Messale dell’assemblea cristiana. Feriale PDF

Questa voce o sezione sull’argomento cattolicesimo è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Il rito ambrosiano deriva dalla tradizione che messale dell’assemblea cristiana. Feriale PDF è stratificata nella liturgia dell’arcidiocesi di Milano e che viene fatta risalire all’opera del vescovo Ambrogio, ma in alcuni tratti è addirittura precedente. In origine il rito ambrosiano aveva una diffusione molto vasta, su tutto il nord d’Italia fino a sud di Bologna.


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Il messale offre i testi liturgici di: Ferie (anni pari e dispari); Proprio dei Santi e Comuni; Messe per varie necessità e votive; Messe dei defunti; Collectio Messe della Beata Vergine Maria. I testi della Parola di Dio sono aggiornati secondo il Lezionario della Chiesa italiana (2009-2010). Nuova la parte del santorale e l’iconografia simbolico-descrittiva di tutto il Messale. Per la prima volta è accessibile in un messale la “Collectio mariana” (1987). I commenti che precedono e seguono le letture, le indicazioni rubricali, le proposte di preghiere dei fedeli aiutano l’assemblea a “celebrare i santi misteri”, ad “annunciare la morte del Signore, proclamare la sua risurrezione nell’attesa della sua venuta”. Un messale della e per l’assemblea perché si pone a suo servizio per farle scoprire la sua realtà e per educarla a celebrare bene il mistero della salvezza.

Nel corso della storia molte comunità, anticamente di rito ambrosiano, sono passate al rito romano. Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Sant’Ambrogio fondato a Praga da Carlo IV nel XIV secolo. Le caratteristiche della liturgia ambrosiana sono un forte cristocentrismo, derivante dalla lotta contro l’eresia ariana al tempo di Ambrogio, e una vicinanza con le liturgie orientali, prese da Ambrogio stesso come modello per la Chiesa milanese, seppur facendo sempre riferimento agli usi della Chiesa di Roma come fonte normativa. C’è da sottolineare che l’acclamazione Kyrie eleison viene sempre proclamata nell’originale greco e mai in italiano. Lo scambio della pace non è immediatamente prima della Comunione, come nel rito romano, ma viene anticipato al termine della Liturgia della Parola, prima della preparazione dei doni. Nella messa ambrosiana il Prefazio fa parte del proprio.

Quindi ogni celebrazione ha un proprio Prefazio. Per talune celebrazioni, ad esempio nelle domeniche di Quaresima, sono addirittura previsti più di un Prefazio tra i quali il sacerdote può scegliere. La Preghiera eucaristica I presenta delle varianti significative rispetto all’analoga del rito romano. Coena Domini e per la Veglia Pasquale.

Possono essere anche usate in altre celebrazioni: la V per le celebrazioni che hanno come tema l’eucaristia, la Passione e gli eventi sacerdotali, la VI nel tempo pasquale e nelle messe per i battezzati e quelle rituali per l’iniziazione cristiana. Il saluto augurale, dopo la preghiera per la pace e prima della comunione, nella messa ambrosiana è diverso dal corrispondente della messa romana, e recita: La pace e la comunione del Signore nostro Gesù Cristo siano sempre con voi. Al termine della messa in rito ambrosiano, la benedizione finale è preceduta dalla triplice invocazione Kyrie eleison, e successivamente alla monizione del celebrante andiamo in pace, l’assemblea risponde nel nome di Cristo, anziché rendiamo grazie a Dio come nel rito romano. Una differenza con il rito romano riguarda la forma dell’ostensorio, che ha conservato la più antica conformazione a tempietto, mentre nel rito romano ha assunto una forma di raggiera. L’ostensorio e la pisside sono ricoperti da conopei di colore rosso e non bianco.

Il turibolo, a differenza di quello romano, è privo del coperchio traforato e della quarta catena che serve ad aprirlo. Viene usato facendolo girare per aria, in un modo del tutto sconosciuto al rito romano che invece lo usa esclusivamente in senso antero-posteriore. L’aspersorio è fatto come un piccolo pennello e l’acqua è trattenuta dalle setole. La croce astile viene sempre rivolta al celebrante, quindi nelle processioni il Crocifisso è volto indietro, mentre nel rito romano è volto in avanti. Sulla stessa croce o sulla croce dell’altare è possibile collocare le candele. Sacramento è il rosso, a differenza del rito romano dove il colore liturgico previsto è il bianco. Caratteristica tipica del rito ambrosiano è l’assoluta centralità della domenica, con il suo inizio dal tramonto del sole del giorno precedente.

Un elemento fondamentale del rito e della liturgia ambrosiana è costituito dal canto “ambrosiano”. Ambrogio è stato definito il “più musicale dei Padri”, in quanto ha personalmente composto testi e musiche dei suoi inni, innovando anche lo stile, grazie all’introduzione della metrica classica al posto di quella libera che era simile alla salmodia ebraica. Come il canto gregoriano, anche il canto ambrosiano fu naturalmente modificato nel corso dei secoli dalla sua elaborazione da parte di Ambrogio, ma non di meno oggi lo si definisce il più antico corpus musicale occidentale. Vi sono alcuni riti specifici che sono stati aboliti, ma di cui si può trovare traccia nelle descrizioni storiche. Questa usanza venne abolita da San Carlo Borromeo.

Quando la messa è preceduta da una processione, giunti al limite del presbiterio la processione si arresta, la croce, incensata e affiancata dai cantari ambrosiani, resta rivolta al celebrante e il clero si dispone su due file una di fronte all’altra, in fondo il celebrante con i ministri resta rivolto alla croce e all’altare. Caratteristica delle celebrazioni vespertine è il “rito della luce” o “lucernario”. La processione con il celebrante entra in chiesa al buio e con i cantari spenti al fianco dell’unica lanterna accesa, che apre la processione. Il cardinale Schuster ha limitato questa liturgia alle solenni celebrazioni della vigilia. Vi è un apposito canto per questa liturgia.

Nel rito romano una variante di questa liturgia si svolge solo una volta all’anno, in occasione della benedizione del cero pasquale. La sua origine e significato sono incerti: un significato puramente allegorico sarebbe l’allusione al sacrificio della vita da parte del martire. Il rito del faro è celebrato nel duomo di Milano in occasione di Santa Tecla, patrona della parrocchia del duomo e in molte delle parrocchie dedicate a santi martiri nel giorno della loro festa. Un’altra cerimonia particolare e di origine antichissima quanto incerta, è la processione dell’Idea.

Si svolge il 2 febbraio festa della presentazione del Signore al tempio e consiste nel portare in processione prima della messa un’icona mariana sormontata da una candela. La nivola sullo sfondo della vetrata absidale del duomo di Milano, mentre trasporta a terra il “santo chiodo”, conservato nell’apposito reliquiario presente nel catino absidale. Lo stesso argomento in dettaglio: Campane dell’arcidiocesi di Milano. L’arresto e sosta “in piedi” della campana sono possibili grazie a una piccola staffa posta sulla ruota, la quale staffa va appunto a scontrarsi con la balestra. Calcolando il tempo che ogni campana impiega per compiere detta rotazione, è possibile comporre determinate successioni di suoni, con la possibilità di ottenere particolari concerti. Il rito ambrosiano ha un suo calendario e un suo complesso di norme che regolano le precedenze liturgiche.