Io ne ho viste cose… Dizionario delle citazioni cinematografiche PDF

Caratterizzati da notevoli capacità vocali evidenti nelle armonizzazioni delle canzoni e da io ne ho viste cose… Dizionario delle citazioni cinematografiche PDF spesso umoristici ma sempre di buon gusto, sono stati uno dei gruppi musicali italiani più longevi. Non cantare, spara sono entrati nella storia della televisione italiana.


Författare: Daniele Soffiati.

Di libri dedicati alle battute più famose della Settima Arte ne sono stati pubblicati a bizzeffe. Per la prima volta si potrà però sfogliare un vero e proprio “Dizionario delle citazioni cinematografiche”. Una raccolta enciclopedica completa, suddivisa in centinaia di voci dalla A alla Z, per soddisfare ogni tipo di curiosità legata ai propri film del cuore, dai grandi classici del passato agli ultimi straordinari successi della stagione in corso: capolavori, commedie, drammi, action-movies, pellicole d’essai. Daniele Soffiati, critico cinematografico e autore umoristico, ha creato uno strumento per tutti gli appassionati di cinema e per chiunque voglia divertirsi a ritrovare e scoprire le frasi celebri o i dialoghi più belli pronunciati sul grande schermo. Con un intervento di Pino Farinotti.

Il Quartetto Egie debuttò il 27 maggio 1940 al Teatro Valle di Roma, eseguendo la canzone Bambina dall’abito blu. Il visconte di Castelfombrone, con ancora Enrico Gentile nella formazione. Alla fine del 1942 Enrico De Angelis, Felice Chiusano e Virgilio Savona vennero chiamati alle armi, ma continuarono occasionalmente ad esibirsi. L’8 settembre del 1943 c’è da registrare la prima esibizione di Lucia Mannucci, allora cantante solista in ascesa e già fidanzata di Virgilio Savona, insieme al Quartetto Cetra: eseguirono insieme la canzone Dove siete stata nella notte del 3 giugno? Sempre nello stesso anno, il 14 luglio con un’insolita formazione, per l’assenza di De Angelis sostituito dal noto sceneggiatore Agenore Incrocci, il gruppo partecipò allo spettacolo ‘”Ritmi e canzoni” al Teatro Nuovo milanese, attirandosi le ire dei cronisti de Il Popolo d’Italia per l’apertura alla musica d’oltreoceano.

La loro carriera futura fu anche influenzata dalla loro idea di organizzare, nel 1950 nel locale Orientale di Alassio, una serie di serate tematiche animate da loro stessi, nelle quali il pubblico doveva partecipare indossando uno specifico abbigliamento. Lo stile iniziale del quartetto fu quello delle elaborazioni vocali jazz e swing, ispirato ai Mills Brothers statunitensi. Successivamente il gruppo trovò la propria formula, che combinava canzone e spettacolo: brani orecchiabili dai testi allegri ma con arrangiamenti raffinati, interpretati in scenette divertenti. Un grande pregio riconosciuto al Quartetto Cetra fu quello di saper combinare l’elevata professionalità con l’intrattenimento popolare. Come avvenuto per Carosello, intere frasi delle loro canzoni entrarono nell’immaginario collettivo, divenendo veri e propri modi di dire: basti ricordare “il pericolo numero uno: la donna!

L’anno successivo ottennero nuovamente successo con Dimmi un po’ Sinatra, scritta da Giacobetti su musica di Armando Trovajoli. Parteciparono poi al Festival di Sanremo 1954 presentando le canzoni Arriva il direttore, Canzoni alla sbarra, Cirillino-Ci, Piripicchio e Piripicchia, Un diario ed Aveva un bavero, che riscuote il successo maggiore e si classifica al sesto posto nella classifica finale. Sempre nel 1954 presentarono Troppi affari, cavaliere! Un disco dei Platters e Che centrattacco! Nel 1957 registrarono la versione italiana di Rock Around the Clock di Bill Haley, intitolata L’orologio matto, rivelandosi tra i primi in Italia a promuovere il rock and roll. Dopo quasi vent’anni di incisioni alla Cetra, nel 1959 passarono ad una casa discografica appena nata, la Dischi Ricordi, riproponendo oltre a nuovi brani anche reincisioni di vecchi successi.

Nel 1961 partecipa al Giugno della Canzone Napoletana. Nello stesso anno parteciparono a Un disco per l’estate 1965 con Se fossi Giulio Verne, che però venne eliminata. In RAI condussero tra il 1978 e il 1979 due edizioni di Buonasera con. Tra il 1979 e il 1984 lavorarono per Antenna 3 Lombardia, animando alcune parodie dei grandi classici della storia e della letteratura nell’ambito dei programmi Cetrarca e Il Bingoo. Nel 1984 sono ospiti del varietà televisivo Al Paradise, diretto da Falqui, dove presentano una fantasia dei loro successi.

1994 hanno ripercorso la storia del quartetto nel programma radiofonico Cetra Days, in onda ogni sabato mattina su Radiodue per 13 puntate, dalle 11 alle 12. In oltre quarant’anni il gruppo propose oltre un migliaio di canzoni, molte delle quali scritte dalla coppia Giacobetti-Savona. La canzone Crapa Pelada è stata citata nel numero 18 di Rat-Man Collection intitolato L’allievo, e utilizzata nell’episodio finale della terza stagione di Breaking Bad, intitolato Full Measure – Niente mezze misure. Vent’anni dopo, nel 2009, molti dei motivi lanciati dai Cetra sono stati ripresi dal gruppo di cabaret Oblivion. 2 febbraio 1947: Leva quella mano! 17 aprile 1950: Che farà Maria? 30 novembre 1955: Che t’ha portato la befana?

5 dicembre 1956: Canta il Quartetto Cetra nella commedia musicale ”Carlo, non farlo! Guccini riportata in Pierluigi Siciliani, La canzone jazzata, edizioni Zona, 2007, pag. Paolo Ruggieri, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol. Il racconto della nascita del brano fatto da Virgilio Savona si trova in Enrico De Angelis e Carlo Savona, Quartetto Cetra.