Il vento dei fiordi PDF

Jylland, tra il Mar del Nord e il Baltico, a contatto con la Germania. 11′ di latitudine, corrispondenti a circa 350 km. La il vento dei fiordi PDF complessiva dello Stato è di 43.


Författare: Alberto Fiorin.

Il sogno di tutti, risalire il mappamondo eraggiungere Capo Nord. E farlo con unmezzo quasi “umano”, la bicicletta, cavallod’acciaio che porta alla scoperta di nuoviterritori e nuovi popoli senza barriere econfini. Sette ciclisti veneziani inseguono ilprofumo del baccalà, piatto tradizionaledella cucina veneta, superando il CircoloPolare Artico, toccando le magiche isoleLofoten per approdare a Capo Nord.Vento, fiordi, mari, balene, isole, naufragi,arcobaleni, nevi, ghiacci, cascate, laghi,renne, alci, storia, tradizioni, salite esudore: tutti elementi che si intreccianoindissolubilmente nel viaggio.L’autore srotola il filo di un’avventura dioltre 4000 chilometri che si trasforma in unasorta di viaggio sentimentale, alla ricerca deiricordi di un nonno – mai conosciuto -ciclista e importatore di baccalà.

Mentre per estensione la Danimarca è il più piccolo degli Stati scandinavi, occupa il secondo posto per il numero degli abitanti e addirittura il primo per la densità della popolazione. Una fortunata espansione marittima, a partire dal XVI secolo, portò la Danimarca al possesso di basi coloniali sulle coste dell’America, dell’Africa e dell’Asia, che andarono in seguito quasi interamente perdute. L’Islanda, che dal 1381 apparteneva alla Danimarca, è dal 1944 una repubblica indipendente. Gran parte del territorio danese è altamente urbanizzato, come Copenaghen, la capitale. In Danimarca non vi sono rocce di epoca anteriore alla fine del Secondario. Geologicamente, dunque, non fa parte della Scandinavia, ma del suo bordo esterno. Durante il Mesozoico un grande mare, esteso dalle isole britanniche alla Russia, circondava da S il massiccio scandinavo.

Nel Terziario vi fu un’alternanza di sommersioni e di emersioni, che hanno lasciato delle marne, delle argille e delle sabbie. Durante gli stadi di emersione, questi terreni furono più o meno sottoposti alla denudazione subaerea. Quasi ovunque essi sono stati poi ricoperti dai depositi glaciali, che determinarono, nelle sue grandi linee, il rilievo più o meno pronunciato ma sempre poco mosso delle terre danesi. I terreni glaciali e postglaciali occupano quasi tutta la superficie della Danimarca. Il loro spessore non supera in media qualche decina di metri. La Danimarca ha subìto tre parossismi glaciali, separati tra di loro da due lunghe ere interglaciali.

Il paesaggio danese è caratterizzato da piatto terreno arabile e coste sabbiose. Il rilievo porta ovunque le tracce delle azioni glaciali e postglaciali. Le più antiche forme di terreno modellato dai ghiacciai accidentano le lande dello Jylland occidentale: i Danesi danno loro il nome di Bakkøer, che significa isolotti di colline e caratterizza bene il loro ergersi nel mezzo di vasti piani sabbiosi. Il resto della Danimarca porta l’impronta dell’ultima espansione glaciale.