Il grande giardino PDF

Questa voce o sezione sull’argomento opere letterarie è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Il giardino dei Finzi-Contini il grande giardino PDF un romanzo di Giorgio Bassani del 1962. Dal romanzo è stato tratto il film omonimo, diretto da Vittorio De Sica, per il quale Bassani scrisse alcuni dialoghi della sceneggiatura.


Författare: Simon Miller.

Entra nel minimondo del giardino e scopri tutti i suoi segreti! Componi il maxi-puzzle e individua tutti i piccoli abitanti che lo animano: guarda i bambini che giocano a palla, quanto è vanitosa la farfalla e prendi un tè sul prato verde. Leggendo il libretto imparerai gli animali e le attività all’aria aperta grazie a divertenti illustrazioni e allegre storie in rima! Età di lettura: da 3 anni.

A confermare l’ispirazione di Bassani dalla famiglia dei Finzi-Magrini per i personaggi del suo romanzo sarebbe anche Andrea Pesaro, nipote di Silvio Magrini, nonché presidente della comunità ebraica di Ferrara. L’inizio del romanzo è ambientato nel 1957 presso la necropoli etrusca di Cerveteri, vicino a Roma, dove il protagonista – narratore interno – si trova in gita domenicale assieme ad un gruppo di amici. I Finzi-Contini sono una famiglia ricchissima appartenente all’alta borghesia, che vive nella fiorente comunità ebraica di Ferrara: possiedono una grande villa, con un enorme giardino e un campo da tennis, circondata da muraglioni e cancelli. A questo punto la narrazione fa un salto temporale in avanti di una decina d’anni, ovvero al 1938, anno dell’emanazione delle leggi razziali e della conseguente discriminazione degli ebrei. A causa di queste, il protagonista viene cacciato dal club di tennis che era solito frequentare, l’Eleonora d’Este. Il rimorso per il mancato coraggio dimostrato in quell’occasione viene subito aggravato dalla decisione fulminea di Micòl di andare a Venezia per completare la tesi e laurearsi.

Micòl torna a casa e, subito avvertito da Alberto di una grande sorpresa, il protagonista abbandona la cena di famiglia per raggiungere casa Finzi-Contini. Micòl con la consueta familiarità lo accoglie all’ingresso: egli prende coraggio e si precipita ad abbracciarla e, travolto dalla gioia, finalmente la bacia sulle labbra. Micòl però lo respinge, ma senza colpevolizzarlo. Il protagonista capisce di avere incrinato il suo rapporto con Micòl, la quale da questo momento assume nei suoi confronti un atteggiamento del tutto freddo e distaccato.

Durante uno dei loro incontri, Malnate lo porta in un postribolo e questo segna il culmine del processo di degradazione in cui il protagonista è sprofondato dopo la rottura del rapporto con Micòl. Rientrato a casa il protagonista ha una conversazione franca con il padre, al quale spiega tutto, compreso il tormentato rapporto con Micòl. L’anziano genitore, dimostrandosi innanzitutto amorevole e comprensivo, gli consiglia di porre fine ad ogni legame con i Finzi-Contini, troppo diversi da lui, e anche con Malnate, spingendolo invece a pensare al suo futuro. Che bel romanzo sogghignai, crollando il capo come davanti a un bambino incorreggibile. E date le spalle alla Hütte, mi allontanai fra le piante della parte opposta.

Il romanzo si chiude con l’amaro ricordo della Seconda guerra mondiale. Alberto, già da tempo malato di linfogranuloma maligno, morirà nel 1942 e sarà l’unico a riposare nella tomba di famiglia progettata dall’antenato Moisè Finzi-Contini, un architetto. Il narratore: tutte le vicende del romanzo sono riportate tramite lo sguardo e la voce in prima persona dell’io narrante, allo stesso tempo regista e personaggio del romanzo. Ama la letteratura, soprattutto Emily Dickinson, su cui incentra la sua tesi di laurea. Ha un carattere molto energico e pragmatico, tanto che l’organizzazione domestica è affidata a lei.