L’estate sta finendo, l’amore no PDF

Appartiene a una stirpe di pastori protestanti, è primogenito di Carl Ludwig Nietzsche, reazionario monarchico già precettore alla corte di Altenburg, e di Franziska Oehler, figlia anche lei di un pastore l’estate sta finendo, l’amore no PDF. Gustav Krug e Wilhelm Pinder, i suoi primi amici ognuno dei quali proveniva da famiglie di tutto rispetto. In casa apprende la musica e il canto.


Författare: Cloe Incanto.

Nel 1854 ha iniziato a frequentare il Domgymnasium di Naumburg, ma già distintosi per le sue non comuni doti intellettuali, avendo mostrato particolari talenti sia in musica sia nel campo linguistico, viene ammesso come allievo a Schulpforta, un complesso collegiale riconosciuto a livello internazionale. Landesschule di Pforta come interno beneficiante di una borsa di studio ecclesiastica. Nel 1860 insieme agli amici Krug e Pinder che lo avevano raggiunto per studiare anche loro a Pforta, fonda l’associazione Germania, con la quale si propone di sviluppare i suoi interessi letterari e musicali. Frequenta anche il vecchio poeta bohémien Ernst Ortlepp, un ex allievo di Pforta che ora vive gironzolando nei dintorni. Nel 1865 si iscrive all’Università di Lipsia per continuare a seguire le lezioni di filologia classica di Friedrich Ritschl, già suo insegnante a Bonn.

Man verspricht uns eine Selbstbiographie Richard Wagner’s: wer zweifelt daran, dass es eine kluge Selbstbiographie sein wird? Ci viene promessa un’autobiografia di Richard Wagner: chi dubita che sarà un’autobiografia avveduta? Ich bin kein Mensch, ich bin Dynamit. Io non sono un uomo, sono dinamite. Nel frattempo scrive La visione dionisiaca del mondo, abbozza La tragedia e gli spiriti liberi e un dramma intitolato Empedocle, in cui vengono anticipati con molta chiarezza molti dei temi che verranno in seguito ripresi nelle opere della maturità. Gli viene riconosciuta una modesta pensione che costituirà, da quel momento in poi, l’unico suo reddito. Nietzsche si è spostato spesso da un luogo all’altro per trovare climi che potessero essere più favorevoli per la sua salute cagionevole e visse così fino al 1889 come autore indipendente in diverse città.

Nel 1881, quando la Francia occupò la Tunisia, aveva intenzione di recarsi a Tunisi per vedere l’Europa da fuori, ma poco dopo ha abbandonato una tale idea, probabilmente per motivi di salute. Occasionalmente tornò a Naumburg per visitare la sua famiglia, e, soprattutto in questo periodo, lui e la sorella continuarono ad avere periodi di conflitto e di ripetute riconciliazioni. Durante la Pasqua del 1882 incontra a Roma, tramite la comune amica e nota scrittrice femminista Malwida von Meysenbug, Lou von Salomé una giovane studentessa russa in viaggio d’istruzione attraverso l’Europa. Questo incontro, proseguito poi attraverso due anni di intensi scambi affettivi e culturali, è molto particolare, in quanto si tratta di una delle rare esperienze sentimentali-affettive di Nietzsche con una donna di cui si abbia conoscenza. Nietzsche morirono per una malattia cerebrale non identificata. Secondo alcuni, in un ambito meno medico e più filosofico, la causa che lo spinse al crollo fu l’enorme sforzo creativo cui si sottopose negli anni precedenti. Nei primi tempi pare abbastanza lucido, ma irritabile e senza più interesse per la filosofia e la scrittura, che pare non comprendere.

Elisabeth Förster Nietzsche ritorna dal Paraguay nel 1893 e decide di occuparsi del fratello e della sua opera. I giorni di Nietzsche a Torino”, di J. Quanto la malattia abbia influenzato il pensiero filosofico di Nietzsche è materia di discussione fra gli studiosi da sempre. La natura della sua follia rimane ancora parzialmente un mistero, data la plausibilità di tutte le ipotesi. Wer mit Ungeheuern kämpft, mag zusehn, dass er nicht dabei zum Ungeheuer wird. Und wenn du lange in einen Abgrund blickst, blickt der Abgrund auch in dich hinein. Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro.

