La madre della filosofia. L’inganno consueto PDF

Prima del fatto, da prima, a priori. Ci sia il corpo, ci la madre della filosofia. L’inganno consueto PDF documentato motivo. Complesso dei caratteri esteriori che contraddistinguono una specie vegetale o animale.


Författare: Fabio Botto.

Il nichilismo costituisce uno dei problemi centrali del tempo presente. L’autore di questo lavoro ha voluto affrontarlo utilizzando in modo originale l’ottica “immaginale” di James Hillman, a partire da alcune domande fondamentali. Osservando in trasparenza le principali interpretazioni del nichilismo, è ancora possibile sostenere che la civiltà occidentale, nel suo complesso. doveva necessariamente divenire la “terra del Nulla”? In quale misura i fondazionismi metafisici che hanno costituito la strada maestra della storia occidentale hanno rappresentato l’altra faccia di un bimillenario processo di rimozione dell’immaginazione e dei suoi prodotti?

L’ha detto lui in persona, proprio lui. Le cose che devono essere lette. A partire dagli anni Settanta e Ottanta del Novecento si è diffusa un’idea bipartita oppure tripartita delle tendenze poetiche della prima metà del secolo. Pound, Eliot, Joyce, Woolf sono considerati i maestri indiscussi di tale tendenza.

Preciso subito che, per quanto mi riguarda, un uso generico e indifferenziato del termine mi sembra poco produttivo, mentre esso mi sembra acquisti senso e valore se riferito alla rottura primonovecentesca e alla nuova cultura determinata dalla rivoluzione epistemologica di fine secolo. Come definire, per esempio, la ricerca di Tozzi, Pirandello, Svevo? Come gli autori di avanguardia, anche i modernisti non possono prescindere dalla rottura epistemologica di fine Ottocento e inizio Novecento rappresentata in modi diversi da Nietzsche, Bergson, Freud. Condividono dunque con loro il clima culturale, ma poi se ne differenziano per soluzioni artistiche e ideologiche. D’altronde, all’inizio del nuovo secolo, la separazione dal passato è assai più netta fra i modernisti che fra gli adepti del futurismo. Marinetti e i suoi sono infatti largamente debitori della cultura ottocentesca su tre punti fondamentali: 1.

Se assumiamo come esemplare la linea crepuscolari-Sbarbaro-primo Montale, allargandola a Rebora e Palazzeschi, la coscienza della separazione dal passato si annoda a due questioni strettamente intrecciate fra loro: la consapevolezza della crisi dei fondamenti e della fine del senso che ne deriva e la coscienza del declino del tradizionale ruolo protagonistico del poeta come vate, maestro e profeta o comunque come distributore di ideologie complessive. In Rebora l’estraneità al significato e, nondimeno, il bisogno di esso sono suggellati nel doppio settenario e non muore e vorrebbe, e non vive e vorrebbe di O carro vuoto sul binario morto. Il soggetto di questa frase rimanda al ciel, cioè a un valore che trascenda la contingenza, al significato generale della vita. Ma la linea crepuscolari-Sbarbaro-primo Montale si caratterizza anche per altre due tematiche che discendono immediatamente da tali assunti: il senso di esclusione e di estraneità rispetto alla società e alla natura e la conseguente opzione per l’atonia, l’indifferenza, il sonnambulismo.

Dal quadro appena tracciato è possibile forse provare a dedurre qualche conclusione provvisoria. Anzitutto il modernismo non è un movimento né tanto meno una scuola omogenea e unitaria. In secondo luogo il modernismo in poesia si distingue nettamente non solo dal classicismo carducciano ma anche dal simbolismo decadente. Nasce anzi in polemica con tutti i maestri fin de siècle. Tuttavia si distingue con altrettanta nettezza anche dalla avanguardia futurista e poi da quella surrealista, di cui rifiuta la poetica dell’immediatezza e la pratica dei manifesti e del lavoro di gruppo. In terzo luogo la rottura più radicale con la tradizione ottocentesca non è quella, apparentemente più drastica, dei futuristi, ma l’altra, più sobria, dei modernisti, che, pur guardandosi bene dal fare tabula rasa del passato, esprimono in modo più netto la crisi dei fondamenti del significato e il senso di estraneità e di spaesamento dell’artista moderno agli inizi del secolo.