Manifesti rosacroce. Fama fraternitatis – Confessio fraternitatis – Nozze chimiche PDF

Questa voce o sezione sull’argomento associazioni è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Ad ogni modo a partire dal XVII secolo fino ad oggi svariate associazioni esoteriche hanno rivendicato la propria derivazione, in tutto o in parte, manifesti rosacroce. Fama fraternitatis – Confessio fraternitatis – Nozze chimiche PDF’ordine dei Rosa-Croce del XVII secolo, o fanno riferimento alla “tradizione rosacrociana” o all'”eredità di Cristiano Rosa-Croce”. I loro membri sono chiamati “rosacrociani”.


Författare: Johann V. Andreae.

Opera che vede riuniti per la prima volta in edizione italiana – tradotti direttamente dagli originali in lingua tedesca – i tre testi fondamentali della dottrina Rosacroce, considerati e definiti fin dal loro primo apparire, nel secolo XVII, i “Manifesti Rosacroce”. In tali testi sono raccolti, in forma in gran parte simbolica e figurata, i fondamenti su cui poggia l’edificio della Confraternita. È noto, infatti, che i procedimenti alchemici e il linguaggio ermetico sono caratteristiche proprie della Rosa-Croce e la loro interpretazione è alquanto complessa. Autore delle tre opere è Johann Valentin Andreae, nato a Herrenberg nel 1586 e morto nel 1654. “Fama Fraternitatis” viene pubblicato nel 1614 a Kassel, “Confessio Fraternitatis” nel 1615 a Francoforte sul Meno e “Chymische Hochzeit Christiani Rosenkreuz: Anno 1459” nel 1616 a Strasburgo. Quest’accurata edizione integrale permette finalmente di disporre di queste tre opere cardine della Confraternita della Rosa-Croce con un apparato introduttivo e critico indispensabile per la collocazione storica e l’interpretazione del simbolismo dei testi. Riemerge così nella sua purezza e nella sua essenza originaria la dottrina fondamentale che ha dato vita a una delle più importanti organizzazioni di ricerca spirituale di ogni tempo.

Il termine “Rosa-Croce”, nel loro linguaggio, sta a indicare uno stato di perfezione morale e spirituale. Come archetipo della società segreta di origini immemorabili e onnipotente, i Rosa-Croce appaiono nella letteratura esoterica, spesso come successori dei Cavalieri del Graal e dei Cavalieri templari. Queste pubblicazioni causarono un grande fermento in tutta Europa, che portò non solo a numerose ristampe, ma anche a discussioni, con opuscoli favorevoli o contrari, i cui autori spesso non conoscevano nulla dei veri scopi degli originari autori e in qualche caso è probabile si siano divertiti a spese dei loro lettori. Poiché i presunti autori dei manifesti rosacrociani ne hanno rifiutato la paternità o hanno detto che si trattava di uno scherzo, ed essendo dubbia l’esistenza stessa del movimento, il quale comunque dichiaratamente affermò di fondarsi sulla segretezza dei suoi membri, è evidente che chiunque poteva dirsi appartenente ai rosacrociani senza timore di smentita e viceversa a poco valeva negare l’appartenenza al movimento: pertanto non c’è quindi modo di saperlo con esattezza. Nel XVIII secolo diverse società segrete, legate più o meno strettamente alla massoneria, iniziarono a rivendicare una discendenza dal mitico ordine.

L’influenza sulla nascita della massoneria non è del tutto accertata, anche se alcune cerimonie furono occasionalmente adottate. La neutralità di questa voce o sezione sull’argomento storia è stata messa in dubbio. Per contribuire, correggi i toni enfatici o di parte e partecipa alla discussione. Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.

Francia per incontrare i responsabili dell’Ordine. Oggi l’AMORC ha sedi e organismi in tutto il mondo, e promuove diverse opere di diffusione di quella parte della saggezza rosacrociana che può essere trasmessa attraverso libri o conferenze, riservando agli iniziati gli aspetti più interiori della sua via iniziatica Tradizionale. Tra gli obiettivi, vi è quello di diffondere le arti, le scienze e un umanesimo sotto l’influsso della più elevata spiritualità, al fine di guidare l’umanità verso la completa realizzazione di sé. Diverse organizzazioni che rivendicano di essere Rosacroce sono state sospettate di settarismo da parte delle autorità francesi. In realtà quella che era conosciuta agli inizi del XVII secolo come la “Società dei Rosacroce” era probabilmente un piccolo numero di individui isolati che condividevano alcuni punti di vista, apparentemente il loro solo legame.

Secondo l’antroposofo Rudolf Steiner, la corrente rosicruciana ebbe origine nel XIII secolo in un luogo imprecisato dove si riunirono dodici personalità dotate di conoscenze particolarmente elevate, rappresentanti complessivamente delle religioni del loro tempo e di tutta la sapienza umana fino allora accumulata. Il simbolo dell’ordine è una croce con al centro una sola rosa rossa. Esistono anche altre interpretazioni del simbolo che si riferiscono all’evoluzione spirituale dell’uomo: la croce ne rappresenta il corpo fisico e la rosa la personalità psichica e mentale in sviluppo, come la rosa che si apre lentamente alla luce. Riguardo ai numeri, la simbologia dei Rosacroce fa riferimento soprattutto ai numeri 3, 4, 7, 10 e 12.

L’antroposofia steineriana intende pertanto presentarsi come un rosacrocianesimo aggiornato ai nuovi tempi, che si accosta all’uomo attuale esclusivamente tramite la conoscenza, per penetrare la quale, come spiegato dal suo fondatore nel libro La saggezza dei Rosacroce, non sono necessarie particolari doti chiaroveggenti ma una padronanza delle capacità logiche. L’approccio rosacrociano va adattato secondo Steiner alla mentalità odierna che si sarebbe rinnovata a partire dal XIX secolo: mentre nei primi tempi esso si indirizzava prevalentemente allo studio della scienza naturale, ora andrebbe rivolto alla scienza occulta. Lo studio della scienza naturale, praticato dai seguaci di Christian Rosenkreuz, verteva secondo Steiner sui processi di quella che è conosciuta come alchimia, così come l’astrologia studiava gli eventi del cielo. Zolfo, cioè di qualunque sostanza infiammabile, sotto l’effetto del fuoco, che egli interpretava come un segno con cui gli Esseri Spirituali operavano un sacrificio di se stessi in onore di più alte Gerarchie divine.

Quando in questo stato d’animo egli vedeva compiersi la salificazione, allora nell’animo suo sorgevano dei puri pensieri che purificavano anche lui. Nell’abbandonarsi alla contemplazione del processo di soluzione egli si sentiva incitato all’amorevolezza, mentre nel processo di combustione sentiva germogliare in sé la volontà di sacrificio al Tutto. Rudolf Steiner, Mistero e personalità di Christian Rosenkreuz, conferenze del 1912, Gruppo di San Remo, 1941, p. Le conoscenze così acquisite sui processi della vita e della morte erano espresse dal teosofo alchimista in forma di simboli, dalla forte carica evocativa, che evitassero di considerare quei fenomeni da un punto di vista riduttivo e meramente esteriore. Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. Rapport parlementaire français de 1999 nº 1687 Les sectes et l’argent Archiviato il 12 marzo 2005 in Internet Archive. Calogero Cammarata, Carmagnola, Edizioni Arktos, 1986.