La stanza delle ombre malvagie PDF

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Författare: Jerry Kramsky.

Inferno è il termine con il quale si è soliti indicare il luogo di punizione e di disperazione che, secondo molte religioni, attende, dopo la morte, le anime degli uomini che hanno scelto in vita di compiere il male. Il termine “inferno” viene tuttavia comunemente relazionato alla nozione propria di alcune religioni, come le religioni abramitiche, ovvero al luogo di “punizione” e di “disperazione”. Diversamente, il termine “inferi” indica comunemente quel luogo, come l’Ade greco, ove si collocano le ombre dei morti. L’Inferno è un concetto presente in un gran numero di culture precristiane, cristiane e non cristiane.

In tal senso il concetto di tentatore, o demonio, e il concetto stesso di male sono intrinsecamente legati. Il tentatore della religione cristiana, o divinità negativa, solitamente genera, con il suo operato, tanto l’Inferno, quanto le condizioni che vi trascinano i viventi abbruttendo le loro scelte morali. Con il passare dei secoli, si nota una sempre più netta distinzione tra principio divino positivo, costruttivo e misericordioso, e il principio demoniaco, negativo, distruttivo e, quasi sempre, ingannatore. Il male è una creatura superiore all’uomo che si è pervertita. Nella sua superiorità è dunque pericolosissima, ma in quanto creatura e non divinità non è imbattibile a chi abbia il favore di Dio accanto. Le religioni monoteiste, che oggi sono le più professate al mondo, affondano le loro radici negli antichi culti Accadici, Semitici, Caldei e Assiro-Babilonesi.

La cosmogonia e la cosmologia delle 3 grandi religioni deriva, molto probabilmente, dalla regione e dalla popolazione delle Caldea e da lì i Babilonesi la passarono agli Ebrei. I reperti oggi decifrati risalgono a circa 3. Tiamtu genera una stirpe di creature mostruose. Curiosamente Tiamtu viene vista sia come la generatrice del male e del caos, quanto la grande madre, origine di ogni cosa e degli stessi dèi. Tiamtu viene sfidata e vinta da Belus or Bel-Merodach, il dio del Sole. Questi sconfigge le orde mostruose di Tiamtu formate da spiriti maligni e dragoni, che oscurano con la loro presenza la Luna. In tutti questi casi l’Inferno è un luogo sotterraneo, buio, abitato da creature mostruose, sorde ad ogni ragionevolezza e ad ogni bene così come è umanamente concepibile.

Nei culti egizi antichi l’Inferno è Amenti, ha una valenza duplice e duplice è il ruolo del dio malvagio Seth. Da un lato è il luogo di soggiorno delle anime vuote, malvagie. Seth è il Signore del deserto, adorato dai carovanieri che si spostavano tra un’oasi e l’altra. Seth è una divinità a tutti gli effetti, di pari potere agli altri e che merita adorazione per la sua possanza. Assolve, inoltre, anche compiti fondamentali: è il dio della guerra e della forza bruta, che insegna ad asservire nella lotta violenta per vincere in battaglia e trovare l’onore.

Alla morte, la persona passa l’orizzonte occidentale e scende, attraverso Atmu, nell’Amenti, il mondo sotterraneo. La salvezza della sua anima dipende dalla preservazione del suo “doppio” o “altro è”, che risiede nella mummia o in una statua del suo corpo. Tuttavia l’anima per salvarsi deve anche aver condotto una vita giusta e devota. Amenti, oppure sarà reincarnato in un maiale e rispedito nel suo mondo. Tale rituale mistico è detto “psicostasia”, cioè “pesatura dell’anima”. Charun allontanava l’anima dei morti dal corpo con un colpo di martello. Orfeo sceso agli Inferi canta al cospetto di Ade e Proserpina, incisione di Virgil Solis per le Metamorfosi di Ovidio, XVI secolo.

Ade come denominazione di “regno degli Inferi”, in realtà, è solo una trasposizione che identifica tale regno col suo stesso re e signore. Nell’Ebraismo antico l’Inferno comincia a cambiare considerevolmente connotazione, rispetto alle altre culture, e continua il suo processo di spiritualizzazione. Satana, l’essere superiore attore del male, si configura non più come un dio, ma come una creatura che proviene da Dio stesso e, in una certa accezione, è un suo servitore. In quest’ottica tanto l’Inferno quanto il demonio stesso acquisiscono i nomi ed alcuni tratti caratteristici dei culti dei popoli nemici vicini, i peccatori per eccellenza e traditori della chiamata del Dio di Abramo, che si macchiano dei peggiori crimini. Seol: Genesi 37:35, 42:38, 44:29, 44:31, ecc.