L’arte dell’attrazione in cucina PDF

La Biblioteca Apostolica Vaticana, una delle più antiche al mondo, contiene una delle più significative raccolte di l’arte dell’attrazione in cucina PDF. Si considerano biblioteche tanto le raccolte costituite da privati per uso personale quanto quelle costituite da enti privati e pubblici. In inglese si usa la parola library derivata dal latino liber, libro. Fonte: Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell’informazione, Milano 1985.


Författare: Valentina Marino.

Cucinare in due può essere un elisir d’amore e di erotismo. Un piatto di pollo allo zenzero può avere tutto un altro sapore se preparato col proprio partner e una torta al cioccolato può diventare il più potente afrodisiaco sul mercato. Ai fornelli ci si conosce meglio e in modo diverso, s’intuiscono desideri nuovi e si svelano gusti mai confessati prima. L’arte dell’attrazione in cucina è un ricettario, ma è anche il racconto di una vita a due attraverso trecento piatti da pensare, gustare, elaborare con o per la propria metà. Scoprirete che uno spaghetto alle vongole può rinfrescare un’afosa giornata di mezz’estate, e un antipasto in versione esotica può essere un rimedio perfetto per mettere fine a una discussione. Un dolcissimo viaggio per riscoprire i veri piaceri della vita.

Biblioteca statale: biblioteca creata dallo Stato, da cui dipende. In molti Paesi, tra cui l’Italia, sono classificate come biblioteche statali le tre tipologie seguenti: Biblioteche nazionali: biblioteche pubbliche che svolgono funzioni di particolare importanza in materia di catalogazione e organizzazione dei servizi bibliografici di un Paese. Biblioteca associata: biblioteca che fa parte di un sistema bibliotecario ma conserva autonomia gestionale e amministrativa. Biblioteca scolastica : biblioteca degli istituti d’istruzione primaria, secondaria di primo e secondo grado, riservata a studenti, docenti e personale in servizio nella scuola di riferimento. Biblioteca di famiglia: raccolta di opere e documenti bibliografici che formano il patrimonio di una famiglia e rappresentano gli interessi dei suoi componenti.

L’esistenza di biblioteche nelle città-stato del Vicino Oriente antico è documentata da numerose testimonianze e reperti archeologici. A Ninive gli archeologi hanno rinvenuto in una parte del palazzo reale di Assurbanipal 22. Abbiamo notizia di una biblioteca pubblica nell’Atene classica, fondata da Pisistrato intorno al 550 a. Tale informazione è tuttavia contestata dagli studiosi. La più celebre biblioteca dell’antichità è senza dubbio la Biblioteca di Alessandria, in Egitto, creata nel III secolo a. Anche a Roma esistevano grandi biblioteche, inizialmente private, come quelle famose di Attico e di Lucullo. La crisi che pervase il mondo occidentale dopo la caduta dell’impero romano interessò anche le biblioteche.

La prima testimonianza medievale di una nuova biblioteca riguarda quella creata nel 550 da Cassiodoro nel Vivarium di Squillace in Calabria. Nel Mediterraneo orientale, invece, le biblioteche continuavano a fiorire, innanzitutto la Biblioteca Imperiale o Palatina di Costantinopoli. Poi vi erano le biblioteche patriarcali, specializzate in testi cristiani, ed anche in questo ambito quella di Costantinopoli era la più importante. La formazione di grandi raccolte librarie riprese in Occidente con la rinascita carolingia, grazie soprattutto all’espansione dei monasteri benedettini. I frati impiegavano molto del loro tempo negli scriptoria, atelier di copiatura dei manoscritti associati alle biblioteche monastiche. La diffusione dei libri miniati fu uno stimolo notevole alla creazione di raccolte librarie presso le corti europee, come la biblioteca di Luigi IX.

Il Rinascimento fu l’epoca determinante per la nascita delle biblioteche in senso moderno. Accanto alle biblioteche “laiche” si svilupparono anche biblioteche ecclesiastiche. La più importante di esse è certamente la Biblioteca Apostolica Vaticana, fondata da papa Sisto IV nel 1475. Determinante per la nascita di grandi biblioteche fu l’invenzione della stampa, che verso la fine del XV secolo moltiplicò il numero e la disponibilità dei volumi, in quanto ridusse il costo della produzione libraria. Fuori d’Italia le più importanti biblioteche rinascimentali furono la Biblioteca Palatina di Heidelberg e la Biblioteca Corviniana di Budapest, poi smembrate. Nel XVI secolo la diffusione delle prime case editrici, soprattutto a Venezia, ad Amsterdam, a Lione, a Lipsia, favorì la circolazione degli esemplari delle opere in tutta Europa e quindi la loro raccolta nelle biblioteche. Vi erano poi importanti collezioni private di personaggi famosi, come Mazzarino e Richelieu, alla morte dei quali le raccolte confluivano nelle biblioteche pubbliche.