L’esercizio dell’anima PDF

Quest’oggi, disse, io taglierò i miei capelli e tu i tuoi, se morirà questo nostro ragionamento e non l’esercizio dell’anima PDF capaci di richiamarlo in vita. Archita da Taranto, ma anche l’assenza di esplicite intenzioni pedagogiche che spinge a ritenere il dialogo precedente alla fondazione dell’Accademia. Critone, facoltoso cittadino ateniese, amico e allievo di Socrate nonché protagonista del dialogo omonimo. Ermogene, Epigene, Eschine, Antistene, Ctesippo di Peania, Menèsseno, Fedonda di Tebe, Euclide e Terpsione di Megara.


Författare: Isabella De Acutis.

La storia personale di chi ha combattuto e superato l’anoressia grazie anche al supporto di discipline dell’anima come la meditazione e lo yoga. Ritrovare la gioia e la voglia di vivere superando ogni dolore.

Echecrate, membro della scuola pitagorica di Fliunte, chiede a Fedone di narrare a lui e ai suoi allievi le ultime ore di Socrate, poiché le notizie giunte da Atene al riguardo sono poche e vaghe. Fedone, presente al momento dell’esecuzione, accetta di buon grado, e inizia a narrare ciò che accadde quel giorno, riportando i discorsi intrattenuti da Socrate con i due filosofi tebani Simmia e Cebète. Appresa la notizia dal messo degli Undici, Critone, Fedone e gli altri allievi della cerchia socratica si riuniscono attorno al maestro in carcere, per passare insieme a lui le ultime ore. Continuando nella risoluzione del precedente paradosso, la morte è intesa come separazione dell’anima dal corpo. Il filosofo non si cura del corpo e dei suoi piaceri, ma ambisce al perfetto sapere, che appartiene solo all’anima. Con questa prima dimostrazione generale si conclude quella che è la prima parte del dialogo. La dimostrazione di tale tesi è portata avanti con molta attenzione dal filosofo, così da persuadere completamente i suoi due interlocutori.

Il discorso di Socrate sulla morte come distacco dell’anima dal corpo viene accettato di buon grado dai due tebani. Tuttavia, ciò che ancora non li convince è l’effettiva immortalità dell’anima una volta uscita dal corpo. Come afferma infatti Cebète, gli uomini temono che, nell’atto medesimo in cui ella si distacca dal corpo e ne esce, subito come soffio o fumo si dissipi e voli via. Socrate inizia ad argomentare la propria tesi, proponendo tre prove. Anzitutto, Socrate mostra come ogni cosa tragga origine dal proprio contrario.