Il racconto audiovisivo. Teorie e strumenti semiotici PDF

Questa voce o sezione sull’argomento linguistica è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Le riflessioni sul segno hanno una lunga tradizione che percorre l’intera storia della filosofia occidentale. Anche se in questi casi non è possibile parlare di vere e compiute teorie semiotiche, è sempre possibile ricostruire una più limitata il racconto audiovisivo. Teorie e strumenti semiotici PDF delle teorie del segno.


Författare: Paolo Bertetti.

Il cinema, la televisione e gli altri media audiovisivi costituiscono uno dei grandi serbatoi di storie della nostra contemporaneità. Ma come fanno un film, una fiction, o anche uno spot pubblicitario a raccontarci le loro storie? In che modo essi ci avvincono, ci emozionano, ci trasmettono valori e visioni del mondo? E, più in generale, quali sono i meccanismi narrativi e le caratteristiche specifiche del racconto audiovisivo? Attraverso una rilettura chiara, ma insieme problematizzante, delle teoriesemiotiche e degli apporti metodologici che ci vengono dalla narratologia e dalla semiotica del testo l’autore individua una serie di strumenti utili a comprendere e indagare i meccanismi di senso delle immagini in movimento. Inoltre,vuole ribadire la necessità di riprendere e approfondire una serie di questioni teoriche forse troppo superficialmente lasciate in disparte, in un momento in cui gli sviluppi nel sistema dei media e le recenti forme di narrazione e di fruizione inter e transmediale esigono di ridiscutere categorie acquisite e impongono nuove riflessioni.

Anche se il concetto teorico portante della semiotica è certamente, come abbiamo detto, quello di segno e della relativa relazione segnica o semiosi, proprio perché la semiotica studia ogni fenomeno di significazione e di comunicazione si è trovata ad affrontare un oggetto di analisi in realtà più complesso del semplice oggetto teorico “segno”, vale a dire il testo. Questo non significa che le due visioni siano mutuamente esclusive e non integrabili. Saussure nel 1916 identificava la semiotica come “la scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale”. Questa definizione, come sottolinea Eco nel Trattato di semiotica generale, ha contribuito allo sviluppo di una coscienza semiotica, anticipando e influenzando ogni successivo tentativo di inquadrare la disciplina.

Saussure, ovvero il concetto di entità a due facce, significante e significato. Interpretante, ciò che deriva o viene generato dal segno. L’aspetto più interessante del processo di semiosi come è stato pensato da Peirce consiste nel concetto di interpretante. Il concetto di interpretazione è centrale nella prospettiva filosofica di Peirce e della sua concezione del pragmatismo. Eco muove dall’idea che l’analisi delle strutture del testo coincida con la ricerca delle sue potenziali strategie interpretative.

Altra questione centrale nella ricerca di Eco è il problema del significato. In sostanza Eco ha proposto un modello semantico a istruzioni in formato di enciclopedia. La metafora dell’enciclopedia serve a Eco per evidenziare la differente struttura interna del modello di sapere da lui utilizzata che si definisce come una rete di unità culturali tra loro interconnesse. Partendo da diversi presupposti la semiotica strutturale e generativa assume anche una diversa prospettiva riguardo al modo in cui si deve intendere la stessa analisi semiotica. Algirdas Julien Greimas ha definito un modello di analisi semiotica adattabile ai più svariati oggetti di ricerca.

Greimas parte da un “modello stratificato” del testo e delle sue strutture che deve rendere ragione a ogni livello dei suoi meccanismi di senso. L’ipotesi è quindi che il senso si generi a partire da opposizioni semplici, astratte e profonde, e che queste possano essere ritenute il fondamento delle strutture di superficie del testo da noi di fatto fruibile. Importante nella costruzione del modello greimasiano è stato il riferimento all’opera dell’etnografo russo Vladimir Jakovlevic Propp Morfologia della fiaba pubblicato nel 1928. Propp, analizzando un corpus limitato di fiabe di magia russe aveva individuato una struttura ricorrente di trentuno funzioni narrative presenti in tutte le fiabe con varianti relative. In sostanza, la teoria semiotica elaborata da Greimas ha l’intenzione di rendere conto di una semantica e di una grammatica che possano essere definite fondamentali. Così come i metalinguaggi, Greimas concepisce un sistema semiotico organizzato per livelli di profondità progressivi. Il passaggio da un livello all’altro avviene secondo la generatività: gli elementi più profondi generano gli elementi più superficiali ricorrendo a regole di conversione.