Manifesto del partito comunista: Pubblicato a Londra il 21 febbraio del 1848 PDF

Il Manifesto del partito comunista: Pubblicato a Londra il 21 febbraio del 1848 PDF del Partito Comunista fu scritto da Karl Marx e Friedrich Engels fra il 1847 e il 1848 e pubblicato a Londra il 21 febbraio del 1848. La prima e parziale traduzione italiana fu pubblicata nel 1889. Questo pamphlet fu commissionato dalla Lega dei Comunisti per esprimere il loro progetto politico.


Författare: Friedrich Engels.

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. Karl Marx e Friedrich Engels analizzano la storia come lotta di classe, sempre esistita e combattuta tra oppressi ed oppressori. I due sottolineano come questo contrasto non solo sia ancora presente nella moderna società borghese, ma che piuttosto si sia addirittura inasprito, poiché, in seguito a grandi trasformazioni sociali connesse alla trasformazione del modello produttivo, esso è animato da solo due grandi classi: la borghesia e il proletariato. La base su cui la borghesia ha costruito la propria forza è sostanzialmente lo sfruttamento del proletariato, tutelato dai governi, definiti da Marx ed Engels un comitato che amministra gli affari comuni di tutta la classe borghese.

Sebbene già nel Manifesto si parli di “interventi dispotici nel diritto di proprietà e nei rapporti borghesi di produzione”, il termine preciso di dittatura del proletariato appare solo nella già citata lettera a Weydemeyer, in cui si afferma che “la lotta delle classi necessariamente conduce alla dittatura del proletariato”. Solo dopo questa fase transitoria si potrà attuare il comunismo, che creerà una società senza classi, senza sfruttatori e sfruttati, in cui i mezzi di produzione sono gestiti dai lavoratori. Vengono proposti anche 10 punti, che all’epoca della stesura del Manifesto avevano valore di programma rivoluzionario per i paesi più progrediti. Attraverso queste dieci misure si attuerebbe quella che in seguito Marx avrebbe denominato dittatura del proletariato. Espropriazione della proprietà fondiaria ed impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato. Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli. Accentramento del credito in mano dello Stato mediante una banca nazionale con capitale dello Stato e monopolio esclusivo.

Accentramento di tutti i mezzi di trasporto in mano allo Stato. Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano collettivo. Eguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l’agricoltura. Unificazione dell’esercizio dell’agricoltura e dell’industria, misure atte ad eliminare gradualmente l’antagonismo fra città e campagna. Istruzione pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Eliminazione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale. Combinazione dell’istruzione con la produzione materiale e così via.

Forse essi costituiscono ancora oggigiorno i principi più importanti del comunismo per la maggior parte delle persone di media cultura del Mondo Occidentale. Marx ed Engels passano poi ad analizzare tutti i progetti e le teorie socialiste precedenti. Il testo si chiude con una visione delle varie lotte portate avanti dai comunisti nei vari paesi. Si ricorda però che al tempo stesso è necessaria una stretta collaborazione tra i partiti dei vari paesi.