La speleologia per grandi e piccini. Le grotte delle Apuane PDF

Sono le Alpi Apuane”, mi fu spiegato. Ammirai a lungo lo spettacolo inconsueto che mi faceva pensare, non so perché, alla creazione del mondo: terre ancora da plasmare che emergevano da un vuoto sconfinato, color dell’incendio. L’aggettivo “apuane” è legato alla popolazione dei Liguri Apuani, i quali popolavano una parte dell’Appennino ligure e tosco-emiliano e le Alpi Apuane nell’epoca dell’Italia preromana. Strabone li chiamava Lunae montes, cioè “monti della luna”, Dante Alighieri Monti di Luni, antica città romana in la speleologia per grandi e piccini. Le grotte delle Apuane PDF di La Spezia.


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Per quanto riguarda il concetto di “alpi”, è un appellativo usato per descrivere montagne difficili da scalare. Viene ufficializzato nella regione con l’istituzione della Repubblica Cisalpina nel 1798. Felice Giordano nel 1868, durante una delle prime adunate del Club Alpino Italiano a Firenze dice che “Il nome di Alpi sta bene invero a questa giogaia che proietta nel cielo un profilo scabro, straziato e irto di picchi alti”. Secondo altri, il nome “Apuane” è da riferirsi alla città che un tempo era chiamata Apua e che oggi potremmo identificare con Pontremoli. I Liguri-Apuani furono i primi ad abitare la regione delle Alpi che da loro prendono il nome.

I loro primi insediamenti risalgono al V secolo a. Il secolo scorso è stato caratterizzato da un grande spopolamento delle zone territoriali di quello che oggi è in gran parte il Parco delle Alpi Apuane. La catena delle Alpi Apuane si differenzia dal vicino Appennino per la sua morfologia aspra e incisa, da cui appunto l’appellativo di Alpi. 1800 metri in meno di 7 km. Massa, Forte dei Marmi e poi interrotta dal monte Gabberi, per poi tornare a vedere la costa di Viareggio, Camaiore, Livorno e poi Pisa con il suo duomo e la torre pendente, visibili solo però in una giornata limpidissima e soleggiata. Retignano e Volegno e numerose cave di marmo.

Sono distinguibili due maggiori unità tettono-metamorfiche, l’unità di Massa e l’unità delle Apuane. La prima affiora principalmente nella porzione più occidentale della catena ed è costituita dal basamento paleozoico e dalla successione metasedimentaria triassica che ha sperimentato un grado metamorfico superiore rispetto all’unità delle Apuane. L’unità delle Apuane consiste anch’essa in un basamento paleozoico al di sopra del quale giace in discordanza angolare la sequenza metasedimentaria triassico-oligocenica. Dal punto di vista tettonico le Alpi Apuane sono molto complesse e le strutture deformative sono attribuibili a due fasi principali. La fase D1 rappresenterebbe l’impilamento delle falde metamorfiche ed è definita da una foliazione di piano assiale di pieghe isoclinali a scala da centimetrica a chilometrica. Un’importante caratteristica della catena apuana è la massiccia presenza di grotte carsiche e di morfologie tipiche del carsismo. Le Alpi Apuane rappresentano infatti una delle aree carsiche più importanti d’Italia: vi si contano quasi 1000 grotte.

Tra le 50 grotte più profonde della penisola, 17 sono apuane, così come tra le 50 più estese in lunghezza, 8 sono apuane. Il carsismo rappresenta uno dei processi geologici più conosciuti per la capacità di dare vita a forme e paesaggi spettacolari. Nella catena apuana non sono presenti laghi naturali poiché l’accentuato carsismo e l’acclività dei versanti non favoriscono il ristagno di acque superficiali. Tuttavia sono presenti 5 laghi artificiali ottenuti dallo sbarramento di corsi d’acqua e volti alla produzione di energia idroelettrica. Fociomboli, nel versante settentrionale del monte Corchia. La geomorfologia della catena influenza notevolmente il clima delle Apuane e delle aree circostanti.