al monte Bonadies dominando dall’alto la città di Salerno. Anche se rinvenimenti monetari attestano la frequentazione della collina già nel III-II sec. A pianta rettangolare, la torre era costruita su cinque o sei livelli, con funzione di controllo del porto sottostante e dei percorsi che avrebbero potuto facilmente condurre a Nuceria Alfaterna, nodo vitale per l’economia della pianura vesuviana. A loro si deve la costruzione della torre detta “La Bastiglia” su di uno sperone roccioso a nord del castello: la sua edificazione risponde alla necessità di controllare i movimenti non direttamente visibili dal castello. I rinvenimenti in ceramica e vetro sono numerosi e di elevata qualità a testimonianza che il castello aveva anche funzione abitativa.

Le ultime ristrutturazioni della fase angioina risalgono al 1299. Con gli Aragonesi il castello raggiunse il massimo sviluppo. Vennero costruiti grandi corpi di fabbrica visibili oggi a est della cosiddetta piazza d’Armi. Il 1º marzo 1992 le Poste Italiane gli hanno dedicato un francobollo.

Dopo i primi, parziali interventi di restauro, nel 1982 è stata aperta al pubblico l’area interessata dall’ampliamento aragonese. Il restauro ha reso completamente visitabile la zona sottostante il livello di copertura del terrazzo antistante la turris maior denominata “ipogeo”. Gli spazi hanno avuto funzioni diverse nel tempo e lo sviluppo della volta indica una suddivisione, mediante setti murari, di uno spazio inizialmente concepito come unico. Nel Museo del castello sono esposti reperti provenienti dagli scavi eseguiti sul sito: si tratta di ceramiche, vetri, oggetti metallici e monete.

Documentata da circa quattrocento frammenti è la ceramica decorata a “bande rosse” databile dal VII-VIII al XIII secolo e oltre. Tali frammenti sono caratterizzati da una decorazione con strette spirali o larghe fasce che descrivono archi consecutivi. Estremamente sottili, tali oggetti sono, nella maggior parte dei casi, privi di decorazione. Gli scavi degli anni ’90 hanno riportato alla luce numerosi oggetti metallici databili dal VIl secolo ai nostri giorni riconducibili alle innumerevoli attività che si svolsero nel castello.

I reperti, in ferro e bronzo, appartengono alla sfera del quotidiano: chiodi, serrature, coltelli, anelli, spille per capelli, fibbie, finimenti e ferri da cavallo. Rouen, una delle capitali della Normandia, rinvenuti nel cortile delle armi. Grazie all’impervietà della sua collocazione, il castello è sempre rimasto inespugnato. Attualmente boscosa, nel Medioevo la collina era completamente priva di alberi, onde facilitare l’avvistamento di chi ne compisse l’ascensione.