Manuale di storia moderna. La prima età moderna (1450-1660) PDF

Questa voce o sezione sull’argomento Sicilia è ritenuta da controllare. Motivo: Non aderente alle linee guida e senza fonti, presenza di grassetti, da verificare enciclopedicità di alcune sezioni. Carini è un comune italiano di 38 751 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. Il titolo di città è manuale di storia moderna. La prima età moderna (1450-1660) PDF concesso con decreto del presidente della Repubblica il 20 gennaio 1998.


Författare: Giuseppe Ricuperati.

Dopo una lunghissima navigazione Cristoforo Colombo il 12 ottobre 1492 avvistava le isole Bahamas e, successivamente, Cuba, che riteneva essere la «provincia del Cataio in terraferma», cioè una parte della Cina. In realtà, il navigatore genovese aveva appena scoperto l’America, ma sarebbero passati ancora alcuni anni prima che gli europei si rendessero conto di questa eccezionale scoperta. Non a caso, infatti, secondo una consolidata tradizione storiografica, proprio da quell’anno ebbe inizio l’età moderna. Ma seguendo altre linee interpretative la storia moderna incominciò nel 1453 con la caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi e la fine della guerra dei Cent’anni tra Francia e Inghilterra; oppure il vero evento che segnò l’arrivo dei tempi moderni furono gli scritti del monaco agostiniano Martin Lutero che a partire dal 1517 spezzò l’unità dell’Europa cristiana.Di questi e di altri nodi essenziali dell’età moderna dà conto questo Manuale di storia moderna, che segue gli eventi storici susseguitisi tra la metà del Quattrocento e la metà del Seicento, quando volgeva al termine la tragica rivoluzione inglese durante la quale il re d’Inghilterra Carlo I Stuart venne decapitato.

Il territorio, prevalentemente pianeggiante, è delimitato dai monti Pecoraro, Montagna Longa, Cerasia, Saraceno, Tre Pizzi e Colubrino, mentre il centro storico, è costruito sulla collina che sovrasta il territorio. Idrograficamente una vasta rete di valloni secondari permette alle acque piovane e di sorgente di raggiungere il mare attraverso tre valloni principali: V. Il toponimo Carini deriva da Hyccara, nome originario della città. La fertilità delle terre di Carini e la sua conformazione territoriale hanno permesso la presenza dell’uomo, sin dalla Preistoria. La città vanta una storia ultra-millenaria documentata da citazioni in opere e molteplici ritrovamenti. San Nicola, intorno al 370 a.

Il territorio fu abitato anche da numerosi Cartaginesi, attratti dalla fertilità del suolo, a protezione del quale costruirono il cosiddetto Muro di Carini. Tra l’VIII ed il IX secolo d. Iccara subì numerose incursioni saracene fino a quando venne definitivamente conquistata dagli Arabi insieme a tutta la Sicilia Occidentale. Secondo quanto si legge nel registro della Maramma della parrocchia Matrice, nell’anno 909 l’emiro Mulei Almoad concesse ai carinesi di ricostruire il loro paese là dove oggi esso sorge, col nome di Qarinis. Con la conquista normanna, nel 1072, il conte Ruggero assegnò la baronia di Carini a Rodolfo Bonello che fece edificare alla fine del sec. XI una fortezza che dominava il territorio. Lo stesso viaggiatore arabo Idrisi testimonia nel 1154 l’esistenza di questa costruzione.

Sotto la dominazione sveva la borghesia dell’Università di Carini ebbe quattro rappresentanti, a testimonianza dell’importanza che questa cittadina andava acquisendo. Nacque così, fra le altre, la borgata di Villagrazia. L’architettura del castello si accrebbe di numerosi interventi nelle varie fasi di ampliamento e trasformazione, anche se nell’anno 1563 un’ombra tragica si abbatté su di esso con la morte di Laura Lanza di Trabia, moglie di Vincenzo II La Grua, uccisa per mano del padre Don Cesare Lanza. L’evento rimase nella memoria popolare come L’amaro caso della baronessa di Carini. Dal punto di vista urbanistico, Carini presenta un assetto medievale e un assetto moderno. Il primo ha come riferimento il castello, attorno al quale si estende l’antico borgo, con la chiesa di S.

Giuliano, i magazzini baronali e l’edificio comunale. Il complesso era un tempo circondato da una cinta muraria, di cui la porta a sesto acuto antistante il convento di S. Vincenzo, oggi è la sola testimonianza. Area Archeologica Baglio-Carburangeli: consiste in una fascia di terra, con estensione mediamente pari a 150 m, che a partire dal Baglio di Carini, si estende per circa un chilometro verso sud-ovest, costeggiando nel primo tratto la costa e poi proseguendo nell’entroterra fin presso la grotta di Carburangeli. All’interno delle tombe a fossa, oggi distrutte dalle costruzioni di alcuni edifici, sono stati rinvenuti reperti che rilevano l’occupazione del territorio sin dal III secolo a. Tucidide, nella costa ad est di Carburangeli, è stata scoperta una zona ricca di ceramiche del V sec. Di notevole importanza sono le catacombe rinvenute nei pressi di Villagrazia di Carini, che si estendono per circa 3.

Di notevole interesse sono le numerose grotte distribuite nel territorio, che hanno permesso il ritrovamento di numerosi resti di fauna preistorica. Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale integrale Grotta di Carburangeli. La riserva è stata istituita dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente nel 1995 ed è stata affidata in gestione al Comitato Regionale Siciliano di Legambiente. Durante le campagne di scavo eseguite nel corso degli ultimi secoli all’interno della grotta di Carburangeli ed in altre cavità limitrofe, sono stati rinvenuti numerosi resti fossili appartenenti a specie animali estinte o scomparse dalla Sicilia come l’elefante, l’orso, la iena, il bisonte ed il cervo. Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale integrale Grotta dei Puntali.

La riserva è stata istituita dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente nel 2001. La grotta, che si apre nella roccia calcarea mesozoica delle falde di Monte Pecoraro, è di elevato interesse paleontologico documentato da rinvenimenti che vanno dal paleolitico superiore all’età del bronzo. Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Carini. La chiesa madre dedicata originariamente al SS. Sacramento, è oggi intitolata a Maria SS. Venne eretta alla fine del XV sec.

Oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento e la cappella di S. Dello stesso è la tela dell’Assunzione, collocata sull’altare maggiore. Il campanile rifatto negli anni trenta aveva originariamente quattro pannelli in maioliche, raffiguranti: san Vito, l’Assunta, santa Rosalia e il SS. Eretta nel XVII secolo è un classico esempio di barocco. La chiesa del Rosario, con l’annesso convento dei Padri Domenicani, costituisce un grande complesso architettonico, con al centro un atrio.

San Rocco, si apprezza un piccolo atrio dei Padri Conventuali. Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Carini. L’edificio viene eretto tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, ad opera del primo feudatario normanno Rodolfo Bonello, guerriero al seguito del conte Ruggiero. Dagli scavi condotti nel corso del recente restauro, sia nel lato est che in quello nord, sono affiorate strutture murarie di epoche precedenti a quella normanna. Il castello, presenta una grande corte, dove si affaccia la struttura residenziale fatta principalmente in due elevazioni.