La filosofia di Nietzsche prende le mosse dal suo complesso retroterra culturale, specialmente di filologo classico, ammiratore della tragedia greca e poi entusiasta estimatore della nuova musica post-romantica di Wagner, della quale si fa promotore sul piano estetico e filosofico, scorgendo in essa una spinta per la rinascita dello spirito tedesco. Fondamentale per la formazione del giovane Nietzsche è altresì la lettura, nel 1866-67, de Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer, incontro definito dal filosofo “caso divino”. Lo stesso argomento in dettaglio: Spirito dionisiaco e Spirito apollineo. Ne La nascita della tragedia, Nietzsche individua per la prima volta in Socrate il corruttore della tragedia attica, e nella sua influenza sul tragediografo Euripide l’origine del prevalere dello spirito apollineo su quello dionisiaco, espresso dalla vecchia tragedia di Sofocle ed Eschilo. Altrettanto forte è l’avversione di Nietzsche nei confronti di Platone, che egli considera autore di una concezione del mondo fondata sull’idealità metafisica e sul disprezzo nei confronti della realtà tangibile. I grandi valori della cultura occidentale, quali la verità, la scienza, il progresso, la religione, sono così da smascherare nella loro mancanza di fondamento e nella loro natura di mera finzione.

C’è nell’uomo una sostanziale paura verso la creatività della vita e la volontà di potenza, che produce valori collettivi sotto la cui giurisdizione la vita viene disciplinata, regolata, schematizzata. Un tale nichilismo è tuttavia soggetto, nelle opere di Nietzsche, a una caratterizzazione più profonda e problematica, che egli giunge a delineare in due aspetti fondamentali. L’uomo, per Nietzsche, ha dovuto illudersi per dare un senso all’esistenza, in quanto ha avuto paura della verità, non essendo stato capace di accettare l’idea che “la vita non ha alcun senso”, che non c’è nessun “oltre” di essa e che va vissuta con desiderio e libero abbandono pieno di “fisicità”. La mancanza, però, di un senso metafisico della vita e dell’universo fa rimanere l’uomo nel nichilismo passivo, o disperazione nichilista. Nel primo testo filosofico di Nietzsche La nascita della tragedia del 1872, che è anche una messa a fuoco della sua cultura classica e della mitologia greca, egli concentra la sua attenzione sulle origini del teatro nell’antica Grecia. Il “dionisiaco” gioca dialetticamente con il proprio contraltare, l'”apollineo”, ovvero l’armonia delle forme e del vivere.

Quando Dioniso vive è Apollo a dormire, viceversa quando Apollo si rappresenta ed è in superficie, Dioniso è “sotterraneo”. Il dionisiaco è un continuo ciclo “vita-morte-vita”, attraverso il quale tutte le arti sono state create e si sono modificate. L’apollineo è la luce del giorno razionalizzata nell’arte plastica degli scultori dell’epoca classica. Molto complesso è lo studio che il filologo Nietzsche fa delle arti greche e della tragedia in particolare. Nella parola come sempre Nietzsche ricerca la chiave per l’interpretazione della realtà e per portare in luce ciò che i concetti hanno di arcano dentro. Ma come la tragedia ebbe origine dalla musica, Nietzsche auspica che allo stesso modo possa rinascere. Meine Freunde, ihr, die ihr an die dionysische Musik glaubt, ihr wisst auch, was für uns die Tragödie bedeutet.

Alles hoffen und das Schmerzlichste vergessen! Amici miei, voi che credete nella musica dionisiaca, sapete anche che cosa significhi per noi la tragedia. Secondo Nietzsche la decadenza è il rifiuto dell’amore per la vita e della creatività, della spontaneità del vivere naturale e nello stesso tempo “tragico”, dunque dello spirito dionisiaco. Per lui colui che per primo ha condizionato negativamente la civiltà occidentale verso questo annullamento della vita è stato Socrate: l’errore di Socrate è di aver sostituito alla vita il pensare alla vita e la conseguenza di ciò è il non-vivere. Socrate ritiene che la ragione sia l’essenza dell’uomo e che le passioni, residuo di animalità, possano e debbano essere dominate.

Per Socrate una vita fondata sulla ragione è una vita felice, mentre una vita dominata dalle passioni è destinata a dolorosi conflitti e turbamenti. Perciò l’uomo cristiano, al di là della propria maschera di serenità, è psichicamente tormentato, nasconde dentro di sé un’aggressività rabbiosa contro la vita ed è animato da risentimento contro il prossimo. Nietzsche è polemico contro il Cristianesimo, in quanto religione dei poveri di spirito, fondata sul risentimento e sulla cattiva coscienza. Ich beschwöre euch, meine Brüder, bleibt der Erde treu und glaubt Denen nicht, welche euch von überirdischen Hoffnungen reden! Giftmischer sind es, ob sie es wissen oder nicht.

Verächter des Lebens sind es, Absterbende und selber Vergiftete, deren die Erde müde ist: so mögen sie dahinfahren! Vi scongiuro, fratelli, restate fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Essi sono degli avvelenatori, che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure!