Il contrario dell’oceano PDF

Questa è una voce di qualità. L’Airbus A330-200 F-GZCP dell’Air France a Parigi nel il contrario dell’oceano PDF 2007. Nella mattinata del 2 giugno fu data la notizia del ritrovamento di alcuni resti, che poi si rivelarono non appartenenti all’aereo scomparso, ma probabilmente dei rottami in legno di una nave: questa circostanza rese il caso un giallo.


Författare: Massimo Bertaiola.

Il velivolo Airbus A330-200 aveva effettuato il suo primo volo il 25 febbraio 2005. L’ultimo contatto in fonia con l’aereo avvenne alle 01:33 UTC, quando si trovava a 565 km dalla costa nord-orientale del Brasile, in corrispondenza del waypoint INTOL. Alle 02:10 UTC un messaggio automatico ACARS segnalò che il pilota automatico era stato disinserito. Pochi mesi dopo l’incidente, l’EASA emise una direttiva che intimava la sostituzione per tutti gli Airbus di 2 dei 3 tubi di Pitot, a causa della possibile formazione di ghiaccio e della loro scarsa resistenza a condizioni meteo avverse. L’errore del timone del messaggio ACARS trasmesso alle 02:10 potrebbe essere dovuto a una brusca manovra dei piloti, causata dai dati errati di velocità e posizione. Lo stesso argomento in dettaglio: Cronologia del Volo Air France 447.

L’Airbus A330-200 F-GZCP dell’Air France decolla dall’aeroporto Narita di Tokyo nel febbraio 2009, quattro mesi prima dell’incidente. L’equipaggio del volo 447 comprende tre piloti: un comandante e due primi ufficiali. L’aereo decolla alle ore 22:03 da Rio de Janeiro. L’ultimo contatto radio dell’aereo risale alle 01:33 quando l’equipaggio informa il controllore ATLANTICO di aver passato il punto INTOL e annuncia i tempi stimati di arrivo: SALPU alle 01:48, ORARO alle 02:00. L’equipaggio trasmette il codice SELCAL e il test risulta eseguito con successo. L’analisi meteorologica della zona circostante il percorso di volo mostrò un sistema convettivo a mesoscala esteso a un’altitudine di circa 50 000 ft sopra l’oceano Atlantico. Lo stesso argomento in dettaglio: Ricerche del volo Air France 447.

Dakar alle 02:20 UTC, non avendo avuto più risposta alle chiamate radio e avendo notato che l’aereo non aveva effettuato la chiamata radiofonica per segnalare l’ingresso nello spazio aereo del Senegal. Il recupero del timone, elemento verticale dell’impennaggio di coda. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, appena informato, chiese “al governo e alle amministrazioni coinvolte di fare tutto il possibile per ritrovare la traccia dell’aereo e fare al più presto luce sulle circostanze della scomparsa”. Verso le ore 16:00 del 1º giugno, i funzionari di Air France e il Governo francese comunicarono in conferenza stampa che con ogni probabilità l’aereo era precipitato nell’Oceano Atlantico e che non c’era più nulla da fare per i passeggeri a bordo. La profondità dell’oceano nel luogo dell’incidente. Alle 19:00 UTC del 1º giugno, la Spagna inviò un aereo da pattugliamento marittimo nelle operazioni di ricerca e soccorso vicino a Capo Verde. Diagramma della localizzazione dei posti a sedere di 44 delle 51 persone i cui corpi furono ritrovati nelle operazioni di ricerca del 2009.

Il 2 giugno alle 15:20 UTC, la Brazilian Air Force effettuò un pattugliamento della zona con un Embraer R-99 dotato di radar Erieye, ritrovando rottami e tracce di carburante sparsi in un raggio di 5 km a circa 650 km a nord-est di Fernando de Noronha, nei pressi dell’Arcipelago di San Pietro e San Paolo. Gli esperti dissero che l’area dell’Atlantico dove l’aereo era precipitata non era profonda più di 4 700 m. Sul posto venne impiegato anche un Lockheed Martin P-3 Orion della marina americana, dotato di sistemi per la ricerca sottomarina e di superficie. Nella serata del 2 giugno, il vicepresidente brasiliano José Alencar proclamò tre giorni di lutto nazionale. Il 3 giugno il pattugliatore NPa Grajaú della marina brasiliana comunicò di aver rinvenuto alcuni resti dell’aereo. La marina brasiliana dichiarò di aver spedito sul luogo del ritrovamento un totale di cinque navi. Il 5 giugno, la marina brasiliana confermò che i resti trovati in mare non appartenevano al volo 447 di Air France, ma a una nave, e che inoltre la chiazza di olio che si estendeva per circa 20 km era stata ritenuta incompatibile con la capacità dei serbatoi.