L’immagine dell’altro. Le origini della sociologia criminale in Italia PDF

La sociologia è una scienza relativamente nuova rispetto ad altre scienze sociali, comprese economia, scienza della politica, scienze etnoantropologiche, psicologia. Il termine “sociologia” l’immagine dell’altro. Le origini della sociologia criminale in Italia PDF però coniato da Auguste Comte, che sperava di unificare tutti gli studi sull’uomo, includendo storia, psicologia ed economia.


Författare: Fabiano Mauro.

Questo lavoro costituisce un approfondimento specifico di un settore di studi della storia della sociologia italiana: quello inerente la nascita e lo sviluppo della sociologia criminale, in modo da esplorarne le concettualizzazioni più rilevanti e gli approfondimenti di natura empirica. Si è cercato di indagare «in profondità» da dove provengano storicamente le acquisizioni teoriche e metodologiche dei più rilevanti personaggi che ne hanno costruito le linee direttrici: Cesare Lombroso, Enrico Ferri, Scipio Sighele, Alfredo Niceforo. Oltre agli studi degli appartenenti alla Scuola positiva, è stata aggiunta l’opera di Enrico Morselli inerente lo studio comparato del suicidio, sia perché attinente alla materia, sia perché ha costituito un punto di riferimento costante per la sociologia positivista del tempo in Italia. I problemi affrontati, oltre ad esplorare le intrinseche costruzioni concettuali, anche di tipo linguistico, elaborate in questo specifico settore sociologico, hanno riguardato essenzialmente sia la relazione esistente fra gli studi condotti da questi autori e il mondo scientifico internazionale, sia la funzione che la scoperta dell’«Altro», il criminale, il delinquente, il pazzo, e la costruzione di una sua immagine, hanno avuto nel fornire strumentazioni concettuali ed empiriche per una sua identificazione, mediante segni determinati.

In realtà, la sociologia non superò le altre scienze sociali ma divenne una di queste, con i suoi propri oggetti, argomenti e metodi. Oggi la sociologia studia le organizzazioni umane e le istituzioni, utilizzando largamente il metodo comparativo. La disciplina si è applicata in particolare alle società industriali complesse. Nel contesto italiano di sviluppo delle scienze sociali e, della sociologia in particolare, si manifestano delle opposizioni alla prima fondazione della disciplina, sostenute dalla filosofia speculativa in accordo con le tendenze antiscientifiche maturate dalla critica serrata al positivismo e all’evoluzionismo, per cui una tradizione progressista fatica ad affermarsi. In Italia, sebbene fossero presenti in diverse università italiane alcuni importanti sociologi, la prima facoltà di sociologia venne aperta soltanto nel 1962 all’Università di Trento.

L’evoluzione della Facoltà di Sociologia di Trento è anche emblematica del ruolo che il sociologo occupava nell’immaginario collettivo italiano degli anni sessanta. Si riteneva che la sociologia, più che uno strumento di interpretazione scientifica della società, fosse in realtà uno strumento per il cambiamento della società stessa. Nel maggio del 1965 gli studenti di quello che si chiamava ancora Istituto superiore di scienze sociali, occuparono per la prima volta la facoltà per protestare contro il progetto di trasformare l’Istituto in una facoltà di Scienze politiche autorizzata a rilasciare una laurea ad indirizzo sociologico. L’onda si muove in avanti, ma resta immobile la massa d’acqua di cui essa è composta. La stessa particella non s’innalza dal fondo fino alla cima. La sua unità è solo fenomenica.

La sociologia è una scienza emersa nel XIX secolo come risposta accademica ai cambiamenti della modernità: quanto più il mondo diventava piccolo ed integrato, tanto più l’esperienza delle persone del mondo diveniva parcellizzata e dispersiva. La sociologia è essenzialmente una scienza applicata, anche se la sua vicinanza con la filosofia mantiene al suo interno un vasto dibattito teorico simile a quello specifico delle scienze filosofiche. Questa seconda parte rappresenta la porzione applicativa della sociologia, quella che maggiormente l’avvicina alle scienze naturali ma soprattutto quella che ha prodotto, necessitando però di una “cassetta degli attrezzi” che le permetta di osservare e rilevare la realtà dei fenomeni che intende studiare. L’esempio emblematico degli strumenti del primo tipo è il questionario, usato nei sondaggi e nei censimenti, esempi paradigmatici degli strumenti del secondo tipo sono il colloquio, il racconto biografico e l’osservazione. La sociologia non è una scienza unitaria, e molti esperti spesso non sono d’accordo sui presupposti dai quali far partire la propria analisi sociale, giungendo a conclusioni anche fortemente discordanti.