La diversità culturale PDF

Jump to navigation Jump la diversità culturale PDF search Il termine multiculturalismo, entrato nell’uso comune verso la fine degli anni ottanta, identifica una società in cui più culture, anche molto differenti l’una dall’altra, convivono mantenendo ognuna la propria identità. Casa con elementi di persone provenienti da diversi paesi, tra cui russi e tedeschi, a Carambeí, nel sud del Brasile, una città per la maggior parte di origine olandese.


Författare: Ulf Hannerz.

Condannati all’omologazione o arroccati nei propri localismi: quanto diversi possiamo essere per diventare più uguali nella dignità.

Il Canada e l’Australia hanno elaborato sistemi normativi ed istituzionali che inseriscono tra i principi basilari della nazione il rispetto per la diversità culturale. Per quanto concerne l’Australia non vi è un vero e proprio Multiculturalism Act, ma ci sono delle politiche che riguardano le “misure intraprese per far fronte alla diversità” culturale che contraddistingue il paese “nell’interesse dell’individuo e della società nel suo insieme”. Per quanto riguarda l’Europa, la Gran Bretagna ha adottato delle misure nel corso degli anni per creare coesione sociale in una delle società con la più vasta diversità culturale, ma non ha mai implementato un vero e proprio sistema normativo improntato al multiculturalismo come sistema sociale basato su differenti culture interagenti e comunicanti tra loro. La Francia non ha mai adottato delle vere e proprie politiche multiculturali, la prima volta che un governo ha istituito un ministero per l’Immigrazione, l’Integrazione, l’Identità nazionale e il Co-sviluppo è stato nel 2007 sotto la presidenza Sarkozy. Il Belgio, che ha tre lingue ufficiali, ha effettivamente implementato delle politiche per il riconoscimento delle minoranze etniche e per l'”interculturalismo”. Ma anche le sue componenti: v.

MARGIOTTA BROGLIO, Introduzione ai lavori della tavola rotonda, in Laicità e dimensione pubblica del fattore religioso. Studi e prospettive, a cura di R. Zygmunt Bauman, Voglia di comunità, Editori Laterza, Bari, 2001. Giovanni Sartori, Pluralismo, multiculturalismo e estranei: saggio sulla società multietnica.

Interpretare la differenza, Liguori, Napoli 2002. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 27 nov 2018 alle 14:06. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. La diversità biologica o biodiversità in ecologia è la varietà di organismi viventi, nelle loro diverse forme, e nei rispettivi ecosistemi. Essa comprende l’intera variabilità biologica: di geni, specie, nicchie ecologiche ed ecosistemi. Le specie descritte dalla scienza sono in totale circa 1,75 milioni, mentre il valore di quelle stimate oscilla da 3,63 a più di 111 milioni. Tuttavia queste stesse stime risultano incomplete, in quanto nuove specie vengono scoperte e aggiunte continuamente al totale generale.

Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per biodiversità entro un determinato ambiente si intende la varietà di organismi viventi in esso presenti. Può essere descritta in termini di geni, specie ed ecosistemi. L’anno 2010 è stato dichiarato dall’ONU l’Anno internazionale della biodiversità. Il decennio 2011-2020 è stato dichiarato Decennio della Biodiversità.

Il termine biodiversità deriva dal greco bios che significa vita, e dal latino diversitas che significa differenza o diversità. Come traduzione alternativa si potrebbe proporre biovarietà o varietà della vita presente sul pianeta. Il termine biodiversità si è ormai consolidato e viene comunemente utilizzato nei diversi ambiti scientifici e culturali. La biodiversità ha influenze anche nelle produzioni agrarie dell’uomo. Le diverse caratteristiche biologiche che consentono agli alberi di adattarsi alle varie condizioni climatiche determinano le caratteristiche specifiche dei vari legni per cui alcuni legni sono maggiormente usati in edilizia, altri nell’industria mobiliera o nella liuteria, nell’aeromodellismo, nelle costruzioni navali, come legna da ardere etc. Di conseguenza esistono vari e importanti motivi per mantenere un’elevata biodiversità sia a livello nazionale che locale. La perdita di specie, sottospecie o varietà comporta infatti una serie di danni.

Il cambiamento climatico ha un effetto negativo sulla biodiversità. Di contro, il mantenimento di ecosistemi sani aiuta a mitigare gli effetti estremi dovuti al clima. Più genericamente si può dire che la presenza di una ricca varietà di specie in un ambiente ne aumenta la sua resilienza, ossia la sua capacità di tornare “a posto” dopo avere subito uno stress. Con la moderna agricoltura, a causa dell’uso massiccio di poche varietà standard di sementi, sta diminuendo la biodiversità alimentare. L’importanza della biodiversità è data principalmente dal fatto che la vita sulla Terra, compresa quella della specie umana, è possibile principalmente grazie ai cosiddetti servizi forniti dagli ecosistemi che conservano un certo livello di funzionalità. La diversità biologica, quindi, è considerata a tutti i livelli ed include non solo la varietà delle specie e sottospecie esistenti, ma anche la diversità genetica e la diversità degli ecosistemi.