Marcello Baldi. Cinema, cattolici e cultura in Italia PDF

Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, marcello Baldi. Cinema, cattolici e cultura in Italia PDF da Baku. Intervenuto all’Università Azerbaijan Diplomatic Academy Mattarella ha parlato della “collaborazione su molte cose di Italia Azerbaigian, noi abbiamo un rapporto molto intenso sul piano energetico: la scelta strategica del corridoio”. Secondo un proverbio azerbaigiano – ha detto Mattarella dalla cattedra universitaria – ‘una casa senza un ospite è come un mulino senz’acqua’.


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Marcello Baldi (1923-2008) ha consacrato la sua vita allo spettacolo e alle emozioni. Protagonista della scena culturale italiana nella seconda metà del Novecento, egli ha saputo esprimersi in modo semplice e innovativo utilizzando i linguaggi del cinema, della televisione e del teatro. La sua produzione è stata caratterizzata da un forte legame con la terra natia e in particolare con le “sue” montagne trentine cui ha dedicato anche l’ultima opera Narciso. Il volume, che raccoglie un ricordo del figlio Dario, un primo profilo storico dell’attività di questo poliedrico regista e un’importante filmografia vuol essere oltre che un omaggio a un artista immeritatamente “dimenticato” anche un tentativo di entrare nei percorsi consolidati della storia del cinema italiano per scardinare una pubblicistica da troppo tempo adagiata su passaggi e momenti quasi proverbiali.

Insomma, il Presidente della Repubblica, in una giornata dedicata al completamento del progetto strategico intercontinentale, ha trovato anche il tempo di parlare di un tema tanto dibattutto in Europa e ancora di più in Italia. Perché a suo dire, “soltanto in questo modo siamo in grado di garantire, a ciascuno, il pieno rispetto di quei diritti fondamentali che sono alla base dello sviluppo di ogni comunità ordinata”. Egregio Signor Presidente, le sue sono parole più che giuste purché quelli che arrivano in Italia siano dotati di regolari documenti di identificazione e, magari, un contratto di lavoro in mano già firmato! Quale ayatollah ha scritto quel discorso? Cosa aspettate a licenziare quel tristo individuo?

E’ possibile sapere da Mattarella quanti esattamente siano i migranti ospitati nelle eleganti sale del Quirinale? Perché nei nostri comuni sono già troppi. Se il valore è “irrinunciabile” perché lui ci rinuncia? Mattarella, ma perché continua a blaterare per luoghi comuni e parole vuote, anziché collaborare a rinsaldare un sentimento di sano, costruttivo senso dello Stato che contempli anche la difesa delle proprie tradizioni, della propria storia e dei propri confini? Non ci arriva, o è più comodo, pensare per luoghi comuni?