Introduzione a Niccolò Cusano PDF

Nicola Cusano, noto anche come Niccolò Cusano o Niccolò da Cusa, in lat. Nicolaus Cusanus o Nicolaus de Cusa, introduzione a Niccolò Cusano PDF ted.


Författare: Giovanni Santinello.

Questa introduzione a Niccolò Cusano offre gli strumenti critici essenziali per intendere l’opera del filosofo alla luce delle più recenti prospettive storiografiche: dai primi scritti teologico-giuridici agli interessi scientifici.

A Padova ricevette il titolo accademico di Doctor Decretorum dal professore Gasparino Barzizza e venne a conoscenza della dottrina giuridica di Bartolomeo Zabarella. I conciliaristi restati a Basilea tentarono, spalleggiati dalle Università, di schierare la Chiesa contro il Papa, proclamando decaduto Eugenio IV ed eleggendo in sua vece un antipapa, il Duca di Savoia Amedeo VIII sotto il nome di Felice V: si era giunti al piccolo scisma d’Occidente. Su pressione di Cosimo il Vecchio, nel 1439 il concilio venne trasferito a Firenze. Cusano appoggiò il tentativo, proposto da Eugenio IV, di indire una crociata nel 1444 contro i musulmani, capeggiata da Giorgio Castriota Scanderbeg, appoggiato dal re di Napoli Alfonso V d’Aragona. Quando Eugenio IV morì, Cusano fu nominato camerlengo, perciò gli fu precluso il papato, e divenne Papa Niccolò V, suo amico di lunga data. Partecipò anche al Concordato di Vienna, dove regolamentò insieme a Federico III d’Asburgo gli affari ecclesiastici del regno e le relazioni tra i patrizi e la Curia romana. Dal 1444 Cusano si era inoltre appassionato all’astronomia, alla quale dedicò i suoi studi insieme a Georg von Peuerbach.

La tomba del cardinale Niccolò Cusano nella Basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. Recatosi a Valladolid nel 1453 Cusano capeggiò il consiglio convocato per il processo di stregoneria intentato contro Álvaro de Luna, il quale fu trovato colpevole, condannato a morte e giustiziato, il 2 giugno del 1453. In questo periodo scrisse De Cribratione Alchorani, una consapevole benigna interpretazione di brani del Corano, precedette la lettera di Pio II al Sultano Maometto II e ne costituì un presupposto culturale. La gnoseologia di Nicola Cusano fonda la possibilità umana di conoscenza sulla proporzione fra noto e ignoto. Con tale espressione s’intende che quanto non si conosce, lo si può conoscere solo mettendolo in relazione con ciò che già si conosce, ma questo diventa possibile solo quando la cosa ignota, che non si conosce, abbia un minimo a che fare con ciò che già si conosce. La posizione della dotta ignoranza è l’unica che si può prendere di fronte a Dio, quale Essere perfetto e infinito, inattingibile alla possibilità di conoscenza di esseri imperfetti e finiti, quali sono gli umani.

Cusano in un certo senso riprende Socrate nell’affermare che è essenziale sapere di non sapere, e tale è per gli uomini l’unica maniera possibile per pensare a Dio. La verità non ha né gradi, né in più né in meno, e consiste in qualcosa di indivisibile. Tentativo di quadratura del cerchio con il metodo isoperimetrico adottato da Cusano per approssimare sempre più i lati dei poligoni alla circonferenza. Cusano pone così un chiaro limite alla ragione umana, che non può andare oltre il finito, e che, dunque, di fronte all’infinito non può che annullarsi, e in questo diventare infinita. La congettura, per Cusano, è espressione della ragione dell’uomo che coglie Dio in modo incompleto, giacché Dio è infinito. Esempio di come un cerchio dilatato all’infinito si trasformi in una retta.

L’infinità dell’Essere-Dio porta Cusano a sostenere che nulla si trova al di fuori di Lui, e che dunque anche gli opposti sono in Lui compresenti: Dio viene concepito pertanto come coincidentia oppositorum, cioè unione dei contrari. In Lui luce e tenebre, bianco e nero, donna e uomo, sostanza e non sostanza, sono identici. Dio è anche al di là del Vero e del Falso, dato che questi in Lui coincidono. Docta enim ignorantia de alta regione intellectus existens sic iudicat de ratiocinativo discursus. Grazie alla dotta ignoranza l’intelletto si innalza a giudice della ragione discorsiva. Cusano, Apologia doctae ignorantiae, h II, S. Cusano ricorreva a un semplice esempio per dare concretamente l’idea della coincidenza degli opposti, propria della dimensione dell’infinito, che è Dio.

Si immagini di avere una circonferenza. Provando ora a dare dei valori concreti, se r è 4, la circonferenza misurerà 8π. Si potrebbe continuare con ogni altro valore numerico. Nella metafisica di Nicola Cusano appare una visione dinamica dell’Essere, ripresa da Plotino, che supera quella statica del pensiero greco precedente. Per Cusano di conseguenza, poiché il mondo consiste in questo farsi dinamico di Dio, tutto è già contenuto in Lui. L’ordine fisico del cosmo è tutto implicito in Dio, poiché Egli è la complicatio di ogni realtà, ovvero racchiude la loro coesistenza e implicazione dentro di sè, nell’Uno.

E d’altra parte Egli ne diviene anche l’explicatio, cioè l’esplicazione in grande, in quanto si dispiega nelle realtà medesime, rimanendo comunque al di là di esse. Per spiegare questo mistero, egli fa l’esempio matematico dell’unità, che genera la molteplicità rimanendo sempre sé stessa. Un’altra nozione chiarificatrice introdotta da Cusano, collegata alle precedenti, è quella dell’universo come Dio contratto, dove il termine “contrazione” è acquisito da Duns Scoto, che lo definiva come il determinarsi di una sostanza comune, universale, in una realtà singola e specifica. Sai in che modo la semplicità divina è complicativa di tutte le cose. La mente è l’immagine di questa semplicità complicante.