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Questa voce o sezione sull’argomento mammiferi non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. L’allevamento caprino ha origini antichissime, la capra è, infatti, tra gli animali di più antica domesticazione. Le prime capre domestiche erano tenute in piccoli greggi seminomadi che si spostavano nelle zone collinari alla ricerca di cibo, sempre sorvegliati da pastori, generalmente giovani o adolescenti. La capra è considerata una specie a ciclo poliestrale stagionale in quanto presenta cicli estrali continui solo lana Caprina PDF alcuni mesi dell’anno, intervallati da un periodo di anaestro la cui lunghezza è variabile in funzione della latitudine e della razza.


Författare: Giacomo Casanova.

La stagione riproduttiva, per questi animali, inizia quando le giornate cominciano ad accorciarsi, per terminare all’inizio della primavera. La gestazione dura in media 150 – 155 giorni, al termine dei quali nascono solitamente due gemelli, anche se non è raro trovare parti trigemini o di un solo cucciolo, mentre è assai poco comune assistere a figliate di quattro, cinque o addirittura sei capretti. I parti si verificano tra novembre ed aprile con punte massime in gennaio – febbraio. Le caprette raggiungono la pubertà intorno ai 5 – 6 mesi, con variabilità in funzione delle caratteristiche genetiche ed ambientali.

Si tratta di un animale con notevoli capacità di adattamento a regimi alimentari molto diversificati grazie ad un’elevata capacità di selezione degli alimenti ed anche di parti della stessa pianta, ad una notevole capacità di utilizzazione di foraggi molto fibrosi, ad una buona potenzialità di immagazzinamento delle riserve e successiva mobilitazione. Grazie a queste caratteristiche la capra è in grado di adattarsi a condizioni che risulterebbero proibitive per altri animali considerati più “nobili”, quali bovini ed ovini. D’altra parte ben si adatta anche a condizioni d’allevamento intensive caratterizzate da elevati apporti di concentrati e limitati quantitativi di foraggi. Grazie alla loro frugalità ed adattabilità a qualsiasi tipo di cibo, sono piuttosto comuni in molti paesi del Terzo Mondo. Come già detto, lo stomaco di una capra adulta è diviso in quattro parti: quello dei capretti, invece, è praticamente uguale allo stomaco degli animali monogastrici. Alla nascita, infatti, il rumine è poco sviluppato e cresce in dimensione e capacità di assunzione di nutrienti man mano che il piccolo comincia ad assumere alimenti solidi.

Lo stesso argomento in dettaglio: Carne di capra. Oltre alla carne, altre parti della capra commestibili sono il cervello, il fegato e, nei capretti, alcuni tratti dell’intestino. La testa e le zampe, pulite ed affumicate, vengono usate per preparare zuppe. In Lombardia tra i prodotti agroalimentari tradizionali è ricompreso il violino di capra cosce e spalle conservate mediante salatura a umido, affumicatura ed essiccazione.

I formaggi di capra annoverano, fra gli altri, il caprino e la feta. Un detto popolare ritiene che la lana caprina non esista, dato che solitamente è la pecora ad essere tosata. In realtà, le capre diffuse in zone assai fredde spesso sono ricoperte da una soffice peluria isolante oltre ad un primo strato di lana più ruvida. Tale peluria viene utilizzata per produrre vari tipi di lana, di cui la più nota è il cashmere. L’animale non dev’essere ucciso per tagliare la lana, che può essere tosata o strappata.