L’orto in cucina PDF

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Författare: Federica Pasqualetti.

L’industrializzazione e la frenesia del mondo moderno, insieme alla carenza di spazi e alle nuove abitudini alimentari e sociali, hanno portato a far quasi scomparire la tradizione di coltivare il “piccolo orto di casa”: oggi è per tutti più semplice andare in un supermercato e acquistare verdure già raccolte, a volte anche già pulite e pronte all’uso. L’uomo moderno, ormai troppo cittadino, sembra aver completamente dimenticato la sua naturale predilezione alla coltivazione, all’interazione e alla collaborazione con la natura. Eppure l’agricoltura ha fondato la nostra società e con le sue grandi potenzialità l’ha resa indipendente, autosufficiente e autonoma. Poi la scoperta delle potenzialità delle vitamine e il dilagare del problema del colesterolo sono arrivati a ricordarci l’importanza di consumare verdure. Con questo volume Federica Pasqualetti ci invita a ritornare ai ritmi e alle sensibilità naturali, per gustare verdure e ortaggi come mai, forse, si è fatto.

Portogallo, caratterizzata dalla storia del paese fatta di incontri con culture e tradizioni diverse. Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Portogallo. La posizione geografica del Portogallo, e la sua conformazione fisica, sono stati elementi essenziali per lo sviluppo della cucina portoghese. La pianura a sud del paese, i grandi pascoli, e le zone boschive, rappresentano l’habitat ideale per la selvaggina, una grande fonte di cibo. L’agricoltura e l’oceano Atlantico sono altre due risorse fondamentali. Le zuppe, sono un primo fondamentale nella tradizione portoghese, e spesso formano da sole un pasto. I portoghesi, creano delle zuppe speziate e spesso accompagnate dal pane.

Il paese occupa il primo posto in Europa per il più alto consumo di pesce pro capite, ed è tra i primi quattro nel mondo. Un posto speciale nella cucina portoghese è occupato dal baccalà, il pesce più consumato in Portogallo. Per la maggior parte, il merluzzo bianco viene utilizzato essiccato e salato, come vuole la tradizione peschereccia portoghese del Nord Atlantico, che sviluppò questa tecnica prima dell’invenzione dei frigoriferi, permettendo al pesce di mantenersi più a lungo. Nella cucina portoghese si usa sia carne rossa sia carne bianca. Alcuni piatti sono un insieme di carne e di pesce.

Alcune carni vengono usate come addensanti per i dolci. La carne è anche usata per le zuppe e gli stufati. In passato, in Portogallo, mangiare carne e pollame quotidianamente era un privilegio delle classi superiori. Nel medioevo, trovare carne a tavola era un evento che si verificava solo in casa di un nobile. Nel rinascimento un piatto particolare, che consiste in un arrosto di bue guarnito con del pollo, faceva da antipasto ai banchetti regali. Le Tripas à moda do Porto è un piatto a base di trippa, guarnita con fagioli bianchi.

Esistono diverse ipotesi sull’origine di questa pietanza. Un’ipotesi è che sia originaria del 1415, anno in cui la città di Porto si privò delle sue provviste di carne per rifornire coloro che andavano in missione in Nord Africa, alla conquista della città di Ceuta. La Carne de porco à alentejana è un piatto popolare. Nonostante il nome, la portata è originaria della regione dell’Algarve e non dell’Alentejo. Questo piatto consiste in carne di maiale cotta in padella con le vongole.

La Alheira è una salsiccia originaria del Tràs-os-Montes. Viene servita assieme a patate fritte o uova fritte e, oltre alla carne tritata, contiene al suo interno una grande quantità di aglio triturato. Altro piatto tipico a base di carne rossa è il Sarrabulho, originario della regione Alentejo. La carne viene tagliata a pezzetti, i quali vengono fatti marinare nel vino rosso e poi cotti e vi si aggiungono verdure e spezie. Il piatto viene accompagnato dal pane e, se si vuole, si può aggiungere una foglia di menta e una fetta d’arancia. Altra specialità portoghese è l’Alcatra, pietanza originaria delle Azzorre.

Il pollame in passato era considerato un cibo di alta qualità. Il tacchino, era il protagonista dei pranzi natalizi, delle cerimonie e dei banchetti. Nel periodo natalizio, i contadini portavano i loro tacchini alla periferia di Lisbona, per venderli nelle strade. Prima di ucciderli, gli animali venivano forzati ad ingerire del brandy, perché li tranquillizzava e rendeva la loro carne più tenera e saporita.