Lettere a Luigi Federzoni per la «Nuova Antologia» (1931-1942). In appendice lettere di Luigi Federzoni PDF

Frequentò la scuola elementare a Cesenatico nella classe della madre, esperienza indubbiamente importante per la formazione della sua personalità. Nel 1896 venne iscritto presso l’Istituto “Sant’Apollinare” di Ravenna diretto da religiosi, ma l’anno seguente lo abbandonò per il profitto scadente. La scuola di recitazione Deciso a lasciare per sempre gli studi, convinse i genitori ad iscriverlo, nel 1901, alla Regia Scuola di recitazione “Tommaso Salvini” di Firenze diretta da Lettere a Luigi Federzoni per la «Nuova Antologia» (1931-1942). In appendice lettere di Luigi Federzoni PDF Rasi.


Författare: Antonio Baldini.

Le circa 700 missive di Antonio Baldini, redattore capo, a Luigi Federzoni, direttore della «nuova Antologia», ricostruiscono una parte importante della storia della rivista e un quadro – a volte ironico e divertente – del lavoro redazionale e della confezione quindicinale dei singoli fascicoli. Nella ricorrenza dei 150 anni della «nuova Antologia», fondata nel 1866, le lettere di Baldini a Federzoni, assieme alle non numerose del direttore pubblicate in appendice, offrono documentazione e numerosi spunti per gli studiosi per approfondire la sua storia e la collaborazione dei singoli autori.

Gli anni trascorsi a Firenze, centro culturale di prima importanza, sono rilevanti per la formazione centrale. La prima produzione poetica Al 1902 e 1903 appartengono le prime raccolte di novelle intitolate “Le primavere” e quelle di versi, “Il poema di un’armonia” e “La sorgente della pace”. Ma il vero debutto letterario avviene con la pubblicazione nel 1905 delle liriche di Fraternità, seguito dalle novelle intitolate Paese degli equivoci. Inviato a Roma, nel 1916 lavorò presso un’agenzia di stampa della Croce Rossa con Federigo Tozzi con il quale rimase in contatto sino al 1920, anno della sua morte.

Dichiaratosi contrario al fascismo, firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, anche se non partecipò attivamente alla vita politica rimanendo sempre appartato tra Firenze e la città natale. Durante gli anni della dittatura la pubblicazione nel 1928 in volume del Trono dei poveri, che era già uscito a puntate tra il dicembre 1926 e il giugno 1927 su Il Secolo, gli creò qualche inconveniente. Nel 1932 l’Accademia d’Italia assegnò a Moretti il Premio Mussolini, premio subito ritratto e dato invece a Silvio Benco. Lo scrittore intanto aveva continuato negli anni precedenti la sua attività scrivendo e pubblicando novelle, ricordi e romanzi. Nel 1958 Moretti termina con La camera degli sposi la sua carriera di romanziere e nel 1960, con il Libro dei miei amici.